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Paraset WW2. Un'altra realizzazione di questo classico dello spionaggio 3/3

Paraset WW2

Qualche problema potrebbe porlo la reperibilità dell’impedenza da 36mH posta alla placca delle valvola amplificatrice audio ma devo rassicuravi: non è un valore critico e, se disponete di un misuratore di induttanza, scoprirete che ci sono dei trasformatori 220/6-12Volt di piccola dimensione che hanno valori di induttanza primaria adeguati a questo circuito. Ebbene il circuito è tutto qui, non ci sono particolarità di rilievo da raccontare; certo per costruire il Paraset occorre una certa manualità, un saper fare cose antiche direi, ma credo che chi vorrà replicare questa costruzione abbia, spero, qualche anno di auto-costruzioni alle spalle; so che alcuni cultori delQRPhanno preso in simpatia questa “scatola” nera, ma qui si tratta di radioamatori navigati ai quali non c’è bisogno di spiegare molto. Non ho ancora accennato alla alimentazione di questo apparato: l’originale aveva in dotazione un alimentatore con trasformatore e vibratore e l’alimentazione avveniva tramite una batteria a 6V. Essendo questi vibratori ormai introvabili tutti i Paraset riprodotti si alimentano dalla rete elettrica.

paraset_trasmissione

Servono comunque una tensione di 6,3 V per i filamenti consumo di 1,2A; e poi una tensione continua di circa 280-300 V utilizzata sia dalla valvola di trasmissione e sia, dopo adeguata caduta tramite resistori, dalle valvole di ricezione.

Riporto qui uno schema base per l’alimentatore mentre io uso un alimentatore simile già presente nel “laboratorio” per alimentare sia progetti valvolari che come supporto alla riparazione di radio antiche. Operazioni e funzionamento Se tutto è in ordine di funzionamento, spero che abbiate fatto un accurato check-in, non resta che connettere alimentazione, cuffia e un generatore di RF: già ci vuole un generatore per scrivere la tabella della scala di ricezione che è graduata da 0 a 100. Dalle foto si vede questa tabella attaccata al fondo del coperchio: senza di essa non si sa dove si è sintonizzati e diventa difficile selezionare la frequenza da sintonizzare. Dunque adesso abbiamo proprio tutto e non restano che le prove pratiche. Ci vuole un’antenna che sarà il vostro dipolo 40 – 80 o altra antenna operativa su queste frequenze, infatti il Paraset può operare da 3 a 8 MHz ma il nostro permesso ci impone le bande 7MHz oppure 3,5MHz.

Occorre anche un quarzo (almeno uno ma meglio se si dispone di altri in alternativa); deve essere in fondamentale nelle gamme amatoriali di 7MHz e di 3,5 MHz e nelle frequenze del CW meglio se nelle ”fettine” usate per operazioni QRP. Intanto si verifica la ricezione regolando con minimi spostamenti il livello della reazione, qui è questione di esperienza che tutti possono fare semplicemente … provandoci. Poi si passa alla trasmissione: si inserisce il quarzo, si abbassa il tastino e lo si tiene giù per il tempo necessario agli accordi; si regola prima la capacità Cv2 per la massima illuminazione delle lampadina Lx1, quella connessa alle due spire dal lato bobina di placca; poi si regola la capacità Cv3 per la massima illuminazione della lampadina Lx2, quella che corrisponde alle due spire dal lato bobina di uscita. Si ricontrolla un paio di volte le regolazioni di Cv2 e Cv3 e si inizia a trasmettere; è tutto qui.

Ovviamente solo la ricezione è regolabile mentre la trasmissione è fissata dal quarzo; con un minimo di pazienza e una antenna mediamente efficiente i collegamenti verranno.

Finale e commenti

Questa realizzazione ha come motivo principale il disporre di un apparato storico e in un certo modo prestigioso; non sicuramente quello di costruire un apparato utilizzabile con profitto nelle radio comunicazioni amatoriali, altri apparati possono fare meglio. Al proposito vorrei dire che la parte trasmittente tutto sommato ne esce bene, la nota è leggermente chirpy ma comunque ben copiabile: si sentono stazioniCW con nominativi russo-asiatici che benché potenti sono ben più tremolanti di questo quindi …

Un certo demerito va assegnato al ricevitore che ha una regolazione della reazione perlomeno critica, la sintonizzazione di segnali CW non è per nulla agevole, occorre fare alcuni tentativi in successione al fine di “catturare” il segnale voluto e comunque mai in modo decente. A questo proposito rammento bene che un ricevitore a due valvole pubblicato da RadioKit nel maggio 1987 otteneva risultati molto migliori e permetteva di sintonizzare agevolmente i segnali CW.

Stessi problemi hanno incontrato altri realizzatori della Paraset, per questo ritengo che i segnali trasmessi dall’Inghilterra fossero in modo A2 e non in A1. Sia come sia lo scopo era quello di ricostruire, riprodurre un oggetto storico pertanto oltre al rispetto delle misure anche lo schema è stato ripetuto fedelmente e non modificato. Ora il Paraset è nella vetrina delle cose speciali assieme ad altri oggetti e apparati che segnarono in qualche modo i tempi evolutivi della scienza radiotecnica. Se contagiati anche voi da questo virus fatevi presenti nel sito di ik0moz, credo che saremo numerosi.

radiokit elettronica

 

 

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