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La matematica egizia

La matematica egizia

La matematica ai tempi degli Egizi, la nascita della matematica e i primi reperti storici. Storia della matematica, il papiro di Rhind e i problemi matematici. Il sistema di numerazione egizio e le operazioni coi numeri nell'antico Egitto.

La matematica nella storia dell'umanità ha avuto un ruolo fondamentale per tutte le civiltà che hanno abitato il nostro pianeta fin dai tempi più remoti. Tuttavia le prime testimonianze di una matematica avanzata ci arrivano dall'antico Egitto. Proprio qui tra faraoni e piramidi si sviluppa la scrittura sotto forma di geroglifici per testi e cifre. Senza dubbio la civiltà egizia rimane affascinate per numerosi aspetti tra i quali troviamo appunto i numeri e la comparsa dei primi problemi legati alla matematica. A portare alla nostra conoscenza questi problemi sono due antichi manoscritti, ovviamente su papiro, risalenti ad un periodo che va dal 2000 al 1800 avanti Cristo. Il Papiro di Rhind e il Papiro di Mosca sono quindi i due manoscritti più antichi a noi pervenuti nei quali la matematica trova riscontro.

Il primo, ovvero il Papiro di Rhind, contiene 87 problemi derivati dalla quotidianità ai tempi degli Egizi. Tutt'oggi è conservato al British Museum e rappresenta una fonte di inestimabile valore. Il papiro fu acquistato nel 1858 in una cittadina sul Nilo da un antiquario scozzese, Henry Rhind, dal quale deriva il nome.

Il secondo, ovvero il Papiro di Mosca fu acquistato in Egitto nel 1893 e risale al 1890 a.C. circa. Il manoscritto contiene ben 25 esempi tratti dalla vita di tutti i giorni (ovviamente ai tempi degli Egizi) nei quali figurano problemi di natura matematica.

La difficoltà di conservazione dei reperti storici come i papiri ha fatto si che solamente alcuni di essi giungessero fino ai giorni nostri, per tanto questi rimangono i più antichi problemi matematici che conosciamo.

Gli Egizi si avvicinarono alla matematica e alla geometria per soddisfare esigenze quotidiane come delineare i confini delle proprie terre e tenere sotto controllo tasse e pagamenti. Nel periodo del "Medio Regno" nacquero così delle vere e proprie scuole per scribi, con l'intento di formare e istruire delle figure specializzate nei calcoli e nella scrittura. Insieme alle scuole per scribi gli Egizi introdussero anche l'uso delle frazioni che caratterizzano la matematica egiziana e sono utilizzate ancora oggi.

La matematica in Egitto non si limitava però soltanto ad aspetti pratici e quotidiani come calcoli e operazioni, bensì veniva spesso associata a qualcosa di divino, uno strumento a disposizione dell'uomo per entrare in contatto con la natura. A tal proposito il Papiro di Rhind citava la seguente frase in apertura: «Metodo corretto di entrare nella natura, conoscere tutto ciò che esiste, ogni mistero, ogni segreto».

Il sistema di numerazione egizio:

Gli antichi egizi utilizzavano un sistema decimale per la scrittura dei numeri, una numerazione geroglifica nella quale è presente una base dieci e dove i numeri venivano affiancati utilizzano rispettivamente i simboli di unità, decine e centinaia.

Il sistema di numerazione egizio non è un sistema posizionale, cioè ogni simbolo ha un suo significato (in questo caso valore) e quindi non ha importanza la posizione che occupa. Ovviamente per comodità si tendeva ad accostare i simboli uguali tra loro.

Le operazioni con il sistema egizio:

Gli antichi Egizi utilizzavano le operazioni proprio come facciamo noi al giorno d'oggi per la soluzione di problemi e per tenere conti e registri sempre aggiornati. Già ai tempi infatti erano presenti le quattro operazioni principali: l'addizione, la sottrazione, la moltiplicazione e la divisione. In particolar modo l'addizione e la moltiplicazione erano pressoché identiche a come le conosciamo, mentre le altre due operazioni si sviluppavano in maniera diversa. Più precisamente sia la moltiplicazione che la divisione si basavano sulla scomposizione dei fattori in base due.

Con l'avvento del Nuovo Regno la matematica Egizia si fuse con quella Greca e in entrambe le culture ci furono dei notevoli benefici i quali contribuirono a creare la disciplina matematica per come la conosciamo oggi.

 

 

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ritratto di sorex

Forse non tutti sanno che,

Forse non tutti sanno che, recentemente, è stata dinostrata la similitudine fra la matematica egizia e quelle degli antichi Sardi.

http://www.itispe.it/content/antica-matematica-nuragica-ed-egizia

http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=2003

ritratto di giuskina

sicuramente

sicuramente per erigere le piramidi qualche calcolo va fatto !! Anche se a tutt'oggi la certezza sui procedimenti utilizzati nalla loro costruzione non c'è, è stata una civiltà importantissima. La scomposizione dei fattori in base due significa se io ho 6 dividerlo per 2 perchè è più semplice gestirlo ? (scusate ma tra polinomi, monomi e tangenti non ero il primo della classe)

ritratto di Fabrizio87

a me m'è sempre piaciuto la

a me m'è sempre piaciuto la storia della matematica e la storia della scienza in generale,

è un grosso peccatoche non si studiano per niente questa parte della storia,

ritratto di Andres Reyes

Matematica Cognitiva

La cosa più affascinate delle notazioni matematiche, come sottolineato dallo studioso George Ifrah (La storia universale dei numeri) , è che di solito dopo i primi tre numeri indicati da un pallino o una stanghetta, due pallini, tre pallini dal 4 in poi di solito si usi un altro simbolo proprio perché esiste un limite cognitivo alla nostra percezione istantanea degli oggetti come scoperto da Cattel allivevo di Wunt ( padre della psicologia scientifica).
Da questo limite cognitivo potremmo sfondare sulla natura stessa del numero, innato? O acquisito?

 

 

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