Nuovo metodo per la stima dei costi di progetti di piccoli impianti idroelettrici

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Nei paesi in via di sviluppo come l’India, i piccoli progetti per la creazione di sistemi idroelettrici (SHP) rappresentano una potenziale fonte di energia e di sviluppo di grandi dimensioni ma in gran parte non viene sfruttato nel modo migliore, in primo luogo perché il costo di costruzione dei siti è alto, in quanto è stato pensato per una quantità di chilowatt di energia prodotta più alta rispetto al costo degli impianti di grandi dimensioni.

Per scoprire se questi impianti sono vantaggiosi oppure no, Sunil Singal, Senior Scientific Officer presso l’Indian Institute of Technology di Roorkee, in India, ha sviluppato un metodo, descritto nella American Institute of Physics Journal of Renewable Energies, per valutare l’installazione e i costi di gestione di piccole centrali idroelettriche progettati per l’energia, noti come regimi di punta della diga SHP.

In un impianto idroelettrico basato su una diga, la suddetta diga è costruita per immagazzinare l’acqua stagionale per la produzione di energia. Alcune dighe, tuttavia, esistono già per altri fini, come la mitigazione delle alluvioni, l’irrigazione e la produzione di acqua potabile.

Le dighe non sono costruite per la produzione di energia, ma quando l’acqua scorre in punti della diga posti sotto pressione, a causa della differenza del livello dell’acqua a monte e a valle della diga, vi è la possibilità di sfruttare la potenza dell’acqua per produrre energia. L’analisi di questi progetti suggerisce che essi sono effettivamente finanziariamente sostenibili. La metodologia può essere utilizzata dagli sviluppatori per il piano di investimenti in tali sistemi. (da Physorg

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