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Microspia UHF professionale - 1

Microspia UHF professionale

Spie e spioni, agenti segreti e non, siete preparati sull’argomento? Lo vediamo subito con una domanda facile-facile: “cosa distingue una buona radiospia da una dilettantistica”? Cinque secondi di tempo per rispondere! (sono passati? sì!). Bene, se non avete trovato la risposta ve la diamo noi: una buona radiospia deve essere prima di tutto stabile, e poi non deve saturare mai, tenendo costante il livello di ascolto sia con rumori forti che con lievi sussurri, sia che lo “spiato” parli e si muova a due passi, sia che si trovi dal capo opposto del locale sotto controllo.

Di microspie radio in commercio ne esistono tante, e tante sono quelle che le riviste di elettronica (compresa la nostra) hanno pubblicato e pubblicano; tuttavia sono pochi i progetti che posseggono la prima qualità, cioè la stabilità in frequenza: le più semplici ed economiche pur funzionando bene spesso e volentieri hanno l’oscillatore libero, il che significa che col passare del tempo deviano leggermente (per via del caldo, del freddo, durante il funzionamento...) la frequenza sulla quale trasmettono.

Questo problema può essere fastidioso nel caso si ascolti con un ricevitore a frequenza fissa, mentre diviene solo un lieve “impiccio” utilizzando un ricevitore sintonizzabile su diverse frequenze, nel qual caso si deve inseguire la radiospia se per caso si sposta, sempre che non invada un canale già usato, nel qual caso l’ascolto diviene quasi impossibile. Per questo motivo le microspie professionali dispongono di un oscillatore RF quarzato, stabile quanto basta per avere un perfetto ascolto anche con un ricevitore a frequenza fissa e comunque che non richiedono continui spostamenti della manopola di sintonia del ricevitore.

E trasmettono soprattutto in campi di frequenze e su canali liberi: prevalentemente in VHF e in UHF, in apposite bande. Ma sebbene non sia difficile trovare circuiti quarzati e stabili in frequenza, è ben più raro avere tra le mani microspie che non vadano in saturazione o che consentano un buon ascolto sia risuldelle voci vicine che di quelle lontane anzi, è praticamente impossibile a meno di non spendere tanti soldi. Il problema della saturazione del microfono è sicuramente da non trascurare: con un circuito tradizionale, per ascoltare bene ciò che avviene in una stanza di medie e grandi dimensioni, occorre amplificare parecchio il segnale del microfono, in modo da captare anche i suoni lontani e flebili; tuttavia così facendo i rumori e le voci vicini alla microspia possono risultare tanto intensi da saturare lo stadio microfonico, dando in ricezione un ascolto distorto e spesso indecifrabile.

La gran parte delle microspie dispone di uno stadio d’ingresso estremamente sensibile, per lavorare in grandi ambienti: un trimmer permette poi di registrare il livello microfonico, però se questo è tenuto basso la spia non capta le voci lontane o deboli, mentre troppo alto finisce col saturare e rendere difficile persino la taratura; un po’ come è capitato per il minitrasmettitore da 1 watt proposto in novembre ‘97, tanto sensibile che molti lettori che l’anno realizzato hanno trascurato questo fatto e spesso hanno incontrato difficoltà nel collaudo perché lo sovramodulavano, scambiando l’ottima “acutezza uditiva” del circuito con un difetto in realtà inesistente.

 

 

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ritratto di doppiaD

divertenti errori nel testo

Ci sono pesanti (ma esilaranti, a lor modo) errori nel testo, precisamente nella parte:

"sia vicini alla microspia possono risuldelle voci vicine che di quelle lontatare tanto intensi da saturare lo stane; anzi, è praticamente impossibidio microfonico, dando in ricezione le, a meno di non spendere tanti un ascolto distorto e spesso indecisoldi. Il problema della saturazione frabile.

La gran parte delle micro-del microfono è sicuramente da non spie dispone di uno stadio d’ingres-trascurare: con un circuito tradizioso estremamente sensibile, per lavonale, per ascoltare bene ciò che rare in grandi ambienti: un trimmer avviene in una stanza di medie e permette poi di registrare il livello grandi dimensioni, occorre amplifimicrofonico, però se questo è tenucare parecchio il segnale del to basso la spia non capta le voci microfono, in modo da captare lontane o deboli, mentre troppo alto anche i suoni lontani e flebili; tutta"

e poi in seguito pare essere tutto a posto.

ritratto di Ionela

Grazie della segnalazione,

Grazie della segnalazione, doppiaD! E' stato un problema di impaginazione.

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Ionela
L'Elettronica Open Source

ritratto di microspia

microspie

In 5 secondi non riesco neppure ad aprire Google per una ricerca di negozi online ....

 

 

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