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Un misuratore di campi elettromagnetici - 1

Un misuratore di campi elettromagnetici

Per rilevare la presenza di campi elettromagnetici nell’ambiente circostante; usato adeguatamente ci permette di sapere se il monitor del computer o il televisore emettono troppe radiazioni, se un traliccio o una cabina elettrica sono troppo vicini risultando nocivi, nonché di quantificare l’intensità di ogni tipo di campo magnetico variabile tra 40 Hz e 20 KHz, entro un margine di 1÷200 mGauss.

Al giorno d’oggi, anche se non ce ne accorgiamo, siamo tutti immersi in una miriade di onde elettromagnetiche, onde radio: partono dalle antenne trasmittenti di apparati radiotelevisivi e di radiocomandi, dai telefoni cellulari, e da ogni altro dispositivo di comunicazione, ma anche da apparecchi meno “sospetti” quali gli alimentatori a commutazione (switching) i forni a microonde, i computer, monitor e televisori, ecc.

Insomma intorno a noi non c’è solo aria ma una sorta di seconda atmosfera formata da tutti questi disturbi che ci investono continuamente, e nei quali ci muoviamo senza rendercene conto. Questa situazione determina di fatto una sorta di inquinamento che va ad aggiungersi al più noto ed evidente inquinamento atmosferico, e a quello acustico. Un po’ tutti siamo preoccupati dello stato dell’aria che respiriamo, purtroppo degradata nei grossi agglomerati urbani, e dei rumori di fondo di una vita forse troppo frenetica, ma quasi nessuno si accorge del pericolo costituito dalle radiazioni elettromagnetiche presenti un po’ ovunque.

Recenti studi hanno dimostrato che tante malattie ed alterazioni a carico delle cellule del nostro corpo derivano con grande probabilità dall’eccessiva esposizione a campi elettromagnetici di una certa intensità, anche se comunque non è possibile definire quali siano le frequenze più pericolose e quelle innocue, dato che di fatto l’organismo umano reagisce in maniera notevolmente diversa da individuo ad individuo alle sollecitazioni di tale tipo, e ognuno è più sensibile ad una certa banda di frequenze piuttosto che alle altre.

L’esigenza di tutelare le persone dall’esposizione ai campi magnetici ha spinto molti ricercatori a studiare i vari fenomeni, e gli enti che in qualche modo possono vigilare sulle aziende elettriche ed elettroniche (produttrici di apparati e dispositivi in gran parte responsabili delle emissioni elettromagnetiche) a redigere norme e precetti utili a ridurre al minimo possibile la fuga di radiazioni del genere, ma anche a fissare dei margini di sicurezza e delle distanze limite che vanno mantenute vivendo o operando in prossimità di condutture elettriche e di ogni altro oggetto che lavori con correnti variabili e/o radiofrequenza.

Nel campo dei computer esistono e sono da tempo applicate le normative MPRII, che per i monitor prescrivono un’emissione massima quantificabile in una densità di flusso pari a 250 nT (nanoTesla) un valore bassissimo ma al quale siamo praticamente certi che un operatore impegnato tutto il giorno davanti ad uno schermo possa uscire dal lavoro sano e senza mal di testa o affaticamento della vista. Alle predette norme si attengono anche i costruttori di altri apparecchi simili, e col tempo un po’ tutti i produttori di dispositivi elettrici ed elettronici si adegueranno a nuove prescrizioni cercando di limitare sempre più le emissioni.

 

 

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