Home
Accesso / Registrazione
 di 

Nuova Elettronica: l'Elettronica è ancora Nuova?

Nuova elettronica

Nuova Elettronica è la più famosa rivista elettronica d'Italia. Ormai rivista storica, Nuova Elettronica è in edicola dal 1969. Ma è ancora "nuova"?

Alcuni "rumors" su Nuova Elettronica

Da buon progettista elettronico e blogger, sono molto attento a quello che accade nel mondo dell'elettronica, certo in inglese, ma frequento anche newsgroup e forum italiani.
Proprio da questi mi è capitato di leggere commenti decisamente contro alla rivista Nuova Elettronica.
Le critiche erano rivolte soprattutto al fatto che è una rivista statica, che NON si rinnova da parecchi anni, che ripropone ciclicamente alcuni articoli che "non ce se la fa più", e come sia sempre più orientata alla vendita dei kit.

Nel dibattito veniva comunque sempre fuori che è la rivista di elettronica numero 1 in Italia.
(Wikipedia riporta una tiratura di 150 000 copie al mese, roba da far impallidire tutte le altre riviste di elettronica d'Italia... messe insieme!)

Non sono l'avvocato difensore di Nuova Elettronica

Certo che no, ma il mio pensiero è che tali critiche sono giuste, ma vanno viste in un'ottica più ampia.
In Italia non esiste nessuno paragonabile a Nuova Elettronica e nonostante tutte le considerazioni precedenti, quando esce un kit di Nuova elettronica, è sicuro che è funzionante.

Anche io ne ho acquistato uno anni fà ed appena acceso ha funzionato (poi l'ho distrutto io per sperimentare, ma questa è un'altra storia Smile).

Quindi sarà pur vero che il layout della rivista è sempre lo stesso (più o meno), sarà pur vero che vogliono vendere i kit (perchè no, se ci spiegano il loro funzionamento, ci illustrano lo schema elettrico e poi... i kit funzionano anche!) ed è inoltre vero che alcuni articoli possono dare l'idea della solita minestra, ma bisogna considerare che questa redazione (il leader mi sembra sia sempre Leonardo Righini) è in piedi dal 1969 ed è dal 1969 che produce articoli di elettronica.

Se penso all'articolo sulla Magnetoterapia (Nuova Elettronica Magnetoterapia) ed a quello sul microprocessore Z80, oppure a tutti gli articoli scritti sulle valvole, sul segnale televisivo, sull'amplificazione audio etc. etc. c'è da impallidire, come blogger e come progettista elettronico. Questa è la storia dell'elettronica.

Quindi, a mio avviso, sono giuste le critiche, ed è anche giusto che vengano considerate dalla redazione di Nuova Elettronica per migliorare quanto finora svolto, ma anche di tutto il resto bisogna darne atto.

Il futuro dell'elettronica in una dimensione nuova

La speranza è quella di vedere dei cambiamenti nella rivista, perchè la "sostanza" cè ma l'elettronica si è sviluppata talmente velocemente che non si può sperare di "vivere" nel Vintage (leggi valvole).

L'elettronica oggi è ARM, FPGA, Linux Embedded, Zigbee, Bluetooth, Ethernet, Usb etc.
E di questo anche l'hobbista sta iniziando ad accorgersi, vedi Arduino.
Meravigliosa scheda programmabile in C con tutte le periferiche immaginabili disponibili, interne al micro, sulla scheda o in moduli separati.

Un augurio affichè L'Elettronica sia davvero Nuova con Nuova Elettronica è il mio pensiero, da lettore e vecchio collezionista della rivista dal numero 1 (quando ahimè avevo più spazio ed ancora non si digitalizzava niente).

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog
ritratto di Celsius

mia lettera aperta a Nuova Elettronica

Questo e' quello che ho pubblicato io su it.hobby.elettronica nel Novembre del 2002:

Ho visto lo schema del vs. lettore di SIM-CARD pubblicato sul no. 212 pag.
36 e mi ha meravigliato molto il fatto che abbiate inserito un PIC anche in
questo semplice progetto.

Ci sono schemi altrettanto validi che funzionano benissimo senza PIC, se
pero' mi sfugge la necessita' d'uso di questo PIC, sono disposto a
ricredermi se sarete in grado di spiegarmela chiaramente.

Con rammarico devo constatare che seguite una politica che, a mio avviso, vi
portera' alla progressiva disaffezione dei vs. lettori, cio' mi dispiace
perche' tempo fa trovavo sempre qualche spunto interessante leggendo la vs.
rivista.

Se continuerete su questa strada, prevedo che presto sarete costretti a
chiudere i battenti, avete iniziato a non piu' pubblicare i disegni dei
circuiti stampati con la scusa che era impossibile, per i dilettanti, fare i
circuiti in doppia faccia, questo puo' valere per i circuiti piu' complessi
ma sicuramente non vale per quelli piu' semplici che si possono fare
tranquillamente usando pochi ponticelli.

Ora state abusando nell'uso dei componenti programmati per obbligare i
lettori ad acquistare i vostri kit, questo puo' anche starmi bene dato che
ognuno fa la politica che ritiene piu' opportuna ma, in questo caso, la
rivista diventa un catalogo di kit ed i cataloghi non si pagano (o si pagano
poco).

Dovete prendere atto che nell'era d'Internet non si puo' piu' continuare a
comportarsi come quando Internet non c'era.

Spero che vogliate prendere seriamente in considerazione quanto detto e vi
saluto cordialmente.

Ciao Celsius

ritratto di Emanuele

Leggo con interesse la tua

Leggo con interesse la tua lettera aperta a Nuova Elettronica, ma sinceramente non riesco a spiegarmi la politica aziendale della rivista.
Sacrificare la straordinaria tiratura di 150000 copie della rivista per vendere un pò di kit? ne è valsa la pena?

ritratto di Leonardo Righini

lettore di sim

il pic serve come password ,dentro c'è una parte della poesia del "sabato del villaggio" di Giacomo Leopardi . Ci passa solo un segnale per abilitare la seriale .E' stato fatto da un collaboratore esterno di NE per cui NE come fa di solito compra il pic programmato da lui , come una sorta di percentuale sulle vendite . Ecco la spiegazione amico .
Esattamente la stessa cosa che proporrei a te se mi presenti un progetto interessante o credi che il tuo lavoro non valga nulla ? La rivista è una sorta di catalogo e non c'è nulla in questo di disonorevole . Rispetto al catalogo ti spiego come funziona il progetto e ti accompagno . Se invece non sei in buona fede e sei fra quelli che non si vogliono impegnare e scopiazziano e rivendono per conto loro i progetti proposti da altri , dio ti aiuti se rimarrai da solo, come farai a sopravvivere ? . Noi riceviamo richieste 2 o 3 volte alla settimana di mercanti che ci chiedono solo l'elettronica e poi la mettono dentro ai loro contenitori e la rivendono col loro marchio ..

ritratto di Anonimo

condivido e dal 2002 in poi

condivido e dal 2002 in poi un crollo verticale che le altre riviste di elettronica non sono state capaci a sfruttare .-.

ritratto di Iginio i2UIC

Piccola correzione integrativa.

