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Preamplificatore stereo hi-fi 2/4

Preamplificatore stereo hi-fi

Preamplificatore stereo hi-fi è adatto a qualunque finale di potenza allo stato solido. Il preamplificatore stereo ha un'alimentazione on-board.

Il commutatore S1 permette di scegliere quale segnale, tra quelli applicati agli ingressi, va inviato al preamplificatore; dovendo commutare segnali stereo, S1 è composto da due sezioni, che nello schema vengono siglate S1a (per il canale sinistro) ed S1b (per il canale destro). Notate che i cursori delle due sezioni di S1 non vanno direttamente al preamplificatore ma agli estremi del deviatore bipolare S4; quest’ultimo serve per selezionare il registratore ed ha lo scopo di evitare il feed-back in registrazione.

preamplificatore_stereo_caratteristiche_tecniche

Sappiamo che per poter registrare i segnali di apparecchi collegati ad un generico amplificatore hi-fi occorre che quest’ultimo abbia un’apposita uscita; l’uscita in questione preleva il segnale da quello selezionato dal cursore del commutatore che seleziona gli ingressi. Se il commutatore può selezionare anche il segnale di uscita del registratore, può accadere inavvertitamente di avviare la registrazione quando il suo cursore si trova a selezionare l’ingresso TAPE; in tal caso, poiché in registrazione tutte le piastre a cassette mandano in uscita il segnale che si apprestano a registrare o quello prelevato dalla seconda testina di lettura (funzione monitor), il segnale selezionato rientra nel registratore, causando un forte fischio. Già, perché si crea un anello chiuso che porta il registratore ad amplificare più volte il proprio segnale di uscita, creando un effetto paragonabile al larsen dei microfoni.

preamplificatore_controllo_toni_stadio_uscita

Il particolare collegamento di S4 fa sì che all’uscita per il registratore (TAPE IN, il cui segnale è ricavato dai partitori R5-R6 ed R7-R8) possano andare solo i segnali degli ingressi AUX, CD o giradischi (PHONO).

Al preamplificatore stereo possono andare invece tutti i segnali di ingresso, compreso ovviamente quello del registratore (che arriva ai punti TAPE OUT). Quindi portando i cursori di S4 verso i punti TAPE si ascolta il segnale di uscita della piastra, mentre portandolo su MON si può ascoltare il segnale che si è selezionato mediante S1. Il deviatore 95 73 S4 permette inoltre l’uso della funzione Monitor della piastra in fase di registrazione di una cassetta: infatti in registrazione si può scegliere se ascoltare il segnale che viene mandato all’uscita TAPE IN (S4 in posizione MON, cioè Monitor) o quello che la piastra ha effettivamente ricevuto (S4 su TAPE), funzione quest’ultima molto utile per valutare il livello e la qualità del segnale che stiamo registrando.

I segnali che giungono alle due sezioni (sinistra e destra) del preamplificatore stereo hi-fi si prelevano dai cursori dell’S4 ed entrano negli stadi preliminari: T1 per il canale sinistro e T2 per il destro. Questi due transistor operano l’amplificazione in tensione dei segnali della stereofonia, avendo entrambi un guadagno di circa 5 volte; i due stadi amplificatori vedono i transistor (entrambi NPN a basso rumore di tipo 2N2484) impiegati nella tradizionale configurazione ad emettitore comune, con polarizzazione di base a partitore e resistenza di retroazione sull’emettitore.

IL CONTROLLO TONI

I segnali amplificati da T1 e T2 vengono prelevati dai loro collettori e portati, mediante i condensatori di disaccoppiamento C29 e C37, agli ingressi della rete di correzione della tonalità, ovvero al controllo dei toni. Quest’ultimo è realizzato tutto con componenti discreti ma la sua struttura resta quella dell’amplificatore invertente con retroazione parallelo-parallelo, ovvero quella che si vede normalmente realizzata con gli operazionali.

E in un certo senso anche nel nostro circuito abbiamo due operazionali, solo che per ottenere una certa qualità del suono abbiamo rinunciato ai classici integrati ed abbiamo impiegato dei transistor: guardate bene il circuito, e se avete “l’occhio dell’elettronico” non potete non notare che T5, T6, T7 e T8, e T9, T10, T11 e T12 compongono dei semplici amplificatori operazionali, semplici ma efficaci.Per il primo l’ingresso invertente, a cui fanno capo i due semiponti di Baxendall, è la base del T6, mentre per il secondo è la base del T10; l’ingresso non invertente di entrambi gli operazionali è connesso a massa: infatti la base di T5 va a massa mediante la resistenza (di polarizzazione) R49 ed il condensatore (di filtro) C35, mentre quella di T9 viene chiusa a massa mediante R59 e C43 (per i quali valgono le medesime considerazioni fatte poc’anzi per R49 e C35).

I due ponti di Baxendall sono tali e quali quelli di un analogo controllo di toni ad operazionali: per il canale sinistro R35a controlla l’amplificazione o l’attenuazione dei toni alti, mentre R39a controlla i toni bassi; per il canale destro R35b controlla ovviamente i toni alti mentre R39b si occupa dell’attenuazione o esaltazione dei bassi. Più precisamente, portando i cursori dei rispettivi potenziometri verso gli stadi facenti capo a T1 e T2 si amplificano i toni alti o bassi, che vengono invece attenuati se i cursori si portano più verso le uscite degli operazionali (collettori di T7-T8 per il canale sinistro e di T11-T12 per quello destro).

Gli operazionali a componenti discreti forniscono in uscita i segnali dei due canali, eventualmente corretti di tonalità, inviandoli alle due sezioni del potenziometro R51; quest’ultimo consente la regolazione del volume di uscita del preamplificatore e su di esso è realizzata la rete del loudness.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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ritratto di giogra

preamplificatore inesistente

Il preamplificatore in oggetto sembra non esistere
nel catalogo di futura elettronica.
Non pubblicate le cose non realizzabili
perche' la gente non puo' entusiasmarsi.
Giovanni

 

 

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