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Paraset WW2. Un'altra realizzazione di questo classico dello spionaggio 2/3

Paraset WW2

Costruzione

L’apparato è contenuto in una valigetta metallica di 14x23x7 cm con coperchio incernierato profondo 6 cm in modo che possa contenere anche le valvole, che sfilate dagli zoccoli, venivano fissate a molle semicilindriche: si toglievano le valvole e il quarzo, si chiudeva la cassetta e si scappava … Ho fatto questa realizzazione anche perché disponevo già di una valigetta in lamierino di ferro con coperchio incernierato che ha proprio le giuste dimensioni, quando si dice la fortuna … Vediamo lo schema che oltre tutto è molto semplice, tutti i componenti, zoccoli, capacità variabili, bobine, insomma l’intero Paraset è fissato e montato su un pannello di alluminio, nel mio caso spesso 2,5mm quindi robusto e stabile in senso meccanico e quindi anche elettrico. Chi vuole andare sul sicuro per l’eventuale costruzione può contattare ON5LJ, oppure anche ON9CFJ che, oltre a detenere un Paraset originale, può fornire le misure esatte della parte meccanica oltre che lo schema originale. Occorrerà costruirsi sia la bobina di trasmissione che quella di ricezione. Inoltre io non ho trovato un tasto di manipolazione che fosse adatto e della giusta misura così ne ho costruito uno con adatte dimensioni: è uno scatolato in vetronite ramata e saldata al cui interno ho infilato una paletta con cerniera centrale che porta il contatto, una parte posteriore con molla di contrasto e, dalla parte opposta della paletta, un perno dove è fissata la manopolina di operazione che poi sporge oltre il pannello.

Le capacità variabili in aria, due per la parte trasmettitore e una per il ricevitore, sono recuperabili da un Tuner appartenuto al BC 610, Tuning Unit. Se ne trovano ancora molti sia nelle fiere amatoriali, chiedete di Ercole che ne aveva un TIR, oppure sul catalogo ESCO. Sempre da questo Tuner potete recuperare le manopole ammesso che non ne abbiate già di simili nella vostra Junk Box. Ebbene ora con zoccoli, capacità variabili, il tastino (che se non avete potete replicare guardando le foto), portaquarzo e due boccole o simili per ANT e GND e qualche altro elemento che rileverete dallo schema, ebbene dicevo ora potete cominciare a … fare dei buchi e effettuare il montaggio meccanico. Va posta attenzione alla posizione degli zoccoli e occorre fare in modo che i percorsi specie delle griglie pilota siano diretti, brevi insomma.

In ogni modo ci si può orientare bene osservando i vari particolari che sono qui esposti nelle varie foto, Delle bobine fornisco i dati che riguardano il mio Paraset ottenuti da vecchie pubblicazioni e poi verificato il corretto funzionamento; anche nel sito succitato, alla seconda parte, ci sono dati per bobine. Alcune realizzazioni utilizzano come supporto per le bobine dei tubi di cartone bakelizzato mentre io, avendoli, ho usato supporti ceramici che oltre ad essere di effetto … sono anche igroscopici e se tra qualche decennio si dovesse rimettere in funzione il Paraset ebbene queste sarebbero ancora lì in perfetta efficienza, chi sa mai un archeologo elettronico"

Schema elettrico e particolarità

Cominciamo a vedere la parte trasmittente: si tratta di una valvola di potenza usata un po’ dappertutto anche se in origine è nata come stadio finale audio nelle radio “casalinghe”. Sulla griglia controllo è collegato il quarzo mentre sulla placca è disposto il circuito di accordo, e accoppiato a questo il circuito di uscita adattante all’antenna; dal lato della bobina di placca ci sono due spire che sono collegate ad una lampadina. Alla giusta regolazione della capacità di placca si avrà la massima illuminazione delle lampadina; ugualmente dal lato bobina di uscita ci sono due spire e una lampadina, che si illuminerà al massimo in condizioni di miglior trasferimento verso l’antenna. Sembra un sistema alquanto empirico, specie ai giorni nostri, ma posso confermare che le regolazioni di accordo e di antenna sono al meglio proprio quando le due lampadine sono al massimo valore luminoso ottenibile. La reazione necessaria all’innesco delle oscillazioni del quarzo è ottenuta tramite un “gimmick”, che sono poi due fili attorcigliati a formare una piccola capacità, posto tra griglia e placca della 6V6GT. Misurata questa capacità risulta essere circa 3-5 pF. Non è necessario altro e al premere del tasto il quarzo oscilla immediatamente indipendentemente dalle regolazioni del circuito anodico.

La manipolazione avviene molto semplicemente chiudendo a massa il catodo della 6V6GT che ha in serie un resistore da 220 ohm. Vediamo ora la parte ricevente composta da due valvole 6SK7GT, pentodi molto diffusi. La rivelazione e la sintonia sono affidati ad una valvola posta in reazione; la regolazione della reazione si effettua dosando la tensione di griglia schermo con un potenziometro e la massima sensibilità è con la regolazione proprio al limite dell’innesco. Se si avanza la tensione, oltre ad innescare la reazione, si ha un effetto di rivelazione dei segnali in CW che altrimenti non sono decodificati. Il segnale sintonizzato e rivelato va ancora amplificato ed a questo provvede un’altra valvola di eguale tipo con uscita adatta per cuffie di 2000 ohm. Le regolazioni del ricevitore sono dunque la sintonia e la reazione, non ci sono altri comandi.

radiokit elettronica

 

 

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