Home
Accesso / Registrazione
 di 

Pic-Plot. Catturiamo le immagini dei display dei nostri strumenti 2/3

Pic-Plot. Catturiamo le immagini dei display dei nostri strumenti

Il funzionamento delle 3 linee di Handshake è ottenuto mediante le tre linee DAV, NRFD, NDAC. Il DAV (DAta Valid) è usato per indicare l’istante in cui il byte presente sul bus è e pronto per essere letto: se si tratta di un comando il controllo del DAV tocca al System Controller, viceversa tocca al Talker se si tratta di un dato.

Le altre due linee di handshake (NRFD e NDAC) sono pilotate da tutti i dispositivi sul bus se c’è in corso un invio di comando (ATN=T), mentre quando c’è in corso un invio di dato (ATN=F) è solo il dispositivo attivo come Listener a comandarle. NRFD (Not Ready For Data) è messo TRUE dal dispositivo non ancora pronto a ricevere il prossimo byte (sia esso di comandi o dati), mentre NDAC (Not Data ACcepted) si troverà a FALSE solo quando tutti i dispositivi coinvolti hanno letto e accettato il byte presente sul bus.

Il diagramma temporale di questi eventi è riportato in figura 1. A completamento della descrizione del protocollo GPIB, va aggiunto che vi sono classi di strumenti che, potendo anche assumere i l ruolo di System Controller, gestiscono da soli il bus in sistemi con una configurazione minima: è il caso per esempio di certi Network Analyzer che estendono la loro funzionalità controllando via GPIB un Sweep Generator, un Power Meter, una unità disco esterna e un plotter o una stampante. Una ulteriore classe di strumenti (molti oscilloscopi, ad esempio) non ha funzionalità di System Controller, ma comportandosi da “TalkerOnly” è in grado di riprodurre la schermata su un plotter o una stampante direttamente collegati sulla porta GPIB (point-to point): ciò a patto che il plotter o la stampante supporti la modalità “Listener-Only”, ovvero all’accensione si predisponga in Listen senza bisogno di essere appositamente indirizzato. Il PIC-PLOT mira all’uso in queste due tipologie di sistemi in cui non vi è un PC col ruolo di System Controller.

pannelli_anteriore_prototipo_uscita_usb

Descrizione dell’Hardware: si è deciso di sviluppare un hardware basato su un microcontrollore su cui gira un apposito firmware da noi scritto. Abbiamo scelto un micro della famiglia 16F della Microchip, con UART integrata, e per il numero di I/O necessari la scelta si è indirizzata sul 16F876 che ci ha consentito il controllo delle le linee del bus GPIB necessarie al PIC-PLOT più 3 LED ed un pulsante. Sullo schema in figura 2 c’è poco da commentare, dato che lo scopo è di elaborare segnali digitali ed il micro fa tutto da solo (ovviamente grazie al firmware che è il vero contenuto del progetto). Questa interfaccia, fa credere all’analizzatore di spettro (o qualsiasi altro strumento) di essere collegato ad un plotter GPIB, trasferendo i comandi HP-GL su una porta seriale (RS232) o USB (se ci si equipaggia di un adattatore USBRS232).

terna_panelli_anteriore_prototipo_uscita_usb

Le 8 linee DIO1~8 sono connesse al PortB del micro, che viene configurato dal firmware come ingresso o uscita in accordo al ruolo, rispettivamente, di Listener o Talker. Altri 4 I/O che devono funzionare bidirezionalmente fanno capo alle linee NRFD, NDAC, EOI e DAV, ed imitano la funzionalità open-collector semplicemente ponendo un diodo in serie. Un pulsante agisce in parallelo alla linea IFC per resettare il nostro micro, ed un altro pulsante agisce su un I/O per entrare nella modalità Setup in cui si possono impostare nella EEPROM del micro alcuni parametri fra cui gli indirizzi GPIB (dettagli più avanti). Tre I/O comandano direttamente i LED che indicano se l’interfaccia è in modalità Listen, Talk, o in Setup. Input e Output della UART, integrata nel micro, sono traslati di livello ed invertiti con un semplice circuitino con tre transistor per avere la compatibilità con la portaCOMdel PC. Per chi non ha la porta seriale sul proprio PC (molti notebook, ormai), ci sono in commercio dei piccoli ed economici adattatori che convertono da USB a COM seriale.

In uno dei nostri prototipi, realizzato su basetta mille fori, questo adattatore è stato incluso all’interno del contenitore, e da esso è stata tirata fuori la tensione a 5V della USB per alimentare la nostra interfaccia eliminando così la necessità dell’alimentatore o della batteria (fig.3). In tal caso è stato bypassato il regolatore a 5V che altrimenti va usato. Il consumo dell’interfaccia è inferiore ai 20mA. In figura 4 il prototipo realizzato su PCB che prevede l’uscita dei dati sulla RS232. Considerato l’esiguo numero di componenti non è necessario realizzare un PCB, si può infatti, adoperare tranquillamente anche una basetta mille fori.

radiokit elettronica

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 2 utenti e 52 visitatori collegati.

Utenti online

Ultimi Commenti