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Multimetro AVO n.7 1/2

Multimetro AVO

Il multimetro AVOmeter 7 è fratello minore dei più famosi modelli 1 e 8 della AVO: si tratta di uno strumento da banco o per riparazioni sul campo, non quindi di uno strumento per misure di precisione. Questo non toglie però che si tratti di un apparato dalle caratteristiche elettriche e meccaniche molto buone, e che, considerata l’era di produzione, si possono definire soddisfacenti per il laboratorio del radioamatore o dello studente del giorno d’oggi.

Particolari meccanici che andremo ad approfondire lo distinguono dai comuni tester, sia del tipo analogico che digitale. L’esemplare in mio possesso proviene da un lotto dismesso dall’Arma delle Trasmissioni dell’Esercito nel 1984 e donatomi da Enni I2QQG.

Dati tecnici

Multimetro analogico, anni di produzione intorno al 1950 dalla AVO L.t.d. Avocet house, Vauxall bridge road, Londra

– Strumento da 1 mA con bilanciamento meccanico di precisione.

– Lettura orizzontale e verticale.

– Portate: da 1 a 1000 volt sia in AC che in DC.

– Da 0,002 a 10 ampere in DC e da 0,01 a 10 ampere in AC.

– Resistenza: 3 scale con rispettive portate fondo scala di 1Mohm,100kohm,10kohm.

– Capacità: 20mF fondo scala

– Sensibilità: 20000 ohm/volt – Possibilità di misura di Db e potenza uscita audio (0dB = 50mW)

– Tasto di moltiplicazione per 2 della portata letta.

– Scala a specchio per eliminare errore di parallasse.

– Smorzatore meccanico di fine corsa per evitare danneggiamenti all’indice causati da portate errate.

– Tasto di RESET, che serve a ripristinare il funzionamento dell’apparato dopo un sovraccarico.

– Alimentazione per il circuito ohmetrico e per la lettura di capacità.

– 1 batteria da 1,5Ve2da4,5V

– Peso: 2.350 g

Tecnica costruttiva

La modalità di costruzione rispecchia quella delle radio e degli strumenti di misura del periodo. Il cablaggio è eseguito con il metodo “punto a punto” fra i componenti. Eventuali nodi sono ricavati su dei capicorda piazzati sopra a strisce di bakelite. Le resistenze sono di potenza circa 2 W, il che fa ben sperare in caso di erronei sovraccarichi. Nella parte superiore, sotto la maniglia in pelle per il trasporto, si trova il vano batterie. Per accedervi bisogna ruotare un blocco meccanico e spingere il coperchio indietro sino a liberarlo da 2 piolini che impegnano in due asole sagomate sul coperchio stesso. A questo punto appaiono le 2 coppie di contatti dedicati alle batterie. Il tipo di batteria da 1,5V, di foggia strana, può essere sostituto da una torcia tipo “D”, mentre le 2 pile da 4,5V (quelle con le linguette dei bei tempi andati...) possono essere eliminate sostituendole con una 9V tipo telecomando. Prima di eseguire il cablaggio, verificate con lo schema elettrico che si trova allegato al manuale di istruzione reperidibile in formato.pdf in internet.

Non saldate, ma eseguite un cablaggio con del filo telefonico rigido arrotolato intorno ai supporti dei contatti. In questo modo non snaturerete la circuiteria dell’apparato e sarete sempre in grado di riportarlo all’originale. Una particolarità interessante è una specie di interblocco fra le 2 manopole selezione portate. Il gioco meccanico impedisce le combinazioni errate che potrebbero avvenire per distrazione. Il model 1 sotto questo aspetto è molto più sofisticato, in quanto si tratta di un vero proprio lock" meccanico, mentre in questo caso è un posizionamento di contatti elettrici a garantire una parziale sicurezza. Il pulsante sul frontale denominato cutoff reset elimina l’alimentazione se vi è un sovraccarico. Ovviamente va’ attivato solo dopo avere eliminato il problema che ha causato l’intervento. Una serie di interventi ripetuti potrebbero danneggiare lo strumento. Per riarmarlo bisogna spingerlo verso il pannello, vincendo la forza di una piccola molla posta sul suo retro. Il trimmer P serve all’azzeramento dello strumento come avviene nei comuni tester in caso di lettura ohmetrica.

I 2 morsetti accettano capicorda a forcella anche di sezione decisa. Non sempre si trova tutto il kit comprendente manuale, borsa, cinghia e puntali. In questo caso una coppia di puntali old style recuperati da qualche vecchio tester possono sostituire gli originali. Per la cinghia potete farvene fare una in cuoio nero da 3 mm presso un negozio di borsette o come ho fatto io ripiegare sulla plastica verniciata. Controllate sempre la consistenza della cinghia: la mia si è distrutta letteralmente in mano durante un trasporto.

radiokit elettronica

 

 

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