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Mixer audio con VCA 3/3

Mixer audio con VCA progetto open source

L’alimentatore: vediamo l’alimentatore. Un circuito classicissimo che presenta comunque un paio di soluzioni interessanti. Sul primario del trasformatore troviamo il fusibile e l’interruttore on/off. Il trasformatore ha due secondari da 15VA ciascuno, per 30VA complessivi.

In realtà sarebbe sufficiente una potenza più contenuta, ma è sempre meglio abbondare. Come dev’essere questo trasformatore: a nucleo lamellare oppure toroidale? Non c’è dubbio: toroidale, per via del minor (molto minore) flusso disperso. Il raddrizzamento è a cura del ponte a diodi discreti D1, D2, D3, D4. Poi c’è la sezione di livellamento formata da C3, C4, C5, C6, R1, R2, C7, C8, C9, C10, ed è questa la prima delle cose che vogliamo far notare.

mixer_audio_vca_alimentazione

Le resistenze R1/R2, insieme ai condensatori C7/C8, formano due filtri passa-basso del primo ordine (uno per ciascun ramo di tensione) con frequenza di taglio di circa 3/4Hz.

Questi filtri attenuano fortemente il ripple e danno un notevole aiuto ai regolatori integrati 7815 e 7915, U1 e U2. I quali regolatori sono bypassati per le tensioni inverse, ed ecco la seconda cosa da notare. I diodi D5 e D6 riportano in ingresso eventuali tensioni di ritorno, salvaguardando l’integrità degli integrati. Sull’uscita dell’alimentatore è disponibile una tensione duale di ± 15V rispetto alla massa. Il led DL1 si illumina quando il circuito risulta regolarmente alimentato.

REALIZZAZIONE PRATICA

Consigli per il montaggio. Conviene usare zoccoli per integrati, meglio se del tipo a pin torniti e dorati. Preserveranno i 5532 e gli LM13700 da eccessi di calore e scariche elettriche. Per il resto, le solite raccomandazioni: saldate i componenti in ordine crescente di altezza; usate stagno di buona qualità; occhio alle saldature fredde; attenzione a non scaldare troppo i semiconduttori. Che potenziometri conviene usare, per il controllo dei VCA? Beh: un mixer audio che si rispetti dovrebbe avere potenziometri a cursore (“slider”). Ma non sono indispensabili. Se ne può fare benissimo a meno.

mixer_audio_vca_tracce_rame

Si possono usare con successo i normali potenziometri rotativi. Qualora i potenziometri, slider o rotativi che siano, distassero troppo dallo stampato è bene collegarli tramite cavetto schermato, con la calza collegata da una sola parte: sullo stampato. Va bene che i VCA sono insensibili ai disturbi, ma la prudenza non è mai troppa! Tutte le resistenze sono al 5%, 1/4W. Fanno eccezione i resistori R1 e R2 dell’alimentatore, da 1W. I condensatori di disaccoppiamento delle alimentazioni degli integrati (C2, C4, C8, C11, C13 eccetera) devono stare a non più di 1,5 ÷ 2 cm di distanza dagli integrati medesimi.

Terminato il montaggio dei componenti bisogna sistemare il circuito nello chassis. Che dev’essere metallico, va da sé. Il trasformatore va sistemato a debita distanza dagli ingressi ad alta impedenza, propensi a captare il ronzio d’alternata. Attenzione ai connettori di ingresso e uscita. Che usiate dei jack o dei pin RCA, accertatevi che siano del tipo isolato da massa. La massa generale del circuito andrà collegata al telaio metallico in un solo punto. Attenzione, è importante: uno e un solo punto. La taratura è molto semplice: basta collegare agli ingressi le varie sorgenti di segnale e regolare i trimmer RV1, RV4, RV6, RV8 in modo che i led di clipping si mantengano poco sotto la soglia di accensione. Non preoccupatevi se lampeggiano di tanto in tanto. La saturazione è comunque lontana.

QUALCHE CONSIGLIO

Consigli per l’uso. I VCA LM13700 hanno un neo, un piccolo difetto: soffiano. Producono rumore, o meglio, è la loro modalità di funzionamento a produrre rumore. Di per sé, loro sarebbero silenziosissimi. Ma capite bene che quando si parla di guadagni in tensione di 2/300 volte, un po’ di soffio, di rumore intrinseco, è inevitabile. Fortunatamente questo rumore è direttamente proporzionale al guadagno impostato, quindi al livello del segnale. Ergo: è bene tenere a zero i potenziometri dei canali non utilizzati. Un’ultima cosa. Se vogliamo miscelare quattro segnali monofonici basta collegare le sorgenti relative agli ingressi 1, 2, 3, 4. Il segnale somma sarà disponibile sull’uscita “left/mono”. Nello schema, è quella in alto.

Se invece volessimo miscelare due sorgenti stereo, per esempio un CD player e un registratore a cassette oppure un DAT e un CD player basta commutare i deviatori S1 e S2 sulla posizione stereo. Il canale sinistro della prima sorgente va all’ingresso 1, il destro al 2. Per la seconda sorgente: canale sinistro sul 3, canale destro sul 4. Due le uscite, in questo caso: quella in alto per il canale sinistro, quella in basso per il destro. Eventuali dislivelli dovuti alla commutazione “stereo/mono” potranno essere corretti col potenziometro RV3. Il nostro mixer audio è progettato per lavorare con sorgenti a livello di linea: CD player, DAT, lettori a cassette, strumenti musicali elettronici, tastiere, sintetizzatori e via dicendo. Non funziona con microfoni o chitarre a pick up passivo, a meno che non ne aumentiate il livello tramite preamplificatore. E questo è tutto.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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