A Pechino si guarda al problema del carbone liquido

Energie verdi

Data una naturale carenza di oli nazionali e un crescente fabbisogno da parte del mercato automobilistico che è ora il più grande del mondo, la Cina ha iniziato un programma su vasta scala per trasformare le sue abbondanti risorse di carbone in carburanti per motore. E ‘già stata ideata nella Mongolia Interna, una struttura per la liquefazione del carbone che ha raggiunto la sua piena capacità lo scorso anno e può ora pompare un milione di litri di carburante diesel al giorno.

L’impianto ha reso la Cina il secondo paese al mondo, dopo il Sud Africa, in cui la conversione del carbone ha avuto successo sul piano commerciale. Creato da una ditta di produzione di carbone, la Shenhua Group, l’impianto utilizza il calore e l’idrogeno generato per gassificazione e una piccola quantità di carbone per preparare un impasto umido che si trasforma poi in combustibile diesel. Il processo ha un senso economico, ma infligge un danno ambientale doppio. Fare il combustibile produce una notevole quantità di anidride carbonica, anche prima che lo stesso carburante sia bruciato. Utilizza anche enormi quantità di un altro bene scarso per la Cina: l’acqua.

Nonostante questi aspetti negativi, la Cina continuerà a perseguire questa tecnologia perché non sembra esserci alcuna soluzione migliore per soddisfare questa esigenza energetica. Infatti, Shenhua Group prevede di quintuplicare la sua capacità di produzione entro il 2013. E la società citata non è l’unico attore in questione.

Altre società cinesi stanno trasformando il carbone in sintesi catalitica di metanolo e carbone gassificato, in una varietà di prodotti chimici. Dal 2007, i rivenditori di carburante cinesi hanno prodotto un miliardo di galloni o più di benzina. Per cercare di attenuare le emissioni nocive, Shenhua ha avviato un piccolo progetto di sequestro del carbonio che prevede di iniettare 100.000 tonnellate di anidride carbonica in un impianto di cattura entro la fine di quest’anno. Il suo vasto impianto è potenzialmente in grado di catturare 2,9 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno – circa i quattro quinti delle emissioni dell’impianto. (da Technology Review

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