A quanto scritto dal primo commentatore, vorrei aggiungere giustamente che oltre al sig. Righini, c'è la figura storica di Guiseppe Montuschi, che ha creato questa rivista e data la sua iniziale impronta.
Anche se adesso non sarà sempre molto attivo, però va ricordato il suo lavoro che io ho avuto modo di seguire in tanti, tanti anni.
L'ho notato per la prima volta su Sistema A assieme a Gianni Brazioli, poi ha creato la sua prima rivista: Sistema Pratico (ed è stato un successo) e poi assieme anche altre belle riviste di tecnica.
E' un uomo che è stato anche il mio maestro, e non va dimenticato !
Iginio i2UIC

ritratto di Anonimo

nuova elettronica

condivido in parte le vostre opinioni ma credo che nuova elettronica sia la rivista numero uno in italia, io ho imparato molto da loro soprattutto quando ero studente all'istituto tecnico, grazie a loro ero più avanti rispetto agli altri.
certo in questi ultimi anni sembrano essere a corto di idee io stesso ho mandato qualche suggerimento per nuovi progetti adeguati alle nuove tecnologie, ma non ho avuto alcuna risposta.
mi auguro che in redazione si diano una scossa altrimenti perderanno un sacco di lettori.

ritratto di Emanuele

Nuova elettronica

Senza dubbio la rivista suscita una forma di rispetto, tutti abbiamo imparato tanto da Nuova Elettronica, ma questo rispetto non può essere ad oltranza.

Credo sia ora che la redazione inizi a sposare delle idee innovative, altrimenti la curva continuerà a scendere.

Bisogna poi considerare che il panorama delle riviste di elettronica italiane non è il massimo per un progettista elettronico.

Io ad esempio leggo Elektor (versione inglese, nota bene Smile) e leggo anche Circuit Cellar ed ogni tanto EPE e Nuts'and Volts, a queste aggiungo le varie pubblicazioni delle case madri (gratuite) come Maxim Journal, Freescale Beyond, Linear Tech, Microchip e Atmel Journal, insomma mi rimane poco tempo per le riviste italiane, ma tanto quanto basta per notare l'enorme differenza.

Perche le redazioni di Nuova elettronica, ma anche delle altre riviste di elettronica, non cercano di prendere spunto dalle riviste di elettronica internazionali sopra citate?

Comunque il messaggio è chiaro, mio, della rete, dei commenti a questo articolo:
c'è bisogno di innovazione in Nuova Elettronica e nelle riviste di elettronica italiane in generale.

E anche se a volte riusciamo a leggere degli ottimi articoli (vorrei citare un corso pubblicato a puntate su Elettronica IN sugli Alimentatori Switching)
i lettori italiani di riviste di elettronica DEVONO poter stare al passo con i lettori internazionali/inglesi, ovviamente facilitati nella lettura dalla lingua inglese,
la rivista che saprà confrontarsi alla pari con Circuit Cellar (ad esempio) potrà a mio avviso sicuramente raggiungere in Italia tirature a 5 zeri.

 

ritratto di Franco P.

Nuova Elettronica

Negli ultimi anni, con l'avvento dei microprocessori ho visto da parte della rivista adottare una politica a mio avviso completamente sbagliata.
In ogni progetto oggigiorno viene inserito un micro da loro programmato, il firmware, è qualche cosa di "misterioso" e oscuro, non viene mai rilasciato o inserito nel loro sito per dar modo ai lettori di caricarlo nella loro realizzazione.
Non parliamo poi dei sorgenti di tali firmware, non consentedo in questa maniera a chi volesse, di modificarlo o adattarlo alle loro specifiche esigenze.
Tutto questo viene fatto chiaramente per imporre l'acquiso dei loro kit.
La rivista oggigiorno, non si prefigge più di insegnare, ma solo di trarne profitto da cio che viene realizzato con i loro kit, non fornendo più ai loro lettori, la possibilità di apportare quelle modifiche di cui una volta la rivista stessa tanto si prefiggeva e consentendo poi di trarne degli spunti per adattarselo come meglio uno desiderava.
Più volte ho scritto alla rivista tramite delle email per lamentarmi di tutto ciò.
Non ho mai avuto nessuna risposta in merito ....
Trovo tutto questo vergonoso.
Per questi motivi non ho più rinnovato l'abbonamento, trovo assurdo dover acquistare una rivista per poi dovermi comperare anche il kit, tanto vale comperarlo direttamente già montato .... in questa maniera risparmio i soldi di una rivista divenuta ormai inutile.

ritratto di Antonio Cirella

Riviste di elettronica italiane

Caro Emanuele, scrivo con un minimo di cognizione di causa in risposta al tuo post precedente. Circuit Cellar è stata acquistata da EIM (Elektor International Media) in data 1 dicembre scorso. Ora, Elektor è già stata pubblicata in italiano e tantè IDENTICA all'originale ma vedo che gli italiani preferiscono leggerla in inglese. Sono convinto che anche se decidessimo (e possiamo farlo) di pubblicare Circuit Cellar in italiano, il risultato sarebbe lo stesso. Ho visto EPE negli USA da te citata ed è una rivista scandalosa. Sinceramente leggo spesso post di questo genere ma mai una volta che si dica concretamente cosa hanno in più le riviste in lingua inglese rispetto a quelle in lingua italiana. Io una idea me la sono fatta, è "cool" affermare che le riviste in inglese sono meglio delle nostre, ma ti assicuro che chiudono anche loro e nei loro paesi non se la passano assolutamente bene. In merito alle 150K copie di NE citate da WP lascio ai lettori del blog le dovute considerazioni.

Scusate lo sfogo (se interpretato come tale).

A. Cirella

ritratto di Emanuele

Antonio, la notizia

Antonio,
la notizia dell'acquisizione di Circuit Cellar da parte di Elektor sinceramente mi suscita più preoccupazione che stupore, primo perche i monopoli non sono quasi mai una buona cosa, secondo perche a me finora la rivista americana è piaciuta, dal prossimo mese chissà... vedremo la linea editoriale.
Comunque sono fiducioso, considero Elektor la Nuova Elettronica internazionale (vabbè la nuova elettronica dei tempi andati).

Riguardo a EPE io mi riferisco a Everyday Pratical Electronics e la reputo una buona rivista, anche se non ne ho letti molti di numeri, non la trovo assolutamente scandalosa...

Riguardo alle 150000 copie di Nuova Elettronica riportate da WP, io ci credo, ai tempi d'oro della rivista ogni giornalaio ne aveva piu di 10 copie. Oggi le cose sono sicuramente diverse.

Ma veniamo al punto:
sicuramente le riviste inglesi sono "cool" ma bisogna ammettere che sono all'avanguardia nella scelta degli articoli e dei progetti.
Inoltre una rivista tradotta, comunque "perde" sia quel fascino originale (le traduzioni dall'inglese nell'elettronica producono spesso frasi... diciamo complicate) che quella novità quotidiana alla quale il web ci ha ormai abituato, mi sembra che elektor italiana esca dopo alcuni mesi, quando ormai molti hanno letto l'articolo sulla rivista originale, altri hanno comprato il pdf della rivista dal sito elektor.com e (forse la stragrande maggioranza) se l'è scaricata dal mulo.

E proprio qui volevo arrivare, siamo in un epoca dove sul web si trova tutto, lecito (come ad esempio nei blog) e illecito come nei vari p2p, se le redazioni delle riviste (e questo vale per tutti) non puntano sull'innovazione, sui contenuti originali e nel coinvolgimento dei lettori, la curva continuerà a scendere.

E vedere (generalizzo) sempre il solito tutorial sull'RS232 o la scheda RELE' (dtmf o usb che sia) sicuramente non aiuta.

ritratto di Anonimo

Scusate l'intromissione,

Scusate l'intromissione, Antonio ed Emanuele.

