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La NASA affida ai privati la costruzione della nuove navicelle spaziali

la NASA affida ai privati la realizzazione di nuovi velivoli spaziali

La NASA può dichiararsi oramai in dirittura di arrivo per terminare il lavoro sulla sua capsula Orion, ma le imprese private che lavorano su tre diverse astronavi destinate al trasporto di passeggeri hanno appena iniziato lo sviluppo dei vari progetti.

I veicoli che sono stati commissionati da NASA a tre diverse società private sono parte di un programma incentrato sulla realizzazione di navicelle da destinare ai voli commerciali, così come vuole e come ha delineato l'amministrazione Obama.

Questo ambizioso progetto spazial – commerciale prevede una spesa che si dovrebbe aggirare intorno ai 6 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni. Scopo di tutto ciò? Sviluppare un mezzo di trasporto alternativo per “i traghetti” che vanno e provengono dalla Stazione Spaziale Internazionale, così come per gli astronauti. Allo stato attuale delle cose, con le navette spaziali americane mandate in pensione, il governo degli Stati Uniti è dipendente dalla Russia per i servizi di “taxi spaziale”.

Il guru dei voli spaziali commerciali, Peter Diamandis, che ha orchestrato la concorrenza alla vincita del X Prize e che ha portato alle prime esperienze di volo suborbitale con equipaggio finanziate totalmente da privati nel 2004, ha detto riguardo al progetto della NASA e agli scenari futuri: “Credo che inizieremo a vedere costanti voli orbitali privati entro il 2014, al più tardi".

Mentre i dibattiti del Congresso sulla proposta dell'amministrazione Obama vanno avanti, la NASA si sta muovendo per portare avanti il programma con fondi di avviamento destinati alla costruzione di due astronavi nuove:
la Sierra Nevada's Dream Chaser, un aereo spaziale dotato di ali progettato dagli ingegneri della NASA Langley Research Center nel 1980, riadattato alle esigenze, che può servire come backup per le navette spaziali o come una “scialuppa di salvataggio” in dotazione alla stazione spaziale.

Una capsula Boeing ancora senza un nome preciso sviluppato sulla base di precedenti proposte e progetti di veicoli spaziali con equipaggio per la NASA, tra cui il veicolo spaziale alternativo Orion. La capsula in questione sarà in grado di volare in modo simile ai satelliti utilizzati per le comunicazioni e come altri veicoli spaziali di oggi fanno.

La NASA sta sviluppando anche una terza navetta spaziale chiamata Dragon che è tecnicamente sviluppata da Space Exploration Technologies, già titolare di un contratto con la NASA per la consegna delle merci alla Stazione Spaziale Internazionale.

La società, posseduta e gestita da un imprenditore di internet, Elon Musk, ha progettato Dragon per essere in grado anche di trasportare dei passeggeri nello spazio.
Una proposta di aggiungere 300 milioni dollari al contratto già in essere tra la Space Exploration Technologies e la NASA per la progettazione e la realizzazione del sistema di fuga di emergenza della navicella Dragon è in attesa di essere firmato.

Le aziende scelte per lo sviluppo del programma spaziale sono tra le decine di start-up e di imprese aerospaziali che cercano di portare nello spazio i servizi di trasporto di passeggeri per conto del governo degli Stati Uniti e per conto di altri clienti, tra cui la Bigelow Aerospace, che ha in programma di far volare una sorta di habitat gonfiabile con cui procedere a ricerche scientifiche, a ricerche di tipo commerciale, a programmi educativi e allo sviluppo di una nuova modalità di turismo.

"Un centinaio di anni fa, un giovane imprenditore di nome Bill Boeing è stato in grado di sviluppare prodotti che hanno permesso il trasferimento della posta in tutto il paese tramite l'utilizzo dell'aereo", ha detto Brewster Shaw, un ex astronauta, attuale presidente di Boeing e vice direttore generale per i sistemi della NASA. “Per gli ultimi 50 anni o giù di lì, siamo stati coinvolti in ogni programma di esplorazione umana dello spazio che è stato eseguito dagli Stati Uniti." Ha continuato Shaw. "Abbiamo così tanto desiderio di vedere la Stazione Spaziale Internazionale vivere fino al completamento del suo potenziale e così tanto dipende da una robusto progetto di logistica per il carico e l'equipaggio".

 

 

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