Micro trasmettitore FM 1Watt – 2

Micro trasmettitore FM 1Watt

A parte gli scherzi, speriamo di avervi almeno fatto sorridere ironizzando su fatti tristemente noti dei quali si può far tutto tranne che ridere, e torniamo al nostro circuito del quale trovate in questa pagina lo schema elettrico: si tratta di un classico trasmettitore radio modulato in frequenza e composto da due stadi a transistor, dei quali il primo funziona da amplificatore audio e il secondo da oscillatore RF.

Più precisamente, lo stadio realizzato con il transistor T1 realizza un amplificatore di bassa frequenza necessario per elevare il livello del segnale prodotto dal microfono MIC di quanto basta per modulare l’oscillatore RF costruito attorno al transistor T2. In pratica la capsula microfonica MIC (è la solita capsula electret a due fili) capta suoni e rumori nell’ambiente e li converte in un segnale elettrico, dovuto sostanzialmente alle variazioni della caduta di tensione ai capi della resistenza di carico R1 per effetto delle variazioni di corrente prodotte dalle onde sonore nella capsula stessa.

Il segnale audio così ottenuto viene applicato, tramite il condensatore elettrolitico C2 (questo serve per isolare in continua la rete di polarizzazione della capsula) al trimmer R2; quest’ultimo permette di dosare il livello del segnale portato all’ingresso del primo stadio a transistor in modo da evitare la sovramodulazione del trasmettitore radio e la conseguente distorsione del segnale ricevuto.

Il segnale audio viene quindi prelevato dal cursore del trimmer R2 e applicato, mediante il condensatore C3 (che permette il disaccoppiamento in continua tra il trimmer e la rete di polarizzazione del T1) alla base del transistor T1; quest’ultimo, montato in configurazione ad emettitore comune con resistenza di retroazione, è impiegato per elevare il livello del segnale captato dalla capsula microfonica.

Micro_trasmettitore_FM_schema

L’amplificazione è necessaria soprattutto quando il circuito deve lavorare in grandi ambienti e il microfono deve captare suoni e voci molto deboli; il guadagno in tensione dello stadio amplificatore realizzato da T1 è circa uguale a 30 volte, ma dipende leggermente anche dalla posizione assunta dal cursore del trimmer R2. Il transistor T1 amplifica il segnale e lo restituisce dal proprio collettore con un’ampiezza maggiore ma ribaltato di fase; questa comunque non ha importanza, perché di fatto non determina alcun inconveniente nel normale funzionamento. Dal collettore del T1 il segnale amplificato raggiunge, tramite il condensatore di disaccoppiamento C4 (quest’ultimo separa, in continua, il circuito di polarizzazione del T2 da quello del T1, lasciando passare solo il segnale audio) la base dell’altro transistor, cioè T2.

Quest’ultimo, polarizzato a riposo mediante il partitore di base R6/R7 e la resistenza di emettitore R8, funziona in configurazione a collettore comune per quanto riguarda il comportamento in continua (cioè viene polarizzato come un collettore comune) e a doppio carico in presenza di segnale. Il T2 è un 2N2219 utilizzato per realizzare un oscillatore libero simile al tipo Hartley, retroazionato tramite il condensatore C9 che, insieme a C8 (compensatore) ed L1 determina la frequenza di lavoro. Lo stadio oscillatore vede impiegati due condensatori in parallelo rispettivamente ad R6 e ad R7: servono per cortocircuitare e chiudere a massa eventuali segnali ad alta frequenza che propagandosi lungo l’alimentazione potrebbero influenzare gli stadi precedenti e soprattutto la base del T2, determinando un’indesiderata modulazione secondaria che potrebbe determinare non poca distorsione del segnale in ricezione.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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