@Antonio
Sei il Cirella Direttore di Fare Elettronica?
Come Inware avete 3 riviste di elettronica, Fare Elettronica, Firmware e Elektor Italia (giusto?), in futuro anche Circuit Cellar?
Non è il caso di aumentare la qualità invece del numero di riviste?
Le critiche a Nuova Elettronica si possono più o meno estendere anche agli altri.
Fatene tesoro anche voi.

@Emanuele
Non sono ben riuscito a capire fino in fondo il tuo pensiero su Nuova Elettronica!
Quale è la rivista italiana che ti piace di più?

Fabulus

ritratto di Emanuele

Cosa penso di Nuova elettronica

Ciao Fabulus,
il mio pensiero è chiaro, si evince dall'articolo, profondo rispetto per la rivista Nuova Elettronica, perche sono consapevole che ha fatto la storia dell'elettronica amatoriale ( e non solo) in Italia, ma se non si adeguano ai tempi (microcontrollori, open source, nuove tecnologie etc.) questo primato lo perderanno definitivamente!

Per quanto riguarda il panorama delle riviste di elettronica in Italia, la rivista che preferisco tra tutte è Firmware.

E' quella che più si adatta ai miei interessi in elettronica, cioè i microcontrollori.

ritratto di Fabio A.

Dove è finita la sperimentazione?

Ho postato un articolo sul mio blog e sono a favore di Nuova Elettronica, nel senso che oltre a sperare che duri "per sempre", mi auguro sì che si evolva, ma anche che non perda quel qualcosa di "magico" che trasmetteva un po' di anni fa.

C'era la sperimentazione, si poteva modificare un circuito (senza PIC e integrati tuttofare...), si sapeva dove misurare col tester o vedere con l'oscilloscopio i segnali; forse quello che manca oggi è proprio questo senso di "provare"; questo era quel qualcosa di magico che mi aveva affascinato negli anni fine '60 - inizio '70.

Quello che voglio dire è: "che Nuova Elettronica torni ad essere nuova come 40 anni fa...". Non è un controsenso.

Fabio

ritratto di Anonimo

Per carità, tornare e 40

Per carità, tornare e 40 anni fa?
Pensa a ritornare ai computer di soli 4 anni fa.... i computer fanno parte dell'elettronica!!!

Il loro problema è che sono FERMI a 40 anni fa.non è detto che senza pic non si possa modificare un circuito, basta avere i sorgenti, ad esempio su altre riviste, come elettronica in per fare un esempio, spesso vengono pubblicati i sorgenti

ritratto di Emanuele

Benvenuto Fabio

Ho letto il tuo articolo ed anche io non sono molto d'accordo.
E' vero che oggi la vita è molto frenetica rispetto agli anni '70, tutto va piu veloce anche grazie ad internet, ma questo non vuol dire che siccome tutto và veloce, noi non riusciamo ad avere tempo per gli hobby, è sempre il solito discorso relativo ad essere padroni del proprio tempo.

A livello professionale posso dirti che anche oggi si sperimenta e molto (sempre in relazione al budget, oggi come allora) e che se 20 anni fà si lavorava sulle millefori, oggi si lavora sulle demoboard ARM, se si andava da GBC a comprare i componenti, oggi si comprano online da Farnell...
Se poi si salda di meno, è normale, con un click possiamo comprare per pochi dollari tutte le schede che vogliamo e sperimentare direttamente con il firmware c o assembler.
Il ritorno di moda degli amplificatori valvolari fai-da-te , ad esempio, è un chiaro segnale che l'hobbista è vivo!

ritratto di LeonardoRighini

caro fabio

Grazie ma NE non può tornare a 40 anni fa perché non si può e perché non c'è più la mentalità dell'inventore . Era tutto da fare e si poteva fare con pochi mezzi e con soluzioni interessanti . Oggi è interessante poter verificare la possibilità di
riprendere progetti fatti con componenti vecchi e rinnovarli con nuove soluzioni . Spaziare sui controlli ambientali ( di inquinamento da ultrasuoni per esempio nessuno ne ha mai parlato ma noi si nella riv.245 ), strumenti di misura tipo wattmetri , misuratori di irraggiamento per il fotovoltaico etc..Termometri a termo-pila , DRM per chi vuole fare del radio ascolto sul digitale , Theremin professionale per chi vuole spaziare su sonorità fuori dai canoni ufficiali . Al sottoscritto ricordo piaceva un kit che era avanti di 30 anni ed era "ti accendo la radio a 1000 Km di distanza " pensate che interesse ha avuto allora, 3 kit venduto in 5 anni!!!! ... Credetemi quello che cercate è lo spirito di 40 anni fa, ma quello c'è sempre in noi . Il problema che molti hanno 40 anni in più e cominciano a guardarsi indietro . Era bello inserire nella propria auto l'accensione elettronica oggi non c'è spazio per quasi nessun accessorio home made nell'auto pena il disastro ( infatti presenteremo prossimamente un bellissimo kit per auto e per smanettoni ) perché la macchina perde la garanzia e potrebbe non partire . Comunque amici ,noi andiamo avanti e le nostre E-mail sono sempre a vostra disposizione e ricordate che noi rispondiamo a tutti .

ritratto di RobertoA

Tu dare me sorgenti??? Io fare te abbonamento !!!

Sono stato un affezionato lettore di N.E. fin dai tempi dello splendido Z80 e prima ancora.
E' sicuro che rispetto a N.E. non ci sono riviste paragonabili in Italia, N.E. e' stata la numero uno.
Ora, la acquisto di tanto in tanto piu' per affetto che con la speranza di trovare qualcosa di interessante.
La non divulgazione dei sorgenti dei micro e', a mio parere, il peggior difetto
Una grossa fetta di sapere, che potrebbe essere ESTREMAMENTE utile a tutti noi, tenuta segreta sperando di vendere qualche micro in piu'.
Non so se chi puo' decidere l'inversione di tendenza in questa politica leggera' questo messaggio, ma sappia che la vendita di qualche kit l'avete PERSA proprio per questo motivo.
Sappia anche che se domani tale nefanda politica venisse modificata, avrebbe oltre al mio anche l'abbonamento annuale di moltissimi altri lettori.
RobertoA

ritratto di MB

Tu dare me sorgenti??? Io fare te abbonamento !!!

Ciao a tutti...volevo sottolineare come la linea di N.E. e dei suoi progetti con uC a "sorgenti chiusi" abbia contribuito al mio progressivo allontanamento da quella che consideravo la miglior rivista di elettronica. Avendo spesso provato a costruire e studiare i circuiti proposti con il materiale del laboratorio di famiglia, ho progressivamente notato come la linea digitale dei progetti risultasse con l'andar del tempo (seguo N.E. dal 1978) sempre meno replicabile, fino al momento in cui per realizzare un kit o una sua funzione l'unico modo e' consistito nel comperare dal rivenditore autorizzato il micro gia' programmato (a caro prezzo). E la mia voglia di capire cosa c'e' dentro? Ed il mio desiderio di adattare e modificare? Da quel momento, cosi' come lo "spirito ispiratore" si e' allontanato da me, in quanto nascosto, mi sono allontanato dalla rivista. La vedo sempre in edicola e spesso la sfoglio...ma alla fine, la ripongo; nutro sempre la speranza, un giorno, di vedere una apertura nello spirito dell'open source (GPL/GNU-Linux, per intenderci...Arduino docet). Da quel giorno, ritornero' a comperare rivista, pcb e kit...non prima.

