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Un mixer con il computer - 2

Un mixer con il computer progetto open source

Quanto all’alimentazione, il tutto funziona a tensione alternata prelevabile da un trasformatore con primario da rete (220V/50Hz) e secondario a presa centrale da 6+6 volt, capace di erogare almeno 200 mA: i capi del secondario vanno collegati ai punti AC, ovvero agli ingressi del ponte a diodi, mentre la presa centrale va a massa; il PT1 raddrizza l’alternata e con l’aiuto di C16 e C17 ricava circa 8 volt in continua, positivi e negativi, che U7 (per il ramo positivo) e U8 (per quello negativo) provvedono ad abbassare e a stabilizzare rispettivamente a +5 e -5 volt.

Queste tensioni alimentano direttamente l’SSM2163 e, mediante filtri R/C (ad esempio R11/C7 ed R12/C6 per l’U1), i doppi operazionali di ingresso e di uscita.

IL PROGRAMMA DI CONTROLLO

Vediamo adesso la parte più immediata, cioè quella che riguarda l’uso del mixer e che evidentemente coinvolge il Personal Computer: il programma di utilizzo WinMixer; si tratta di un programma scritto in Visual Basic e compilato per essere utilizzato sotto Microsoft Windows 3.11 o superiore (quindi Windows NT, Win32, Windows 95, Windows Workgroups 3.1 e 3.11) disponibile in 3 dischetti. Per poterlo utilizzare bisogna installarlo inserendo il primo disco nel driver A del PC e cliccando su File, quindi su Esegui, e indicando nell’apposita casella la riga di comando A:SETUP, confermando con il bottone OK.

Durante l’installazione compare un avviso che invita l’utente a chiudere tutte le applicazioni aperte, ciò è per evitare che la copia dei file di libreria “.DLL” possano essere copiati in maniera sicura senza sovrascrivere nessun file che potrebbe essere in uso da altri programmi aperti. Una volta installato il programma vi si può accedere, sempre e solo da Windows, cliccando sull’apposita icona (due volte per Windows tradizionale, una volta per Windows 95); appare quindi la schermata di presentazione: cliccando sul bottone OK si avvia il pannello di controllo del mixer, nel quale si trovano 8 cursori che simulano gli slider, due bottoni a destra dello schermo, e dei bottoncini sotto.

I cursori, è quasi inutile dirlo, sono come quelli del mixer tradizionale: puntando con il mouse e cliccando su uno di essi è possibile trascinarlo nella posizione desiderata, purché entro la scala; spostandolo verso l’alto si diminuisce l’attenuazione e quindi il relativo segnale giunge alle uscite sempre meno attenuato, ovvero con maggiore ampiezza. Rammentate che con il cursore tutto verso l’alto non si ha alcuna attenuazione e il segnale lascia l’integrato con lo stesso livello con il quale vi è entrato; tutto verso il basso, si ha la massima attenuazione consentita dall’SSM2163, cioè 63 dB.

Notate adesso i pulsantini o cerchietti posti sotto ciascun cursore: osservate inoltre che gli ingressi hanno tutti la casella L+R, ma i pari hanno sopra la sola L, e i dispari la sola R; bene, questi pulsantini servono per assegnare a ciascun ingresso il proprio modo di funzionamento, cioè per decidere dove deve andare ciascun segnale. In pratica nelle condizioni di partenza tutti gli 8 ingressi sono indipendenti, e ciascun segnale giunge in egual misura su entrambi i canali di uscita: quindi, ad esempio, se il segnale applicato all’ingresso 1 è di 500 millivolt e si mette tutto in alto il relativo cursore, alle uscite Left (OUT 1) e Right (OUT 2) abbiamo due segnali uguali dell’ampiezza di 500 mV.

 

 

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