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MEMI: concetti, idee, parole. Da dove? Verso dove?

MEMI: concetti, idee, parole. Da dove? Verso dove?

Che cosa c’è in MEMI? Nel libro racconto come si parla con spiriti immortali, che non sono definiti da frasi vaghe. Non sono evocati da sentimenti che ciascuno sperimenta in modi diversi. Non si possono definire con parole - neanche sublimi, sacre, elevate. Si manifestano ove sono cervelli umani. Diventano immortali se esprimono idee, parole, teorie, invenzioni sensate e condivise. Entrano in altre menti, che li accettano, li ripetono, li diffondono esprimendoli con parole, immagini, formule, strutture, schemi.

Il nostro corpo cambia. Le nostre cellule muoiono e vengono sostituite. Se perdiamo parti del corpo, la nostra persona rimane. Richard Dawkins ha chiamato “memi” i nostri gesti, abilità, parole, idee, credenze, ragionamenti, immagini, musiche, inclinazioni che acquistiamo e replichiamo trasmettendoli ad altri. Il termine ricalca “gene” - la sequenza di DNA che occupa una certa posizione in un cromosoma e determina una caratteristica fisica. I nostri memi, dunque, sono unità di eredità culturale selezionate naturalmente e replicate nell’ambiente culturale. Tramandiamo memi ad altre menti anche dopo la nostra morte.

Ciascuno di noi legge scritti di contemporanei e degli antichi. Ne trae quello che può. Risponde senza essere ascoltato, ma le sue risposte possono andare ad altre persone di oggi o future. Così tiene in vita gli autori anche se i loro nomi vengono dimenticati. Non racconto come metterci in contatto con gli antichi: è cosa che si insegna nelle scuole. Racconto, invece, come sono stato e sono in contatto con persone speciali: maestri, amici che mi hanno insegnato scienza, teorie, buon senso, metodo, inventività, humor, arti, atteggiamenti e saggezza. Mio padre mi insegnò che tutto interessa e tutto si può imparare. Ne è un esempio vivente. Ho ricreato colloqui con mio padre – che fisicamente è morto da più di mezzo secolo. Racconto questa esperienza insieme a quelle di meditare insegnamenti, discorsi, input ricevuti da fonti diverse in più di 80 anni di vita. Questo modo di pensare è la forma giusta della spiritualità. Sono inani le forme che usano pretese illuminazioni o esperienze mistiche, espressioni religiose, intuizioni gratuite.

Le parole sono strumenti ottimi. Si congiungono a formare frasi - gli elementi costruttivi delle lingue. Come ogni strumento possono essere usate bene o male. Molte parole o frasi designano oggetti, strutture, processi complicati. Però i nomi o le sequenze di parole con cui li indichiamo non aiutano a conoscere strutture o processi. Siamo abituati a parlare di cose semplici. quindi siamo indotti a credere che parli di cosa nota chi dice: “Il prodotto interno lordo italiano nel 2008 è stato di 1,272 Teraeuro.” Ma spesso non è così. Molti non sanno come si misuri il PIL, né sanno che un Teraeuro consiste di 1.000 miliardi di Euro. Non sanno tante altre cose eppure parlano di economia, tecnologia, morale, politica. Le loro frasi autorevoli sembrano avere senso - e non lo hanno: su di esse si fondano reputazioni usurpate. Le questioni complesse sono spesso opinabili, ma è bene non entrare in polemica con chi dalla realtà è divorziato e alberga memi erronei. Io ho scritto queste pagine spinto da un meme che s’impiantò nella mia mente tanti anni fa: “Impara cose nuove e giuste - e insegnale.”

Quindi racconto i migliori discorsi che continuo a fare anche con persone non più in vita e anche non molto famose. Mi si potrebbe obiettare: “La maggioranza degli scienziati esistiti dall’inizio della civiltà pare sia ancora in vita. (Questo dipende dall’aumento della popolazione e dal crescente numero degli scienziati nella popolazione generale). Allora perché non concentrarci sui messaggi delle grandi menti viventi?”

Rispondo: “E’ difficile capire quello che dicono le grandi menti contemporanee, se non capiamo prima quello che dissero i classici. Questi sono più visibili perché hanno avuto successo, ma non è bene considerare solo quelli famosissimi. Ce ne sono tanti altri che vale la pena di ascoltare e studiare. Spesso questi altri non hanno inventato o scoperto cose meravigliose, ma comunicano bene quello che altri hanno scoperto o inventato. I pensatori contemporanei non vanno certo ignorati. Trovarli ed entrarci in contatto è sempre più facile usando Internet. In rete sono venuto a sapere dell’esistenza di persone interessanti che hanno capito cose importanti, hanno inventato, hanno visto connessioni e possibilità non immaginate prima. In rete trovi parole appena scritte da persone eccezionali. Evocano idee nuove: gliele scrivi e, se non sono trascurabili, spesso ti rispondono. Sono entrato in corrispondenza perfino con Freeman Dyson, il fisico.