Manlio

ritratto di LeonardoRighini

pensa che ....

pensate che circa 15 anni fa si era formato un specie di movimento da parte dei lettori di una "certa età " che ci dava contro perché ,affermavano, facevamo troppo digitale . Esattamente le stesse cose che leggo qui . Avete mai visto quanto è brutta una rivista piena di codice ? E' illeggibile secondo noi . Secondo noi la soluzione si risolve con un progetto abbinato a un cd rom multimediale , stiamo lavorando in quella direzione con soluzioni aperte ma non ai pirati copioni .

ritratto di Anonimo

Nuova elettronica

quoto roberto, quoto
ma quanto varranno questi sorgenti??? da sputtanare una rivista....
hai proprio ragione, all'inizio ci hanno prvato anche con le varie pal e gal, poi sono arrivati i micro eh eh

ritratto di Emanuele

L'Elettronica E' Open Source

L'Elettronica E' Open Source Smile

ritratto di marchino2850

NUOVAELETTRONICA

e' sicuramente la rivista numero uno in italia ,italiana.
mi mancano i primi trenta numeri........l'unico difetto che ha, ed e' per questo che l'acquisto piu' per abitudine che altro,e' che non si e' rinnovata .....hanno fatto soldi con la magneto terapia ,ogni tanto ci rifilano qualche progetto vecchio........rifatto con componenti piu' aggiornati e poi niente.
purtroppo e' cosi' c'e' internet,altre riviste ,l'ostacolo maggiore perlomeno per me e' l'inglese mi arrangio ma non avendo padronanza della lingua e' un guaio.
sono convinto pero' che se fosse colpita da una ventata di rinnovamento sarebbe magnifico.

ritratto di Antonio Cirella

Troppe riviste?

rispondo a fabulus per dire che noi ci impegnamo con molto entusiasmo e alterne fortune da diversi anni per fornire prodotti di alta qualità e persino "verticali", nel senso che le tre riviste sono rivolte in effetti a lettori con gusti ed esigenze diverse. Sicuramente non proporremo una quarta rivista di elettronica ci mancherebbe. Ripeto anche a te di fornire (se possibile) un chiarimento rispetto al termine generico "miglioramento" o "aggiornamento" emerso nei post precedenti. Sarebbe meglio fornire esempi più concereti, sempre che si abbiano idee chiare, altrimenti la discussione non fa molti passi avanti (sempre che vogliamo farglieli fare ;) ).

Un saluto.

A. Cirella

ritratto di Emanuele

Caro Antonio, spiega meglio

Caro Antonio,
spiega meglio a cosa ti riferisci...

Per quanto mi riguarda, posso dirti che come trovo il tempo ho intenzione di dire la mia anche su altre riviste di elettronica, quindi probabilmente parlerò anche delle tue :) ma preferirei farlo in un articolo dedicato per non uscire fuori tema "Nuova Elettronica"

Grazie ancora per aver espresso le tue opinioni!

ritratto di oklahoma

Nuova Elettronica

Ho letto con molto interesse i commenti sulla rivista .
Io ho cominciato a leggerla dal primo numero ed ho continuato sino a qualche anno fà .
Per mè, ma per molti altri è stata la base della nostra conoscenza in materia .
E' sicuramente vero che non fanno progetti nuovi, ma purtroppo mancano le idee, non certo su come costruire, ma che cosa .
In tanti anni, ho potuto vedere su NE delle cose rivoluzionerie (es. il frequenzimetro, se non lo facevano loro, non l'avremmo avuto per altri 10 anni .
Il solo lato che proprio non brillavano erano le radio, in tutte le loro sfumature, ma non si può fare tutto!
In quanto ai Kit, ora ed allora,costano sempre meno delle singole parti, e non tutti possono disporre di un negozio di elettronica nei dintorni .
Non parliamo dei circuti stampati, se li farei a casa, mia moglie probabilmente mi ammazzerebbe .
E poi,quanti dei loro lettori, sopratutto giovani, hanno la voglia, ma sopratutto la competenza di manipolare il Software .
Secondo mè si sono adeguati ai tempi, nessuno ormai ha la pazienza di perdere mesi per una realizzazione casalinga, debbo quindi assolvere in maniera completa i realizzatori della rivista .
Ps Ho lavorato svariati anni come manutentore di apparecchiature elettroniche, anche medicali, le novità le ho viste solo sulla loro rivista, la documentazione tecnica è un'altra cosa e non do loro competenza . Cosa se ne fà un ragazzino di un Datasheet di un integrato o simili .
Anche a mè piacerebbe qualcosa di nuovo, ma che cosa ?

ritratto di ElettromagneticoRF

Nuova elettronica

Straquoto, non solo il frequenzimetro, ma anche la megnetoterapia di nuova elettronica è mitica. Se aggiungiamo poi le valvole e tutte le varie trattazioni su di esse, penso che sono tre argomenti-progetti-capitoli dell'elettronica in Italia di cui andare fieri.

ritratto di GiuseppeM

Critiche alle riviste del settore elettronico

Salve a tutti.
Trovo interessante il dibattito che si è aperto a partire dalle critiche mosse alla rivista Nuova Elettronica per arrivare alle osservazioni fatte su tutto il panorama delle riviste divulgative afferenti al ramo Elettronica. Sono uno studente di Ingegneria Elettronica e seguo Nuova Elettronica da quando ero piccolo in quanto mio padre già acquistava regolarmente questa rivista anche se da qualche anno a questa parte l'acquisto raramente per alcune ragioni già da voi espresse che in parte condivido. In parte perchè se è vero che non si può negare che ci sia interesse economico nell'adottare una tecnica circuitale rispetto ad un'altra (mi riferisco ad esempio al fatto di utilizzare u-controllori piuttosto che componenti a logica discreta), è anche vero che se è una pubblicazione divulgativa dovrà pur far conoscere le nuove tecnologie nel campo, e per questo non sono convinto come detto da alcuni di voi che la rivista dovrebbe tornare a 40 anni fa... piuttosto penso che se si adottano dei circuiti programmabili sarebbe giusto rendere noti i listati dei firmware e descriverli. Per accontentare i lettori però si pubblicano i corsi di programmazione... a mio parere sono utili ma poi vengono coadiuvati con realizzazioni pratiche di cui si mantiene segreto il codice per i motivi già esposti. Per quanto riguarda le altre riviste (F.E. Radiokit... etc.) il discorso più o meno analogo, adottano addirittura soluzioni ibride a vantaggio di determinati fornitori e poi riempiono il 60% delle pagine con inserzioni pubblicitarie. Ed è qui che decade l'aspetto istruttivo e informativo della pubblicazione.
Un'altra cosa che penso è che il desiderio che la rivista Nuova Elettronica torni ad essere quella che era, come espresso da qualcuno, è scaturito dai ricordi che si hanno di ciò che era il campo elettronico qualche decennio fa, cioè un territorio per quel tempo ancora da esplorare che vedeva in Nuova Elettronica, forse l'unica fonte da cui attingere il sapere e nello stesso tempo soddisfare la curiosità di realizzare con le proprie mani dei piccoli dispositivi in un campo che avrebbe rappresentato il futuro dei sistemi.
In effetti ci sono riviste a livello internazionale come EPE, Circuit Cellar o Elektor che per così dire "mettono di più le mani in pasta" da cui i redattori delle riviste "nostrane", secondo me dovrebbero prendere spunto.

ritratto di Anonimo

e....poi ?

