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Parliamo di microfoni - 2

Parliamo di microfoni

Anche i dispositivi a pressione possono essere resi unidirezionali, tuttavia gli accorgimenti che si rendono necessari allo scopo li trasformano in elementi sensibili più alla velocità che alla pressione: insomma, di lì non si scappa. Il metodo più comune per classificare i microfoni è suddividerli in base alla loro caratteristiche di direzionalità, ovvero alla sensibilità in relazione alla direzione di provenienza del suono (vedere fig. 2).

DIRETTIVO O OMNIDIREZIONALE?

I microfoni omnidirezionali non hanno alcuna preferenza circa la direzione di arrivo del suono e lo riproducono più o meno costantemente da qualsiasi parte esso arrivi (figura 4); invece quelli unidirezionali privilegiano le onde acustiche provenienti da una sola direzione, ovvero quella davanti alla loro membrana: riproducono anche quelli che arrivano dalle altre direzioni, tuttavia con intensità decisamente minore (curva di fig. 6).

Per comprendere in generale il concetto di direzionalità ricordate sempre che il funzionamento di un microfono viene definito dalla sua sensibilità, ovvero da un “Diagramma Polare di Sensibilità”, che viene tracciato esponendo esso stesso ad un segnale acustico proveniente da tutte le direzioni, ovvero spostato entro un arco di 360°, e rilevando l’ampiezza della tensione elettrica ai suoi capi caso per caso. Va inoltre considerato che la caratteristica di direzionalità di un microfono è subordinata alla frequenza, ovvero alla lunghezza delle onde acustiche: pertanto un dispositivo omnidirezionale è tale soltanto alle basse frequenze, mentre a quelle alte, per le quali la lunghezza d’onda diviene paragonabile con le dimensioni fisiche della membrana, diviene progressivamente direzionale.

Oltre al tipo unidirezionale, abbiamo il microfono Bidirezionale, cosiddetto perché ha la stessa sensibilità sia davanti che dietro alla membrana: si tratta in sostanza di un dispositivo sensibile alla velocità e la cui curva di risposta (fig. 5) nel diagramma polare è simile ad un otto, il che significa che è molto ricettivo frontalmente e posteriormente, mentre appare “sordo” lateralmente. Il bidirezionale è il punto di partenza per la realizzazione dei vari tipi di microfono unidirezionale: la membrana di quelli sensibili alla velocità è solitamente tesa tra due anelli ed esposta quindi alle onde sonore da entrambe le superfici.

Facendo in modo che il suono arrivi alla parte posteriore con un certo ritardo rispetto a quella anteriore, si può realizzare la condizione in cui il microfono diviene sensibile soltanto in una direzione, ovvero sull’asse perpendicolare alla membrana. Nella pratica ciò si ottiene facendo percorrere all’aria un tragitto più lungo e comunque facendola riflettere in un certo modo rispetto a quella che giunge direttamente sulla parte frontale: in tal modo si riesce ad ottenere la giusta relazione di fase solo quando le onde acustiche provengono dal davanti (fig. 10).

Il sistema è tale che il suono proveniente da direzioni diverse dall’asse determina una discordanza di fase tale per cui si verifica una parziale cancellazione del suono proveniente dalle altre direzioni: in particolare, un dispositivo unidirezionale deve essere fatto in modo che il suono proveniente da una sorgente acustica posta dietro ad esso giunga in fase su entrambe le superfici della membrana, annullandone di fatto la vibrazione.

 

 

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