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Microspia UHF 1/2

Microspia UHF

Microspia UHF un progetto di un dispositivo composto da un trasmettitore e da un ricevitore in grado di ritrasmettere a distanza anche i più deboli sussurri.

Semplice e potente microtrasmettitore UHF in grado di captare anche le voci più flebili e trasmetterle via radio a una distanza massima di 300 metri. Il circuito utilizza moduli RF a 433.92 MHz realizzati in tecnologia SMT. Il sistema comprende anche un economico ricevitore portatile.

Si dice che l’italiano sia un popolo di santi, poeti e navigatori. Tuttavia, a giudicare dalle richieste che sono pervenute in redazione sin dal primo numero della rivista, si direbbe che siamo anche un popolo di spioni. Infatti su cento richieste di progetti almeno la metà riguarda microspie o dispositivi analoghi. Certo, non tutti coloro che desiderano realizzare un circuito del genere hanno l’intenzione di spiare il vicino di casa o la moglie; i microtrasmettitori possono infatti essere impiegati anche per altri scopi, sicuramente più utili e più leciti. Tuttavia il sospetto rimane. Ad ogni buon conto, visto l’interesse per questo genere di apparecchi, non ci rimane che accontentare i nostri lettori.

Ecco dunque il progetto di un dispositivo composto da un trasmettitore e da un ricevitore in grado di ritrasmettere a distanza anche i più deboli sussurri. La portata del nostro sistema è compresa tra 50 e 300 metri, a seconda delle condizioni di lavoro. Il progetto da noi messo a punto comprende sia il microtrasmettitore che il ricevitore: il tutto ad un costo veramente irrisorio, di gran lunga inferiore a quello delle microspie che si possono acquistare nei negozi specializzati. Non solo. Quando si parla dei prezzi delle microspie, quasi sempre si trascura il ricevitore il cui costo è addirittura superiore a quello del trasmettitore. Infatti a fronte di un costo di 150-500 mila lire di una microspia semi-professionale, il prezzo del ricevitore può raggiungere e superare il milione. Nel nostro caso il costo del sistema completo è addirittura inferiore alle 100 mila lire. Un miracolo? No, semplicemente un po’ di arguzia.

Prendete in mano una microspia commerciale, di quelle che costano alcuni biglietti da centomila lire, e provate a calcolare il costo del materiale utilizzato. Vi renderete conto che il costo dei componenti corrisponde alla ventesima parte (quando va bene) del prezzo di vendita. Come mai, dunque, un costo così elevato? La risposta è molto semplice. Questi dispositivi non vengono prodotti su scala industriale ma montati manualmente uno ad uno.

microspia_uhf_trasmettitore_schema

Anche i modelli che utilizzano componenti in SMD vengono montati a mano: con quale velocità e con quanti scarti è facile immaginare! Se questi dispositivi fossero prodotti in serie o in grande quantità costerebbero sicuramente molto meno. A tale proposito, non pochi lettori tra quelli che hanno richiesto il progetto della microspia, ci hanno chiesto se era possibile utilizzare per questo scopo i moduli digitali dell’Aurel. La nostra risposta è sempre stata negativa ma l’insistenza di alcune persone ci ha indotto ad approfondire la questione, soprattutto in considerazione del limitato costo che avrebbe avuto un sistema del genere. Con nostra grande sorpresa, sin dalle prime prove siamo riusciti ad ottenere dei risultati più che lusinghieri.

A questo punto abbiamo messo da parte tutti i nostri pregiudizi e ci siamo buttati a capofitto nella sperimentazione. I risultati sono quelli descritti in queste pagine: un sistema composto da un piccolo trasmettitore e dal relativo ricevitore, operanti sulla frequenza di 433,92 MHz in grado di coprire una distanza compresa tra 50 e 300 metri. Oltre ai vantaggi di natura economica, l’impiego dei moduli Aurel consente a chiunque di portare a termine questo progetto; infatti in entrambe le apparecchiature vengono utilizzati dei moduli già montati e tarati che non richiedono alcun tipo di intervento. Perciò, anche gli sperimentatori che hanno poca dimestichezza con le apparecchiature di alta frequenza, potranno intraprendere questa realizzazione con la certezza di portare a buon fine il progetto. La microspia utilizza nella sezione trasmittente un modulo a 433,92 MHz munito di risuonatore SAW che è in grado di erogare una potenza di 10 mW a 5 volt e di 50 mW a 12 volt.

microspia_modulo_trasmettiore_smd

Nel nostro caso, essendo il circuito alimentato con una pila a 9 volt, la potenza massima risulta di circa 20-30 mW. Il ricevitore utilizza un classico modulo superreattivo RF290 tarato a 433,92 MHz. Questo dispositivo presenta di una sensibilità eccezionale, quasi eccessiva per la nostra applicazione. In un primo tempo avevamo utilizzato un modulo supereterodina ma durante le prove ci siamo resi conto che le differenze tra i due circuiti erano minime. Certo, il modulo RXSTD433 emette una quantità inferiore di spurie ma, nella nostra applicazione, ciò non influisce sul buon funzionamento del circuito. Un certo peso ha invece l’aspetto economico della faccenda dal momento che il costo del modulo supereterodina è tre volte superiore rispetto al modello RF290.

cablaggio_trasmettitore_uhf

Quest’ultima osservazione ci ha indotto ad adottare definitivamente il modulo superreattivo RF290. Dopo questa lunga ma necessaria introduzione, entriamo nel vivo del progetto occupandoci innanzitutto della sezione trasmittente.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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ritratto di Anonimo

>Nel nostro caso il costo

>Nel nostro caso il costo del sistema completo è addirittura inferiore alle 100 mila lire. Un miracolo? No, >semplicemente un po’ di arguzia.

Il miracolo e' che usi ancora le lire

ritratto di Emanuele

Quando è stato scritto

Quando è stato scritto l'articolo sulla microspia si usavano ancora le lire :)
Ma più che su questo particolare insignificante (passami l'espressione) mi soffermerei piuttosto sullo schema elettrico di questa microspia uhf.
Considerando che la trasmissione è abbastanza semplice, ma affidabile, perche utilizza un modulo RF è interessante vedere come è stato sviluppato lo stadio di ingresso audio a transistor.

 

 

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