Certo in rete sono tanti a parlare e diffondere messaggi. Alcuni di questi valgono poco. Altri sarebbero interessanti e meritevoli (originano idee belle), se sapessero comunicare bene. Ci servono criteri di giudizio per accettare i migliori e rifiutare i mediocri e i peggiori. Questo mio è un libro di esercizi per imparare a formarsi criteri efficaci. Fra le carte di mio padre ho trovato un foglietto in cui copiò una poesia di Francisco Quevedo:

Avrei voluto, e non so come, provare la mia riconoscenza
A colui al quale debbo tanto! Ma mi son detto: a che mai?
Il sole dardeggia i suoi benefici raggi;
la messe che ne profitta non dice “Grazie”
ma essa matura! Ed è tutto ciò che vuole il sole.

Il libro MEMI di Roberto Vacca è disponibile nell'Apple Store

 

 

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ritratto di Roberto Vacca

Rispondo volentieri, ma prego: CONCISI

Far circolare memi costruttivi e interessanti contribuisce a salvarci.
Se mi mandate messaggi, rispondo volentieri --- ma prego: CONCISI: il tempo è prezioso.
Grazie a chi prende il libro multimediale!

ritratto di Alessandro Stefanucci

Ho letto "come imparare più cose e vivere meglio"

Caro Roberto,
Invochi la sintesi...
Immagino che ti cadano le braccia quando quello scrive un poema e l'altro scrive banalità sull'odore e il fruscìo della carta (da bimbo queste cose mi appassionavano, ma quando entravo in simbiosi col libro queste sensazioni scomparivano).
Purtroppo la tradizione retorica italica ci fa perdere un sacco di tempo.
Nel tuo preziosissimo "come imparare più cose e vivere meglio" dovevi inserire un capitolo sullo spirito di sacrificio abbinati a metodo e disciplina. In quanto potrebbero leggerti dei giovani e non solo 4 vecchi barbosi e fatui.
Ale, pigrissimo bamboccione.

ritratto di NewLife

Poche domande

Gentile Prof. Vacca,

trovo sempre illuminanti le Sue riflessioni, sia quando le condivido sia quando non le condivido.
Quando leggo pensieri di persone autorevoli del passato, come del presente, finisco sempre col chiedermi: “A chi stanno parlando?” “Quanti sono quelli in grado di cogliere la complessità del reale?”. Poi la risposta è sempre la stessa “Stanno parlando a pochi, troppo pochi”.
A questo proposito volevo porLe due domande:

1) Lei non trova strano che nell’epoca della tecno-scienza e dell’informazione sempre più diffusa esistano ancora fenomeni come la superstizione, il cesaro-papismo, l’intolleranza e che i “molti” siano schiavi dei “pochi” le cui “…frasi autorevoli sembrano avere senso- e non lo hanno…” ? Dove si è arenato il progetto illuminista?

2) Lei spesso cita la crescita del PIL come un fenomeno positivo. Non ritiene che seguendo questa strada imitiamo Ulisse quando fu tentato dal canto delle sirene (solo tentato però...), sirene che, al giorno d’oggi, sul loro starnazzante canto “… fondano reputazioni usurpate?”

Trovo insensata l’ipotesi di una moratoria sulla conoscenza ma penso anche che il progresso non possa essere sinonimo di crescita senza riflessione; per questo sono nate discipline come l’eco-economia, l’econo-fisica che tengono conto del fatto che l’economia non può fare a meno di contestualizzarsi in un ambiente vitale, organico e dalle risorse limitate, di confrontarsi col secondo principio della termodinamica…..
Le dico questo perché, dal 27 setttembre 2011, il pianeta Terra ha raggiunto l’Overshoot Day e continuando così, con una popolazione che sta per sfondare il muro dei 7 miliardi ed i consumi pro capite globali in continua crescita (perché tutti ci dicono che è di vitale importanza il “consumo” delle cose invece che l’”uso” delle medesime...), entro la metà del secolo il nostro debito ecologico supererà il 100 per cento del Pil ambientale: a quel punto, per portare i conti in pareggio, dovremmo avere a disposizione un secondo pianeta...

Grazie mille per la Sua attenzione e, se mi ritiene all’altezza, mi consideri una di quelle persone con cui “potrebbe” essere interessante scambiare memi

Daniele Bertaggia

ritratto di Onofrio Filoramo

Egregio prof. Roberto

Egregio prof. Roberto Vacca,
ho letto alcuni dei libri che Lei ha pubblicato e li ho trovati interessanti,
ma acquisterò la sua ultima opera se e quando sarà in forma cartacea.
Forse sono antiquato, ma nei libri esiste anche una essenza materiale.
Il colore, la consistenza ed il fruscio della pagina, persino l'odore.
Se un giorno le biblioteche saranno nelle "nuvole" elettroniche, agli
studiosi del futuro resterà da esaminare la nostra spazzatura che ha tutte
le caratteristiche per essere eterna.
Distintamente saluta,

Onofrio Filoramo

 

 

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