Home
Accesso / Registrazione
 di 

Microspia UHF professionale - 6

Microspia UHF professionale

Centrate i terminali e saldateli uno ad uno. Bene, fatto ciò il circuito SMD è pronto; dategli una controllata per verificare che non abbiate fatto errori, quindi piegate e unite le due parti piatte dell’ibrido e della basettina.

IL RICEVITORE
Per ascoltare il segnale trasmesso dalla microspia bisogna disporre di un ricevitore che funzioni o che comunque si possa sintonizzare a 433,75 MHz: va bene ad esempio il ricevitore proposto il mese scorso per il radiomicrofono professionale in UHF, dato che è stato realizzato per funzionare in abbinamento con lo stesso modulo usato in questo articolo.

Ad ogni modo abbiamo pensato di proporre insieme alla microspia un nuovo ricevitore, più semplice, ma ugualmente funzionale; lo schema elettrico è illustrato in queste pagine e andiamo subito a vederlo. L’elemento radioricevente è il modulo U1, cioè l’RX-FM audio: si tratta del solito modulo ibrido SMD contenente un ricevitore supereterodina con circuito di sintonia quarzato ed accordato a 433,75 MHz, demodulatore FM a quadratura, e piedini di uscita ed ingresso per inserire la rete di deenfasi.

Non avendo montato sul trasmettitore alcuna rete di preenfasi non è teoricamente necessaria quella di deenfasi sul ricevitore, tuttavia il filtro è interno al modulo U1 e non si può togliere; pertanto il segnale uscente dal piedino 18 è in una certa misura filtrato sopra il limite pratico della banda audio, ovvero oltre i 17÷18 KHz.

Il condensatore C3, posto all’uscita, completa il filtro passabasso e garantisce un segnale abbastanza pulito, non solo dai fruscii tipici della radioricezione, ma anche dai disturbi che abbiamo visto inevitabilmente prodotti o introdotti nella microspia. A proposito dell’RX-FM audio va notato che stavolta lo squelch è ad un livello fisso, determinato dal valore della resistenza R2: praticamente è disinserito, ed il ricevitore funziona sempre; anche per questo non utilizziamo l’interruttore CMOS interno al componente. L’intero modulo funziona con i 3,3 volt ricavati dal diodo Zener DZ1 e dalla rispettiva resistenza di caduta R1.

Il segnale audio demodulato e filtrato dall’ibrido è inviato, mediante C9 ed R3, al potenziometro P1, e dal cursore di quest’ultimo all’ingresso di un secondo circuito integrato: un LM386 (U2) che ci serve per ascoltare in altoparlante, al livello sonoro scelto mediante il potenziometro, quanto trasmesso dalla microspia. L’LM386 è un piccolo amplificatore integrato della National Semiconductors, che ci permette di fornire fino ad 1 watt ad un altoparlantino da 8 ohm di impedenza, e che quindi consente un ascolto abbastanza forte e chiaro, soprattutto se invece dell’altoparlante si preferisce la cuffia.

Nel primo caso conviene cortocircuitare la resistenza R5, che va invece utilizzata impiegando una cuffia standard (impedenza da 8 a 32 ohm) perché la protegge nel caso inavvertitamente si alzi troppo il volume; in quest’ultima evenienza la resistenza non protegge le vostre orecchie, quindi andateci piano! L’intero ricevitore si alimenta anch’esso a 9 volt, in modo da poter funzionare tranquillamente con una pila a secco ed essere portato in giro, magari in tasca, stando in strada sotto la casa o l’ufficio che si sta controllando.

IL RICEVITORE IN PRATICA

Quanto alla realizzazione del ricevitore, trattandosi di un circuito tradizionale (non serviva farlo in SMD perché comunque le dimensioni non sono critiche...) valgono le regole applicate ad ogni montaggio elettronico: preparate la basetta stampata per fotoincisione (o con il metodo manuale) ricavando la traccia da quella illustrata in queste pagine, quindi incisa e forata, pulitela e preparatela al montaggio dei componenti. Inserite per primi quelli a basso profilo, cioè resistenze e diodi, quindi lo zoccolo per l’LM386, poi montate i condensatori badando di rispettare la polarità indicata per gli elettrolitici.

A questo punto inserite l’ibrido RX-FM audio nei relativi fori, senza curarvi del verso perché deve entrare soltanto in un modo: tenetelo abbastanza vicino allo stampato, in modo da ottenere un insieme piuttosto compatto.

Inserite quindi l’integrato LM386 nel proprio zoccolo, facendo in modo che la sua tacca di riferimento coincida con quella di quest’ultimo. Date una controllatina finale, e magari saldate delle morsettiere per circuito stampato a passo 5,08 mm, che vi aiuteranno a fare le connessioni con la presa jack (3,5 mm stereo, collegata con i due contatti anteriori uniti) per la cuffia, o con l’altoparlante (nel caso vogliate quest’ultimo) nonché con la presa volante per la pila o con l’alimentatore.

Se collegate una presa per pila da 9 volt tenete presente che il filo rosso o comunque quello segnato di quest’ultima è il positivo, mentre il nero è il negativo. Tutto il ricevitore potrà essere alloggiato in un piccolo contenitore plastico provvisto di vano portapile (da 9 volt...) nel quale dovrete fare i fori per la presa jack, e magari per un interruttore da porre in serie all’alimentazione positiva per accendere e spegnere il circuito; a proposito di interruttore, invece di metterlo separato potete scegliere per P1 un potenziometro con interruttore unipolare incorporato: lo innesterete quindi nei rispettivi fori (il passo è lo stesso di un normale potenziometro singolo) e collegherete i terminali del contatto interruttore uno al positivo della presa per pila, e l’altro con uno spezzone di filo al morsetto del positivo di alimentazione (+V) dello stampato.

Assemblato il tutto, il ricevitore è pronto per l’uso: la semplice circuitazione e l’adozione di un modulo ibrido pretarato in fabbrica non richiedono alcuna regolazione preliminare se non quella del volume, che farete comunque a vostra discrezione durante l’ascolto. Inserite perciò la pila nella presa volante, o nel vano portapile della scatola, bloccatela, e date tensione; innestate lo spinotto della cuffia nella presa, alimentate anche la microspia, posatela su un tavolo e provate a parlare verificando che tutto quanto detto si senta bene in cuffia. Per la prova è sconsigliabile l’ascolto in altoparlante, dato che la forte sensibilità dello stadio microfonico della microspia provocherebbe subito il feed-back acustico, cioè il fischio tipico dell’effetto Larsen, anche se si sta ad una certa distanza.

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 1 utente e 38 visitatori collegati.

Utenti online

Ultimi Commenti