Home
Accesso / Registrazione
 di 

Nuova vita ai nostri mattoncini 2/2

batterrie Nuova vita ai nostri mattoncini

Riferendoci allo schema di base illustrato in fig. 2, iniziamo col dire che il 7805 oltre a ridurre la tensione in ingresso a 5 V, con una tollerenza di ± 0,2 V, fornisce una corrente massima di 1A; necessita di una tensione minima d’ingresso pari a 7,5 V ed ha una caduta di tensione fra i terminali IN ed OUT di 2 V (Vdropout). Collegando una resistenza R ai capi del terminale OUT ed il terminale GND del dispositivo, questa sarà attraversata da una tensione pari alla tensione di uscita del dispositivo V0 (5V ± 0,2V) e da un corrente costante, proporzionale ovviamente al valore della resistenza stessa.

Semplicisticamente, da ciò ne deriva che facilmente sarà possibile, variando il valore di questa resistenza R, variare il valore della corrente prelevabile ad un capo della resistenza. Vediamo quindi come calcolare il valore della resistenza R, in base alle nostre necessità. Innanzitutto, dovremmo decidere quanti elementi caricare contemporaneamente per capire che tensione applicare all’ingresso del dispositivo che andremo a realizzare; il pacco batterie da me rigenerato, ad esempio, conteneva 6 elementi per una tensione finale di 7,2V.

Considerando i parametri visti poc’anzi del 7805 (fig. 3), sapremo che in ingresso dovremo considerare una tensione pari alla tensione relativa gli elementi da caricare – nel mio caso 7,2V – sommata alla tensione nominale massima di uscita, pari a 5,2V, ed alla tensione di “dropout”, pari a 2V. Da ciò otterremo, esemplificando sempre il mio caso, una tensione minima pari a 14,4V.

7805_datasheet

A questo punto, riguardando lo schema di fig. 2 nonché il Data Sheet del 7805, assumiamo che la resistenza R è attraversata da una corrente I che non è altro che la differenza tra la corrente I0 che ci occorrerà per caricare il nostro nuovo pacco batterie, e la corrente Iq o di quiescenza del componente stesso, nonché sottoposta alla tensione massima in grado di erogare dall’integrato (V0); applicando quindi la legge di Ohm si avrà che

R = Vo / Io - Iq

da cui, andando a sostituire i valori numerici dell’esempio finora riportato,

R = Vo / Io - Iq = 5 / 0,210A - 0,008A = 25,74ohm

Ottenuto il valore della resistenza R, sarà facile ricavare il valore della potenza massima Pmax dissipata dalla stessa, che sarà pari a Non rimane adesso che verificare se l’integrato necessiterà di dissipatore o meno durante il suo funzionamento.

Pmax = Vo(Io - Iq) = 5,2V (0,210A - 0,008A) = 1,05W

Per fare ciò, basandoci sui dati finora calcolati ed i parametri che prenderemo dal Data Sheet (fig.3) andremo a calcolarci innanzitutto la potenza massima che deve dissipare l’integrato.

Pi max = (Vinput - Vo min - Vbatt)Imax

dove Vinput è la tensione che si fornirà in ingresso del circuito, V0(Min) è la tensione minima che l’integrato ha alla sua uscita, Vbatt è la tensione della batteria – scarica – che si dovrà ricaricare ed IMax è la corrente massima che dovrà erogare il circuito. Per cui, sempre esemplificando con i valori che si sono adoperati fino ad adesso ed ipotizzando un caso limite dove la tensione del pacco batterie scarico sia pari a 1V.

Pi max = (14,4V - 4,8V - 1V)0,210A = 1,806W

Con il valore della potenza dissipata dall’integrato, si calcolerà poi il massimo valore della resistenza termica giunzione ambiente RΦja(Max) Essendo questo valore inferiore alla resistenza termica RΦja indicata nel data sheet, pari a 50° C/ W, sarà opportuno l’inserimento di un piccolo dissipatore che allontanerà il pericolo di surriscaldamento dell’integrato, con il suo conseguente danneggiamento. Per la tensione d’ingresso i parametri li abbiamo tutti, per cui, si potrà ricorrere ad un piccolo trasformatore ed un ponte di diodi, oppure ancor più semplicemente utilizzare l’alimentatore variabile che con ogni probabilità abbiamo nel nostro shack. Dopo tutto questo lavoro teorico, mano al saldatore! Non resta che assemblare il circuitino e caricare i pacchi batterie rigenerati.

radiokit elettronica

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 41 visitatori collegati.

Ultimi Commenti