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Una mini-car elettrica - 3

Una mini-car elettrica

Quanto al generatore di rumore, non c’è molto da tarare: collegate all’uscita AP un altoparlante generico da 8 ohm e 4÷6 watt di potenza, quindi se volete potete regolare la frequenza a riposo corrispondente al minimo del motore, in modo che al massimo regime di giri si senta un suono accettabile e realistico; con R6 si può invece impostare il livello sonoro adattandolo alle proprie esigenze, nonché all’altoparlante collegato.

Una volta che avete realizzato i due circuiti elettrici e dopo averli tarati come descritto poc’anzi, preparatevi alla parte più pratica, e certo più entusiasmante, perché vedremo subito come si mette in strada la nostra auto elettrica. Sistemata l’elettronica occorre pensare prima di tutto alla meccanica, ovvero al telaio del veicolo, altrimenti su che cosa si può fare il cablaggio?

Allo scopo possiamo consigliare almeno due differenti soluzioni: quella più semplice consiste nel procurarsi un’automobilina a pedali che andrà modificata asportando appunto i pedali e lasciando l’assale posteriore com’è; va bene quindi l’avantreno e il relativo impianto sterzante; sul davanti dovrete solo aggiungere una staffa per reggere il leveraggio del potenziometro dell’acceleratore ed il relativo pedale di comando, mentre dietro dovrete agganciare i due motori elettrici cercando di tensionarli, e dopo aver fissato alle ruote posteriori un paio di pulegge di diametro adeguato.

L’alternativa alla modifica di un telaio generaesistente è prepararne uno ex-novo, utilizzando dei tubi in alluminio di sezione quadrata e altri particolari di metallo, meglio se d’alluminio, così da alleggerire il più possibile la mini-vettura.

In questo caso si ha la possibilità di plasmare la vettura in base alle proprie esigenze, fermo restando che non dovrete realizzare un carro armato, altrimenti non riuscirete a farlo muovere. Ma procediamo con ordine e vediamo innanzitutto il cablaggio dell’impianto elettrico che rappresenta il cuore del nostro progetto. Il piano di cablaggio generale comprendente il regolatore PWM, il simulatore di rumore, i motori (da collegare in serie tra loro) ed il pannello dei connettori, è rappresentato dettagliatamente nel disegno di queste pagine: utilizzate fili di rame isolati della sezione di 2,5 mmq per le connessioni tra motori e chopper, e per quelle tra connettore-chiave e batteria.

Per la parte di chiave di accensione, per il potenziometro dell’acceleratore e per il collegamento con il circuito generatore di rumore, vanno bene cavi della sezione di 0,5 mmq o simile, perché devono portare correnti irrisorie. Ad ogni modo prevedete un alloggiamento per le batterie, che devono stare ben ferme, quindi un piano di fissaggio per i due circuiti stampati, che consigliamo di bloccare con viti e colonnine in materiale plastico.

Il tutto va connesso opportunamente con un connettore multifunzione (es. DIN41622) femmina a 8 poli da fissare posteriormente e comunque su un pannello o staffa nel posto più comodo per riuscire a collegare il cavo di carica o il connettore maschio che funge da chiave di avviamento e marcia. Per il cablaggio della femmina da pannello rammentate che i poli 1a ed 2a vanno collegati rispettivamente al negativo ed al positivo della prima batteria, mentre 1b e 2b vanno al - ed al + dell’altro accumulatore; la fila 3 va lasciata sconnessa, mentre 4a e 4b vanno collegati ciascuno con un filo ad uno dei contatti S1 della scheda del regolatore.

 

 

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