e..... poi? tante critiche tanti commenti ma le uniche critiche che avete fatto è non danno i sorgenti .Arrangiatevi copioni .., Poi ... ritornare a una volta , a fare che ? le accensioni elettroniche ? , i blinker per i lampeggiatori , ti accendo la radio a 1000 Km di distanza ? o siete inscimuniti o non capite la maggior parte dei progetti non si possono neanche pensare ,perche non applicabili .La redazione di solito risponde a tutti senza problemi anche le cazzate come quelle che leggo qui

ritratto di Emanuele

Nuova elettronica

Caro anonimo,
è buona educazione presentarsi quando si entra in una discussione, e come anonimo, non lo hai fatto, inoltre è maleducazione usare parole offensive.
Questo è un blog aperto, ed in particolare questi commenti sono relativi alla rivista Nuova Elettronica, quindi, se vuoi dire la tua puoi farlo, ad esempio presentandoti, usando parole adeguate e rispondendo con un @ o direttamente con il comando "rispondi" al messaggio a cui ti riferisci.

ritratto di Franco Accetta

Nuova elettronica e il suo futuro

Acquisto nuova elettronica da quando facevo la seconda media - un secolo fa ormai - cioè da quando acquistai con i miei sudati risparmi il corso di elettronica per corrispondenza dell'IST. E' stata la seconda rivista che ho conosciuto - la prima era radioelettronica - e per anni, vista la penetrazione della tecnologia nella società, era sicuramente fonte di circuiti innovativi e utili. Certo con l'avanzare degli anni e con l'aumento della diffusione della tecnologia i suoi progetti sono entrati nel mondo del "già visto".

Ricordo sempre con piacere i kit sull'hi-fi ad un prezzo umano, gli ampli a valvole con costi accessibili molto lontani dal mitico, per me, bartolomeo aloia, ma pur sempre un passo avanti agli altri.

E che dire della ricezione satellitare? Finalmente articoli semplici e chiari sui sateliti meteosat, un kit di ricevitore funzionante e via discorrendo.

Non ho mai smesso di acquistarne un numero e devo dire che le novità ci sono però mentre un tempo ogni numero aveva progetti solleticanti il cervello oggi ci sono anche progetti semplicemente rivisitati in chiave moderna (vedi uso plc et similia). Non è un male in se, fa parte dell'evoluzione dell'elettronica rendere più semplice la progettazione.

Io chiederei a NE, oltre che diffondere come gia detto i sorgenti dei propri applicativi (in verita per diversi progetti dal sito è possibile fare il download dei sorgenti), più articoli e progetti su sistemi gps, sui telecontrolli con interfacce tattili, sistemi di misura interfacciabili, kit e articoli su zigbee.

Questo perchè sono i miei campi di interesse, altri ovviamente avranno richieste diverse.

In ultimo, un sito web che sia sempre più di approfondimento e discussione dei progetti presentati sulla rivista.

Saluti.

ritratto di Luciano Evangelista

Nuova Elettronica

Ho letto con nostalgia il titolo "nuova elettronica". Possedevo tutti i numeri dall'1 in poi. Non sapevo che continuasse a produrre rivista e kit. A quei tempi in ogni città c'erano uno o più rivenditori, presso i quali trovavi i loro kit, i componenti e tantissima minuteria. Ho ricordato tutti i kit che avete citato, e confermo che facevano tanta divulgazione e sperimentazione... corso per antennista etc. Sono diventato ingegnere elettronico nel 1984, avendo nel bagaglio delle mie conoscenze anche quanto ho impiarato da loro. Non conosco le nuove riviste che avete citato ma me le procurerò.
Comunque grande riconoscenza e rispetto da parte mia alle persone che collaboravano nella produzione degli articoli e della rivista.
Saluti

ritratto di Enzo 57

info

Ciao Luciano..ho visto per caso questo forum,ho anch'io la passione elettronica..
da quelle riviste ho imparato tante cose fino alla nascita dei microchip,dove purtroppo mi sono perso non capendoci piu niente.
mi sai dire dovre potrei trovare delle riviste di Nuova Elettronica?
io ho comprato il cofanetto in CD di tutti gli schemari, ma mi trovo confuso nella ricerca di qualche banale schema..ciao grazie
se ci sono riviste..le pago anche ovviamente..

ritratto di uragan

la vecchia o le nuove?

Ho letto con interesse questi commenti su N.E. Non voglio però giudicare N.E. che reputo ormai obsoleta rispetto ai tempi vorrei esprimere un giudizio sulle giovani rampanti riviste che molti aclamano e, vedo, ne sono anche pubblicatori di articoli....
Anche io ho imparato le basi su N.E. e devo dire che gli articoli su transitor, mosfet, operazionali e altro sono insostituibili. Ma avete visto con che mediocre qualità le giovani riviste quali Elettronica In, Fare Elettronica etcc spiegano queste cose? I famosi "corsi" che pubblicizzano o tutorial, come va di moda chiamarli, altro non sono che mere traduzioni di data sheet o riassunti di libri di testo di ingegneria: si stanno ancora proponendo corsi basati su "Tanzilli". Ho acquistato molte riviste negli anni che mi porto appresso ma la qualità delle spiegazioni che ho trovato su N.E. non ha paragoni.
Si dice che N.E. è obsoleta e vive solo per vendere kits ma almeno quando scrivono ...spiegano.

ritratto di Antonio Cirella

Quale miglioramento?

Ancora riprendendo il mio post dell'11/12 u.s. secondo voi un miglioramento potrebbe essere il mezzo per la diffusione della conoscenza dell'elettonica? Dal successo di questo blog parrebbe che il web sia sicuramente un mezzo ideale, ma le riviste? Cosa ne pensate di questa? http://de.fwonline.it

ritratto di Luciano Evangelista

Le riviste

Ciao Enzo, solo oggi ho letto il tuo post.
Purtroppo come accade spesso in un momento di risitemazione della casa, regalai tutte le riviste, compreso lo scaffale che le conteneva, a un mio caro amico.

ritratto di anpa01

nuova elettronica

concordo pienamente con quanto scritto da più persone,anche io,affezionatissimo lettore di N.E. dal 1970 al 1999-2000,N.E. ha di fatto,disaffezionato moltissimi con la sua politica di vendita Kits e non più come rivista dedicata all'elettronica vera,dove ogni progetto veniva spiegato,addirittura,come si suol dire,imboccata.oggi ha perso di vista,secondo mè,folosofia divulgativa dell'elettronica.L'augurio e suggerimento è:N.E.,ritorna ad essere quella di prima-

ritratto di MoRpHeUs436

nuova elettronica

Sono appassionato di elettronica da quando avevo 15 anni, adesso ne ho 52, ho iniziato da autodidatta e nuova elettronica era il mio maestro, posseggo ancora tutti i numeri dall'1 all'ultimo 242. In linea di massima concordo sui commenti scritti pero vorrei spezzare una lancia a favore dei kit, attualmente la produzione di ic è quasi tutta in tecnologia smd in package microscopici o peggio in bga, e chi è disposto a comprare un fornetto a rifusione per saldare per hobby 10 schede l'anno? E poi avete mai provato a fare un preventivo on line dalle ditte che producono stampati? chi vuole spendere circa 40-50 euri per UN doppia faccia a fori metallizzati? e ancora, ammesso di comprare i componenti da Farnell o simili lo sapete che mica vendono pezzi singoli di resistenze o condensatori smd. Quindi per alcuni progetti il kit secondo me è utile. Concordo che rendere disponibili al download o pubblicare i listati del firmware sarebbe un'ottima iniziativa, e non perchè siamo copioni ma solo che se uno vuole fare una modifica così è possibile. In ultimo mi piacerebbe vedere sulle pagine di N.E. progetti più tecnologici e strumentazione e no "3 led per terapia fotodinamica"! (e scusate se ho scritto troppo)

