PCB Tecniche di montaggio 2/2

pcb circuiti stampati tecniche di montaggio

PCB – tecniche di montaggio, la seconda parte. Dopo un preventivo riscaldamento di circa 10 minuti, il nostro “ferro” sarà alla temperatura giusta per iniziare.

Ora si salda

Per verificarlo appoggiamolo con una leggera pressione sulla spugnetta inumidita d’acqua. Subito vedremo del vapore indicante una buona temperatura della punta. Appoggiamo ora alla punta il filo di stagno: deve crearsi una goccia lucente e mobilissima, rapida a cadere al primo movimento. Prendete ora il circuito e appoggiatelo sul piano con le piste verso di voi. APPOGGIATE LA PUNTA AL PCB IL PIÙ POSSIBILE VICINO AL TERMINALE DA SALDARE. Deponete il filo di stagno tra la punta e il terminale spingendolo con una leggera pressione. Lo stagno si scioglierà velocemente, creando un “laghetto“ che avvolgerà PCB e terminale.

Come noterete si alzerà un filo di fumo che indica che il disossidante contenuto all’interno del filo sta facendo il suo lavoro. NON SOLLEVATE LA PUNTA ORA, ma lasciatela in questa posizione per circa 5 secondi. Ora sollevate la punta EVITANDO MOVIMENTI BRUSCHI ALLO STAMPATO. Infatti lo stagno ha bisogno di alcuni secondi per solidificare completamente, e se mosso potrebbe spostarsi perdendo il contatto o magari invadendo piste vicine. Lo stagno che dovreste aver consumato per questa prima saldatura si aggira sui 5mm .

tecniche montaggio piega_terminali

E’ inutile eccedere con lo stagno, ne basta appena quello che serve a circondare il terminale. Con un tronchesino rasate a filo i 2 terminali. (Non lo avete? Potrete usare un tagliaunghie portatile, di quelli che si ripiegano su se stessi. Sono in acciaio molto resistente e tagliano altrettanto bene). Ripetete lo stesso procedimento. Al terzo componente pulite la punta strofinandola sullo spugnetta bagnata. Tenete questa regola empirica: ogni 3 componenti una pulita alla punta.

Se il PCB ha la tendenza a viaggiare sul tavolo, oppure avete le mani non proprio ferme (come il sottoscritto), pinzate con le mollette di legno il circuito stampato, in modo che risulti ancorato durante le operazioni di saldatura. Le mollette devono essere di legno perché, oltre a pesare di più di quelle in plastica, non si sciolgono se le toccate con la punta, sporcandola e diffondendo cattivo odore. Se avete lo schema a lato (si spera!) segnate con una matita ogni componente saldato, in modo di non incorrere in dubbi.

Quando il PCB è completo di tutti i componenti previsti, passate a saldare e raggruppare i fili di alimentazione che avrete precedentemente pre stagnato e portati alle misure ideali. Ora immergete il pennello nel solvente e date una passata energica al LATO RAME. Questo permette la rimozione del flussante non consumato e di eventuali ossidi e polveri che, se non eliminati, oltre a causare un’estetica pessima potrebbero compromettere il funzionamento. Asciugate con un deciso soffio d’aria: se non avete il compressore, mano alla pompa della bicicletta!

Alcune astuzie

Non gettate tutti i terminali dei componenti che rasate dopo aver saldato. Possono essere vantaggiosamente utilizzati per vari scopi. Ad esempio potrete usarli per riparare delle piste di circuito stampato che si sono interrotte. Basta accorciarle quanto basta per unire le 2 parti e “puntarle” con una goccia di stagno su ambo i lati. Oppure potrete impiegarle per riportare la massa dal lato inferiore a quello superiore di un “doppia faccia”, cosa abbastanza frequente in circuiti che lavorano in RF.

Basterà che diate una piega ai due lati del reoforo dopo averlo inserito nel foro passante e poi procediate a saldare le due estremità rimuovendo gli eccessi. Le graffette “clips” per fogli possono essere usate per tenere insieme 2 componenti mentre vengono saldati tra loro. Oppure, saldandovi un filo flessibile, come economici morsetti volanti per alimentare circuiti in prova. I componenti sensibili al calore, come diodi rivelatori al germanio o zener, possono essere protetti durante la saldatura se prima avrete la cura di creare una “spirale” sui terminali avvolgendoli una volta intorno alla coda di una punta da trapano M3.

Attenzione: questa procedura può non risultare idonea per circuiti che lavorano in VHF/UHF, in quanto potrebbe comportarsi come una mini bobina. Se dovete dissaldare un integrato guasto, per prima cosa tranciate tutti i piedini in modo da rimuovere il corpo. Poi capovolgete lo stampato e fate un’abbondante saldatura sulle piste dove si trovano i pin (in modo di poter meglio trasmettere il calore della punta). Ora appoggiando il saldatore dal lato rame, con una pinzetta da manicure sfilate i piedini uno a uno. Se rimane dello stagno nel foro inserite scaldando la piazzola un filo di rame smaltato dall’altro lato e muovetelo avanti e indietro sino a liberare il foro.

I circuiti stampati collaudati possono essere protetti dall’ossidazione del rame sia spruzzandoli con vernice trasparente alla nitro, sia in caso non vi sia disponibilità di questa, con normale lacca da capelli. In ambedue i casi il circuito dovrà essere stato collaudato e tarato, nonché il rame pulito come sopra indicato. La lacca per capelli tende a rimanere appiccicosa se spruzzata in eccesso, per cui non eccedete nell’applicazione. Evitate di usare la protezione tramite verniciatura sui circuiti R. F. Per questi ultimi è possibile l’argentatura delle piste, che oltre a proteggerle è particolarmente indicata alle alte frequenze. Potete comprare nei negozi che vendono articoli per argenteria l’apposita pasta per argentare che, spalmata con cura con un batuffolo d’ovatta, si trasferirà sul rame proteggendolo con uno strato d’argento inalterabile.

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