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Mixer sei ingressi - 2

Mixer sei ingressi

Ciascuno degli operazionali contenuti nell’U1 ha gli ingressi a JFET quindi offre una notevole impedenza d’ingresso e una buona linearità. L’U1b funziona da sommatore invertente, cioè da amplificatore invertente a guadagno unitario caratterizzato da una resistenza di retroazione e da 6 resistenze (tante quanti sono gli ingressi) di ingresso; il guadagno dell’operazionale così come è collegato dipende dal rapporto tra il valore della resistenza di retroazione (R7) e quello della resistenza di ingresso (una delle R1÷R6, tanto sono tutte uguali): nel nostro caso otteniamo così il guadagno riferito a ciascun ingresso.

Essendo tutte le resistenze di ingresso uguali, possiamo ricavare il guadagno riferito a ciascun ingresso come rapporto tra R7 e, ad esempio, R1: poiché le due resistenze hanno il medesimo valore il guadagno dell’operazionale è 1, cioè il circuito non amplifica i segnali ma li lascia transitare con la loro ampiezza, proprio come accennato qualche riga indietro. Quindi ciascuno dei segnali applicati agli ingressi IN1÷IN6 (cioè tra essi e massa) esce dal punto OUT con la medesima ampiezza con la quale è entrato.

Applicando segnale a due o più ingressi, l’operazionale restituisce tra il proprio piedino 1 e massa la somma di questi, ovviamente invertiti di fase (perché U1b è connesso in modo invertente) somma che si ritrova all’uscita OUT.

I condensatori posti in serie agli ingressi (cioè C1÷C6) permettono il disaccoppiamento in continua tra il circuito e gli apparecchi che verranno collegati ad esso; lo stesso vale per C8 e C9, usati stavolta per disaccoppiare in c.c. l’uscita dell’operazionale dall’ingresso del preamplificatore o finale BF che seguirà. Notate la particolare connessione di C8 e C9: per il disaccoppiamento sarebbe sufficiente un condensatore della giusta capacità, quanto basta a garantire la corretta frequenza di taglio inferiore; in teoria basterebbe quindi quello di valore più grande, cioè l’elettrolitico C8. Nella pratica però gli elettrolitici hanno un’induttanza parassita che di fatto limita le frequenze più elevate del segnale (es. le armoniche superiori della banda audio) pregiudicando spesso e volentieri la risposta alle alte frequenze; collegando in parallelo un condensatore in poliestere, nel nostro caso da 100 nF, alle frequenze più alte l’elettrolitico viene bypassato, e si annulla così l’attenuazione operata dai suoi componenti parassiti.

L’operazionale miscelatore U1b è polarizzato sul suo piedino non-invertente (2) con metà della tensione di alimentazione (quella applicata tra i piedini 8 e 4) in modo da poter amplificare segnali sia positivi che negativi pur funzionando ad alimentazione singola; per effetto di questa polarizzazione il piedino di uscita dell’U1b si trova normalmente a metà del potenziale di alimentazione dell’intero circuito, e fluttua intorno ad esso (come farebbe intorno a massa se l’operazionale fosse alimentato a tensione duale) a seguito dell’applicazione di uno o più segnali agli ingressi. Per ricavare il potenziale di polarizzazione abbiamo utilizzato l’altro operazionale contenuto in U1, collegandolo come inseguitore noninvertente e polarizzandone appunto l’ingresso non-invertente con metà della tensione di alimentazione, ricavata con il partitore R9-R10 (queste resistenze hanno lo stesso valore) e opportunamente livellata dai condensatori C12 e C13 che filtrano ogni disturbo e stabilizzano il più possibile la tensione applicata all’U1a.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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