ritratto di Carlo Drezza

RIVISTA NUOVA ELETTRONICA

Leggo questa rivista,nuova elettronica, dalla metà degli anni 70,ritenendola a pieno titolo la numero 1 nel campo dell’ hobbistica,e comunque una buona base per poi andar ad approfondire temi trattati per ovvi motivi in maniera talvolta troppo semplice ed incompleta. Per quanto riguarda i vari progetti offerti in kit,posso assicurarvi che funzionano egregiamente tutti,ne ho montato almeno 200 negli anni,di varie tipologie,e i pochi insuccessi sono sempre stati dovuti a miei errori e molto raramente,un paio di volte,a difetti dei componenti,ma mai a lacune progettuali. Il fatto che i progetti siano reali e non semplici copie delle note applicative dei costruttori dei vari circuiti integrati,è facilmente verificabile proprio attraverso la discrepanza rispetto ai vari databook.
In fine una constatazione l' elettronica hobbistica dell' autocostruzione va scomparendo principalmente per due motivi:Il primo legato all’ uso di componentistica SMD,ormai preponderante nel panorama della produzione industriale e preclusa non solo all' hobbista ma anche a qualsiasi lavorazione di tipo manuale, salvo i necessari casi di riparazione ,che comunque richiedono attrezzature specifiche piuttosto costose. Il secondo motivo,i costi, è legato direttamente al primo. Il prodotto finito realizzato con sistemi automatici in tecnologia SMD costa meno di un kit o di una qualsiasi autocostruzione di qualcosa di simile. Rimangono quindi solo settori di nicchia,come ad esempio progetti audio di elevate caratteristiche paragonabili ad apparecchiature professionali ,ed in questo caso quindi competitive come prezzo.
I tempi cambiano,ma la nostalgia è forte.

ritratto di Enzo Cap

CONSIDERAZIONI...

Anch'io sono un lettore/appassionato di NE, dal numero 49 o giù di lì.
Mi sono abbonato per una quindicina di anni, poi intorno al 2005 ho abbandonato per un paio di anni la rivista perchè... forse perché non mi dava più stimoli.
Di kit ne ho realizzati a bizzeffe... trasmettitori FM, lineare, microspie, ricevitori radio stereo, luci scale, il meraviglioso ricevitore SAT, magnetoterapie per tutto il parentado, amplificatori BF... ho un cassetto pieno di tagliandini dei blister come promemoria...
poi concordo con i commenti precedenti: tanto digitale, eprom, smd mi han fatto dimenticare l'odore della colofonia.
Certo che ho provato a realizzare progetti proposti da altre riviste, e di quelli davvero pochi sono quelli che son riuscito a far funzionare.
Di NE l'ultimo kit montato è quello con equalizzatore riaa e convertitore a/d d/a per mettere i vecchi vinili su PC, via USB. Almeno qualcosa da saldare c'era, e poi, va veramente bene.

Il problema è che adesso l'elettronica "consumer" non costa più nulla...
Io sono capitato su questo blog cercando un kit (pigriziaaaaa!) per sostituire il timer di un asciugamani ad aria calda (che ho visto a 16 euro + 8 di spese).

A proposito di timer, chi si metterebbe a realizzarne uno programmabile con componenti discreti quando per 7 euro e mezzo lo trovi pronto alla lidl con programmazione settimanale di 40 eventi, ultracompatto, display, presa e spina, batteria ricaricabile... mentre la sola scatolina teko ti costa 7 euro?
Mah, forse è finita un'era.

ritratto di Davidisa

Nuova Elettronica

Come lettore da molti anni di N.E. vorrei associarmi ai commenti precedenti.Vorrei aggiungere che quello che secondo me era molto interessante era la spiegazione del funzionamento dei circuiti proposti, che era spesso molto particolareggiato e ti faceva imparare le cose!
Mi sono spesso dispiaciuto vedendo dei progetti con componenti programmati senza fornire i sorgenti.
Ho sempre apprezzato la mancanza di pubblicità nella rivista, penso che sia l'unica rivista (per ora?) con così poca pubblicità.
Spero che, in qualche modo, alla redazione giungano le nostre voci e che ci pensino!

ritratto di Abusivo

Storico

Posseggo le riviste di N.E. dal numero 2 fino ai nostri giorni oltre a qulche numero di 'sistema pratico' e 'quattro cose illustrate'.
Quello che una volta era un passatempo oggi per me è una professione.

ritratto di Gigi.p

Condivido quasi tutti gli

Condivido quasi tutti gli interventi, aggiungo non vorrei che anche qui ci sia lo scandaloso finaziamento dato all'editoria dal governo che fa mantenere in vita riviste che non riuscirebbero a sopravvivere altrimenti!
Inoltre mi pare che qusi tutti i commenti che leggo con molta nostalgia dei bei tempi andati, siano scritti da dei cinquantenni e oltre come mè, mi piacerebbe sentire le opinioni di giovani diciottenni cosa ne pensano, ci saranno? ci siete? in fondo noi ci esprimiamo paragonando un mondo passato che non esiste più, forse oggi si cercano altri modi di sperimentare, altre sfide, che sfuggono alla nostra cognizione, legata emotivamente ai ricordi della goiventù .......

ritratto di Ico Mixer

Nuova Elettronica

Il primo numero l'ho acquistato nel 1974, quando ancora facevo le medie. Ho montato tantissimi circuiti, quasi tutti hanno funzionato subito. Ora i tempi sono cambiati, specialmente nell'audio-video dove trovo i miei maggiori interessi. Se ho bisogno di un circuitino con un paio di fet vado ancora a cercarlo negli schemi degli anni 80; ma quando mi trovo ad aver bisogno di un preampli più serio mi costa di meno comprare un piccolo mixerino made in china con ingresso mic bilanciato, alimentazione phantom, ecc. che montare un circuito di N.E. Devo prò dare atto alla Rivista che mi ha insegnato i rudimenti dell'elettronica, con schemi che spesso si rivelavano diversi dalle mie esigenze, ma alla fine ho capito che il loro intento era più che altro didattico. Quando un radiomicrofono costava dai tre ai cinque milioni di lire, ho tentato di costruirne uno col mini trasmettitore quarzato fm pll, che mi è costato tra montaggio e riparazioni varie un centinaio di mila lire e tanto tempo sprecato. Oggi che con 150 euro ne compro online uno di primaria marca, non ha più senso fare quel tipo di esperimenti. Sono le tecnologie e quindi i costi, ad essere cambiati. Se la rivista ancora sopravvive, deve per forza cercare il suo sostentamento nei kit, proponendone di più funzionali e meno dimostrativi e cercandoli fra quegli apparecchi che possano essere di largo interesse e facili da montare. Grazie Nuova Elettronica per esserci stata quando stavo imparando, ti auguro di vivere ancora a lungo anche se ormai sei lontana dal mio hobby.

ritratto di DELL'OLMO GIOVANNI

abbonato da molti anni

Chiedo una cortesia è da poco tempo che ho internet cioè la chiavetta però al mio paese il segnale è molto scarso perciò in casa si fa molta fatica ad entrare.
Non è che potete progettare un'antenna da mettere al palo di quella televisiva.
Gradirei ci fosse una risposta da parte Vostra anche sulla rivista? grazie.

