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Un mixer con il computer - 5

Un mixer con il computer progetto open source

Per evitare ogni fastidiosa interferenza, conviene isolare tutti i connettori, che portano il segnale, dalla eventuale scatola metallica: le loro masse andranno allo stampato, collegate in corrispondenza dei rispettivi punti di ingresso o uscita; questo accorgimento sebbene un po’ laborioso garantisce migliore immunità nei confronti dei disturbi e minor rumore di fondo, perché elimina i giri di segnale lungo la massa di schermo.

Naturalmente nella scatola conviene racchiudere anche il trasformatore di alimentazione, ben isolato e possibilmente lontano dallo stampato e nascosto da una gabbietta o da una lamina di ferro dolce collegata elettricamente alla scatola stessa; il trasformatore da usare deve avere il primario a 220V/50Hz e il secondario da 6+6 V e 200 mA. I capi del primario vanno collegati ad un cordone di alimentazione ponendo in serie ad uno dei fili un fusibile da 160 mA rapido (con relativo portafusibile a pannello) ed un interruttore da 250V, 1A, da montare sul pannello frontale della scatola che permetterà di lasciare la spina nella presa accendendo il mixer solo quando serve.

Quanto al secondario, va collegato al circuito del mixer con tre spezzoni di filo elettrico qualunque, rammentando che gli estremi vanno agli ingressi del ponte (quelli marcati dal simbolo di alternata) e la presa centrale va invece alla massa dello stampato. Fatti tutti i collegamenti e protette le giunte con nastro isolante e/o termorestringente, dopo un’occhiata finale potete pensare all’uso del circuito.

Il collegamento al computer andrà fatto con un cavo maschio/maschio a 25 fili per parallela, ovvero un cavo di prolunga per stampante Centronics; potete usare uno qualunque dei due connettori posti sullo stampato del mixer, perché tanto sono collegati tra loro in parallelo. L’altro connettore potrete usarlo per collegare, con un cavo analogo a quello usato per l’interfaccia con il computer, l’equalizzatore WinEq, sempre a patto che l’abbiate già realizzato.

Il dispositivo è quindi pronto per l’uso; prima di collegare gli apparecchi decidete quali ingressi saranno destinati a segnali ad alto livello (lettori CD, piastre a cassette) e quali ai microfoni: per gli ingressi microfonici lasciate le due R3 inserite, e fate lo stesso per le piastre e altri apparati che diano in uscita 200÷350 millivolt, mentre per gli ingressi CD conviene cortocircuitare (realizzando i ponticelli J) una delle R3 dei rispettivi canali. Per regolare i livelli consigliamo di dare segnale e registrare i trimmer dei rispettivi canali fino a vedere accendersi i rispettivi led di picco: ad esempio, applicando il segnale di una piastra, andate a regolare i trimmer R10 dei due canali, uno per volta, finché non vedrete lampeggiare D4 come un semplice vu-meter; allora saprete di aver impostato il massimo livello utile.

Bene, detto questo non abbiamo altro da aggiungere: il programma ve l’abbiamo spiegato, come mettere in funzione il mixer e registrare i livelli di ingresso lo sapete: collegate le uscite ed accendete pure l’amplificatore, e verificate subito se avete fatto un buon lavoro!

 

 

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