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Una mini-car elettrica - 4

Una mini-car elettrica

Allo stesso circuito bisogna collegare con altri due spezzoni di filo, sempre da 2,5 mmq, il polo 1a (negativo di una delle batterie) al -, ed il 2b (positivo dell’altra batteria) al +, in modo da predisporre il tutto per prendere l’alimentazione.

Occorre quindi procurarsi tre connettori maschi del tipo adatto alla femmina (DIN41622) con relativi gusci da cablare internamente secondo i tre schemi illustrati in queste pagine, e comunque così:

1) spinotto ricarica; unire 1a ed 1b con un filo che va al negativo del caricatore, quindi con un altro filo i poli 2a e 2b, portandoli poi al positivo del caricabatteria;

2) spina velocità ridotta; unire 4a e 4b con uno spezzone di filo, e fare lo stesso con 1b e 2a;

3) spina velocità ordinaria; unire i soliti 4a e 4b, quindi ponticellare 1a ed 1b, e 2a con 2b.

Notate che nel primo caso la spina mette in parallelo le batterie per poterle caricare con un alimentatore da 12÷13 volt, ovvero con un apposito caricabatteria per macchine; in questo caso vedete che le due batterie sono collegate tra loro ed al caricatore, mentre sono staccate dal circuito del regolatore PWM. La spina per la velocità ridotta ha invece un ponticello tra 4a e 4b per alimentare il regolatore PWM (S1) e le connessioni per mettere in parallelo le due batterie in modo da avere 12 volt sulla serie di motori, così da ottenere la velocità ridotta.

Invece la spina per la velocità ordinaria ha il solito ponte tra 4a e 4b, per accendere il chopper, ma con le proprie connessioni mette in serie le due batterie dando al circuito ed alla serie-motori 24 volt. Bene, visto il cablaggio vediamo adesso che motori usare: l’autore del progetto ha montato due di quelli usati per le elettroventole dei radiatori delle vecchie FIAT 128 e FIAT 850, facilmente reperibili presso i rottamai di auto: si tratta di motorini a 12 volt che differiscono per marca e prestazioni: quello della 128 è solitamente BOSCH ed assorbe a riposo 900 mA, con una velocità di rotazione a vuoto massima di 3000 giri/min.

L’altro è invece Magneti Marelli, e tipicamente ha un regime di giri a vuoto dell’ordine di 5000÷6000 giri/min, assorbendo a riposo intorno a 1,5 ampère. In entrambi i casi la potenza sviluppata è più che sufficiente per muovere ciascuna ruota.

LA PARTE MECCANICA
Per la trasmissione ogni ruota deve essere dotata di una puleggia e lo stesso dicasi per l’alberino di ogni motore: usando il tipo per FIAT128, più lento, il rapporto tra i due diametri deve essere circa 12/100: in pratica il diametro della puleggia motrice deve essere circa uguale ad 1/8 di quello della puleggia sulla ruota; impiegando il motorino dell’elettroventola della 850 occorre invece un rapporto diverso, cioè 7/100, il che significa che il diametro della puleggia motrice deve essere 1/16 di quello della puleggia alla ruota.

La cinghia da usare va scelta in base alla distanza tra l’albero e l’asse della ruota, ma comunque può essere adattata fissando ogni motore su un lato con squadrette ed una vite lunga con dado, e lasciandolo tendere dall’altro mediante una molla fissata ad esso ed al telaio, longitudinalmente, mediante un bullone da 4 o 5 mm di diametro, oppure usando un gancio ad avvitare (fig.1).

 

 

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