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Microspia con scrambler - 4

Microspia con scrambler

Va ora notato che l’oscillatore interno all’FX118 lavora a 4,433619 MHz, il che permette di reperire facilmente il quarzo perché tale frequenza è quella usata per i componenti del sistema televisivo PAL (i quarzi per i decoder dei TV sono a 4,433 MHz). L’oscillatore impone internamente una frequenza di riferimento dell’inversore di banda pari a circa 3300 Hz.

Il filtro interno posto sulla linea del segnale di ingresso è calcolato per avere una frequenza di taglio molto prossima a tale valore, in modo da sfruttare al massimo la larghezza di banda che non è delle migliori; tuttavia per avvicinarsi al limite la pendenza del filtro deve essere notevole, in modo da operare un taglio praticamente netto: e infatti quello dell’FX118 ha una pendenza d’attenuazione pari a ben 60 dB/ottava, ovvero 200 dB/decade, il che significa che un segnale da 3000 a 3300 Hz diventa attenuato di ben 20 dB!

Il segnale invertito esce dall’U4 tramite il condensatore C11, attraverso il quale giunge all’ingresso del modulo ibrido U2 che lo invierà nell’etere usandolo per modulare in frequenza la sua portante a 433,75MHz mandando “in onda” quanto captato dal microfono MIC. Il trasmettitore è alimentato con la tensione principale di 9 volt, e funziona nella classica configurazione senza però utilizzare la rete di preenfasi per non amplificare troppo le alte frequenze ed evitare di trasmettere soffi e fruscii di fondo dovuti a interferenze captate dalla capsula microfonica e dai collegamenti.

Al posto della rete di preenfasi c’è un partitore resistivo che attenua leggermente il segnale di uscita del primo stadio prima di mandarlo al modulatore FM. Eliminando la rete abbiamo un peggioramento del rapporto segnale/rumore del collegamento via-radio, tuttavia nella pratica abbiamo visto che questo è sicuramente meglio che esaltare le alte frequenze in trasmissione; senza la preenfasi passano i fruscii tipici della radioricezione, ma dovendo lavorare prevalentemente con la voce è sufficiente attenuare le alte frequenze sul ricevitore, in modo da non ascoltarli e sentire soltanto quello che viene captato dalla microspia.

L’antenna trasmittente dell’ibrido potrà essere costituita dal solito spezzone di filo (anche flessibile e di piccolo diametro) lungo 17÷18 centimetri, collegato evidentemente al piedino di uscita (15). Tutto il circuito funziona a tensione continua di 9 volt, con la quale alimentiamo l’ibrido e, tramite il regolatore integrato U3 (LM78L05, in TO92) ricaviamo i 5 volt che servono per far funzionare l’MC33111. L’assorbimento dell’insieme è abbastanza contenuto, dato che il regolatore richiede pochi milliampère, il compressore U1 assorbe circa 2 mA, l’FX118 più o meno lo stesso, e l’ibrido ne consuma 15: in tutto si resta tipicamente entro i 25 milliampère.

IL RICEVITORE
Per ascoltare il segnale trasmesso è indispensabile utilizzare un ricevitore adatto, dato che anche il classico apparato UHF o lo scanner non sarebbero in grado di rendere intelleggibili le voci ed i suoni scramblati. Abbiamo perciò progettato e messo a punto un circuito idoneo a lavorare in coppia con la microtrasmittente, del quale trovate in queste pagine lo schema elettrico.

Il tutto si basa sull’ibrido ricevitore RX FM audio dell’Aurel, il modulo SMD studiato appositamente per funzionare con il TX-FM audio, che incorpora uno stadio sintonizzatore quarzato a 433,75 MHz supereterodina, un demodulatore FM a quadratura, ed uno squelch con comando di un apposito microswitch CMOS interno adatto per controllare ad esempio un amplificatore di potenza o la linea audio di uscita.

 

 

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