DELL'OLMO Giovanni v. Mazzini 3 Villata 13010 (VC)
n° mat. VC1074

ritratto di Luigi

Open Source

Cari amici , essere open source , siginifica dare tutto il supporto necessario alla realizzazione di uno schema , tipo software ,schema,descrizione,analisi,consigli
GRATIS
, non il semplice schema.. con il resto lo devi pagare a caro prezzo ,
dovreste chiamarvi Electronics advice , non open surce.
Mi dispiace doverlo dire, ma alla fine cio che conta sono i soldi.

ritratto di Emanuele

Elettronica Open Source

Caro Luigi,
non è chiaro il soggetto del tuo commento.... a chi ti stai riferendo?

Ce l'hai forse con noi dell'Elettronica Open Source (perche?) o con Nuova Elettronica (perche?), la rivista oggetto dell'articolo?

ritratto di Maurizio S.

e tu sei opensource?

Salve,

non so bene a cosa ti dedichi Luigi, però sono molto sicuro che non sei integrante di nessuna comunità opensource.

non voglio ne difendere EOS ne NE, ognuno adotta il metodo che crede più opportuno per vivere e/o sopravvivere.

però, tornado a quello che affermi, credo che da nessuna parte c'è scritto che l'opensource è gratis.

opensource = sorgenti aperte

un prodotto opensource, può essere sicuramente distribuito gratuitamente,
però anche può essere commercializzato, e il suo codice sorgente mantenuto aperto e appoggiato da parte di comunità non lucrative.

opensource NO! non deve dare un bel niente a nessuno,

nel 90% dei progetti opensource , semplicemente si pubblicano le sorgenti del software in siti che ne permettono la divulgazione gratuità (sourceforce,googlecode,koder,codeplex,pund,codeproject,ect)

dopo sono le persone che credono i quei progetti,che investono il loro tempo, gratuitamente, ed apportano al progetto, traduzioni, manuali, beta tests, support, ect

facendo si, che il progetto segua il suo percorso evolutivo o giunga all'estinzione o semplicemente sia ispirazione di altri progetti opensource.

l'opensource permette agli addetti ai lavori , avere un'analisi e una visione totale del processo logico trattato dal software o hardware in questione, e mai, un dovere da parte degli sviluppatori di dare supporto agli utenti.

In alcuni casi molti prodotti opensource, brindano di sufficiente documentazione, e quasi sempre, è un'apporto della comunità, gli sviluppatori già apportano sufficientemente, rendendo pubblico il codice , conseguito con sforzo e lunghissime ore di lavoro.

Credo che è proprio compito di chi usa quei software o hardware, regalare un po del loro tempo apportando alla comunità come si può.

e credo che, più che affermare che EOS non è opensource,
magari sono proprio gli users come te a non essere opensource,
pretendendo prima ancora di apportare.

Un saluto a tutti,
Maurizio

ritratto di Emanuele

Filosofia Kennedyiana

"Non chiederti cosa l'America puo' fare per te, ma cosa tu puoi fare per l'America"

ritratto di Bafometto

Nuova Elettronica - la mia opinione

Non c'è dubbio, Nuova Elettronica è un must tra le riviste del settore anche a livello internazionale. Un motivo ci sarà... o no? Non voglio dire che è tutto oro quello che pubblicano, anzi. Ma le considerazioni che sento esprimere nascono, come per tante altre cose, dalla preparazione specifica di chi legge la rivista. Partiamo dal ragazzino di scuola media che ha solo una vaghissima idea della differenza tra tensione e corrente fino ad arrivare ad un docente universitario di elettronica. Ebbene la politica che la rivista attua negli ultimi anni è proprio quella di accontentare un po' tutti, dal progettino di un lampeggiatore a led in su.
Altra questione: i kit. A mio avviso una grande comodità, principalmente per i c.s. e i contenitori forati e serigrafati. Che poi siano "economici" è tutt'altra questione.
E poi la diatriba dei micro preprogrammati: a volte riconosco la palese volontà di costringerti a comprare tutto il kit.
I c.s. anche più semplici, non sono più disponibili come disegno nell'articolo, com'era una volta. Un altro appunto che mi sento di muovere è una certa verbosità nelle descrizioni, quasi a voler "far pagine". Qualche volta si sono meritoriamente soffermati su approfondimenti teorici, come ad es. il concetto di impedenza, reattanza e i numeri complessi. Ma ciò accade di rado.
Certo la differenza di impostazione dai decenni passati è notevole (io l'ho acquistata fin dal n°1...), ma è pur vero che negli anni '70 e '80 non esisteva Internet, e per farsi un c.s. dovevo arrangiarmi con pennarelli vari e trasferibili, acquistare nei soliti (e pochissimi) negozi di componenti.
In conclusione Nuova Elettronica vive un po' del prestigio che ha aquisito nel tempo, un po' della "comodità" di fornire kit completi e un po' cerca di accontentare tutti con un ventaglio di progetti molto vario.
Piccola e simpatica nota a margine per Emanuele: noto sulla foto di Nuova Elettronica in testa al sito (presumo della tua collezione), una piccola macchia marroncina sotto il titolo della rivista. Penso sia di "pasta salda" caduta durante un montaggio, perchè anch'io usavo tenere la rivista sul banco, e alcune ne mostrano ancora i segni...
Un saluto a tutti.

ritratto di AnonimoOmonimo

Nuova ELETTRONICA

Confermo quanto gia' scritto da molti le critiche verso N.E.
Confermo e aggiungo dicendo che nel 1975-76, quando N.E. era in "partenza" verso l'olimpo editoriale elettronico italiano aveva una percentuale di funzionamento dei propri kits del 50-55 % non di piu'.
Suo nemico era Elektor-Elettronica la cui unica critica era nella copertina per alcuni "facilona" (con pupazzetti e mecchinine fatti da led, resistenze, chip, ecc. seldati fra di loro) ed una traduzione (dal tedesco) un po' grossolana.
Pero' i progetti di Elektor funzionavano tutti, belli e brutti.
Molti di quei progetti sono ancora funzionanti, con la loro bella basetta in vetronite rosso-nera presso miei colleghi e clienti.
Qualche anno dopo (1987) sono andato a fare un provino presso N.E. come tecnico di laboratorio insieme ad altri nove ragazzi e la prova consisteva, dopo averci assegnato un kit dall'ultima rivista uscita, quale fosse l'errore da pubblicare il mese dopo.
Dalla rivista in vendita!
Dovevamo trovare il difetto dalla rivista!
Primo non eravamo ingegneri.
Secondo questo voleva dire che pubblicavano progetti o poco-male collaudati o consci che non avrebbero funzionato al primo colpo (assicurandosi cosi' il "mese dopo"!
In seguito e ben prima del monopolio-microprocessori a programmazione chiusa, hanno iniziato ad usare, anche per kit semplici, integrati o introvabili o molto costosi cosi' da rendere impossibile o quasi il fai-da-te, principio Principe dei suoi lettori, dimostrando cosi' ben poca "sincerita'" verso questi.
E qua' hanno avuto il grande esodo verso quello che era Elektor ma divenuto Progetto era scaduto anch'esso...ma questa e' un'altra storia!

ritratto di alex_i0skk

Quando ero ragazzino Nuova

Quando ero ragazzino Nuova Elettronica fu il primo approccio al settore.. Poi i miei studi mi fecero approfondire il tutto e NE mi ha accompagnato, spesso con begli inserti (ricordo ancora quello sui dissipatori di calore che ho usato sia profesisonalmente, sia poi in sgeuito didatticamente).
Vedere una evoluzione della testata ed a un miglioramento (purché sia reale), non può che fare piacere ed esere costruttivo per tutti gli appassionati del settore, specie oggi quando valide riviste non ne esistono più. Tutto solo computer e elettronica dimenticata, con i patiti messi all'angolo.,...

