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Una mini-car elettrica - 5

Una mini-car elettrica

Come pulegge delle ruote è possibile usare anche dei coperchi di barattoli metallici, tanto non devono reggere grandi sforzi; le cinghie invece possono essere lisce o, meglio, dentate: in questo modo garantiscono un minimo di slittamento (essendo lisce le superfici delle pulegge) utile per ottenere partenze meno brusche.

Il fissaggio delle ruote, sia anteriori che posteriori, può essere ottenuto usando delle squadrette in acciaio delle dimensioni di circa 60x60 o 70x70 mm, nei limiti permessi dalle pulegge: usando rotelle già provviste di mozzo filettato basta stringere le squadrette ad esse con un dado, facendo in modo che la parte che dovrà girare non tocchi contro quella fissa.

Nel caso delle ruote posteriori l’altra parte della squadretta si fissa in alto sul telaio, mentre anteriormente l’aggancio deve prevedere la possibilità di girare entro un certo raggio (fig. 2). Per lo sterzo (fig. 3) conviene prendere una barra a sezione quadra cava internamente, delle dimensioni di 20x20 mm, da fissare al telaio inclinata come meglio credete, usando magari delle aste avvitate ad essa con viti o bulloni passanti da 3 o 4 MA.

All’interno della barra fate passare un’asta cilindrica filettata agli estremi, in testa alla quale dovrete stringere con dado e controdado un volantino interponendo una rondella con foro interno del diametro di poco maggiore di quello dell’asta stessa: come sterzo va bene quello di un’automobile giocattolo o quello di un carrellino o ancora uno di quei volantini usati per chiudere o aprire grandi rubinetti.

In fondo, presa la giusta misura, interponete una rondella simile a quella di testa e stringete con un altro dado fino a bloccare il piantone dello sterzo, ovvero fino a che questo non abbia gioco in verticale.

Ingrassate tutte le parti che dovranno girare e comunque tutti i perni, le boccole e le spine usate per reggere le varie parti, in modo da limitarne l’usura. Per completare il sistema sterzante prendete un’asta di alluminio, facilmente deformabile, e praticate un foro in centro, quindi stringete una seconda asta, più corta, con un dado al fondo del piantone; forate quest’ultima all’estremo, e fissatela con una vite alla prima, in modo che restino vincolate e che ruotando il volante la stessa si sposti lateralmente.

Infine tagliate altri due pezzi di barra piatta e stringeteli alle squadrette delle ruote anteriori sulla parte alta, quella che va nel bullone di fissaggio al telaio; teneteli paralleli alle ruote e forateli in fondo, quindi avvitateli con il solito sistema a dado e controdado all’asta lunga traversale, quella collegata al comando del piantone (vedere fig. 3). Il telaio di base può essere fatto secondo lo schema a doppia T, usando due barre di alluminio quadre e cave da 20x20 o 25x25 mm, lunghe circa 75 cm unite insieme con bulloni ed eventuali distanziali: anteriormente fisserete trasversalmente una terza barra con i soliti bulloni (da 6 mm di diametro) per reggere l’avantreno.


Dietro potete scegliere tra diverse soluzioni: la più comoda è una quarta barra trasversale identica all’anteriore, fatta come le due principali, fissata rigidamente mediante i soliti bulloni; quella più confortevole è invece fare un telaietto ausiliario a forma di T (da fissare in modo che risulti oscillante) sul quale stringere poi le ruote. In pratica la “gamba” della T si fora verso l’estremo, quindi si fa lo stesso con le due longitudinali del telaio di base e si infila un bullone lungo, stretto con dado e controdado in modo da tenere sù il tutto (fig. 5).

Questo è quanto, poi le fotografie del prototipo e la vostra fantasia faranno il resto: non preoccupatevi di fare tutto perfetto al primo colpo: qualche errore all’inizio vi darà lo spunto per scoprire e vedere da vicino ogni dettaglio, e per affinare la tecnica costruttiva della vostra piccola auto. Non ci resta quindi altro che augurarvi buon divertimento.

 

 

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