Per cui speriamo bene e atendiamo con impazienza e fiducia.

ritratto di arkonner

Nuova Elettronica

Seguo da tanti anni Nuova Elettronica, ho acquistato alcuni kit quando potevano essere considerati didattici e/o convenienti, purtroppo da alcuni anni sembra essere cambiato lo spirito della redazione il cui risultato si vedra' se i lettori continueranno a seguirla anche nel futuro.

ritratto di sergio99

nuova elettronica

Anch'io sono d'accordo nel dire che con enorme dispiacere la rivsta di nuova elettronica non è più la rivista che tanti appassionati hanno apprezzato e che purtroppo ripropone sempre la solita musica.

Poco tempo fa gli ho mandato un mail consigliandogli qualcosa di diverso è meglio che non vi dica la risposta.

ritratto di linus

perchè

Sarei interessato a sapere cosa ti hanno risposto, comunque N.E. non è più quella di una volta, ma da parecchio tempo.

Da ragazzo non nè perdevo un numero, aspettavo con ansia quando doveva uscire per paura di perderne un numero perchè andava esaurito, poi via via ha cambiato politica o meglio ha preferito indirizzarsi sulla vendita dei kit rispetto alla diffusione del sapere elettronico.

ritratto di LeonardoRighini

sembra che la maggior parte ....

sembra che la maggior parte di persone che sono su questo forum vivano nella luna oppure dicono le cose che dicono indotte da una rivista concorrente ( forse la verità e questa ) . Io quando leggo un suggerimento da parte di un lettore valuto prima l'idea poi quanto questa idea appassiona la gente . Io sono un bravo critico perché non sono legato alle cose che propongo . E questo mi da la massima obbiettività non sono un radioamatore (secondo i miei studi giovanili sarei un controllore del traffico aereo ) ma capisco i radioamatori . Se il progetto non si fa è perché c'è poca gente che è interessata a questo argomento . Noi lo sappiamo bene perché ci arrivano le email di disdetta all'abbonamento da parte di radioamatori che sono ormai vecchi e ci chiedono di smettere perché sono ciechi o la mano trema o...altri problemi Quando invece presentiamo un progetto open frame come le interfacce usb per mille scopi avete visto qualcuno con una idea originale ? io no . Eppure abbiamo dimostrato che con una unica interfaccia si potevano fare tanti strumenti interessanti . Avevano anche i sorgenti ...Il problema non è la rivista che è cambiata è cambiato il lettore e il mondo attorno a lui , molta gente ha assunto posti di responsabilità e il tempo che prima dedicava alla rivista non c'è più e piano piano ci sia allontana da alcune cose a favore di altre . I padri non hanno instillato la voglia del fare nei figli e quindi abbiamo una generazione di WEBMASTER o una generazione di copiatori . Addirittura non riescono neppure a disegnare un transitor perché ricopiano i nostri disegni . Io sono assolutamente ottimista perché alla fine tornano tutti da noi perché tanto vi abbiamo promesso tanto vi abbiamo dato ...

ritratto di Celsius

lettera aperta a N.E.

@Leonardo Righini
> il pic serve come password ,dentro c'è una parte della poesia del
> "sabato del villaggio" di Giacomo Leopardi . Ci passa solo un segnale
> per abilitare la seriale.

Non mi sembra che la poesia serva per leggere le SIM-CARD e la password (se abilitata) e' contenuta nella SIM.

> E' stato fatto da un collaboratore esterno
> di NE per cui NE come fa di solito compra il pic programmato da lui ,
> come una sorta di percentuale sulle vendite . Ecco la spiegazione
> amico.

La remunerazione si puo' fare anche senza l'uso di PIC, se poi serve il PIC sarebbe consigliabile mettere a disposizione degli utenti almeno il file .Hex, se l'autore non vuole mettere a disposizione il sorgente, ma anche questa riserva mi sembra eccessiva se si tratta di dispositivi elementari. Senza i sorgenti cosa puo' imparare chi acquista la rivista?

> Esattamente la stessa cosa che proporrei a te se mi presenti un
> progetto interessante o credi che il tuo lavoro non valga nulla?

No, ma possiamo accordarci su un prezzo equo. Comunque non credo che pubblichiate molti progetti di tecnici non vostri dipendenti, io ho provato a contattare altre riviste che notoriamente pubblicano progetti di lettori ma ho constatato che il compenso e' irrisorio e le formalita' sovrumane, tali da scoraggiare anche il piu' entusiasta.

> La rivista è una sorta di catalogo e non c'è nulla in questo di
> disonorevole . Rispetto al catalogo ti spiego come funziona il
> progetto e ti accompagno.

Mai detto che sia disonorevole, ma in questo caso il prezzo della rivista deve scendere notevolmente.

> Se invece non sei in buona fede e sei fra
> quelli che non si vogliono impegnare e scopiazziano e rivendono per
> conto loro i progetti proposti da altri, dio ti aiuti se rimarrai da
> solo, come farai a sopravvivere? . Noi riceviamo richieste 2 o 3
> volte alla settimana di mercanti che ci chiedono solo l'elettronica e
> poi la mettono dentro ai loro contenitori e la rivendono col loro
> marchio ..

No, sono proprio il contrario di quanto ipotizzi, io ho una mia pagina di progetti gratuiti ed ho pubblicato numerosi miei progetti in rete su vari siti.
Si sa che ci sono i copiatori, nel mio piccolo e' gia' capitato varie volte anche a me che si copi un mio progetto facendolo passare per proprio, ma questo solo in ambito amatoriale. In ambito professionale credo che esistano gli strumenti per far valere i propri diritti.

ritratto di LeonardoRighini

hai detto la parola magica

Gratuito è la parola magica del web . Il tempo che tu impieghi sul web chi lo paga ? il tempo che io impiego sul web a risponderti lo paga chi ha comprato un kit chi ha fatto un abbonamento chi ha comprato una rivista . Se sei onesto intellettualmente prova a capire chi paga il tuo tempo. Non certo Bonanni anzi lo ammiro perché sfruttando la vostra verve e la mia tira su quei quattro soldi di pubblicità che lo aiuta a campare . La parola giusta quindi non è gratis ma è campare . Sento la tipica verve di chi non è abituato a gestire le persone o aziende ,quelli che sul lavoro degli altri la "fanno facile" anno le risposte a tutte le cose tipico di quelli che operano con i soldi degli altri SENZA RISCHIARE NULLA . Ciao amico , fenomeno del "SI PUÒ FARE" ......

ritratto di surak

Innanzi tutto io non metto in

Innanzi tutto io non metto in dubbio le vostre strategie commerciali,
sicuramente lei saprà meglio di noi lettori come si dirige un'azienda come "Nuova Elettronica".
Sicuramente vorrei pregarla di essere meno arrogante e indisponente nelle risposte che la leggo dare alle persone che tutto sommato, potenzialmente, vi pagano lo stipendio.
Infine dimostrate voi per primi la vostra onestà intellettuale, ad esempio riaprendo il forum, e accettando umilmente anche il pensiero di chi parla male di voi!!!

Un affezionato lettore, nonstante tutto!!!

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 7 utenti e 45 visitatori collegati.

Ultimi Commenti