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Price break dei componenti elettronici: una lama a doppio taglio per le piccole aziende?

Andamento di mercato

Per la maggior parte dei progetti elettronici, l’obiettivo è quello di creare il maggior numero di unità possibili riducendo i costi (price break). Il prezzo potrebbe non essere la priorità, ma rappresenta un fattore di successo per un dato dispositivo. È la legge delle economie di scala, particolarmente valida nell’elettronica: maggiore è la produzione, minori sono i costi (di produzione). Il problema a questo punto si presenta per i piccoli produttori, soprattutto se realizzano dispositivi dalle finalità non commerciali o per compagnie in fase di start-up: anche se il prodotto è molto buono, diventa pressoché inaccessibile per il prezzo. Insomma, la necessità di aumentare la produzione comporta alla fine una riduzione della qualità e, in termini economici, dei debiti per il produttore che non dispone di liquidi per finanziare maggiori produzioni.

Price break per i componenti elettronici: ne vale la pena?

Adesso vedremo la struttura di price break per i componenti elettronici a dimensioni produttive iniziali (da 100 a 10.000 unità) e la compareremo con i costi finanziari necessari per innalzare abbastanza capitale da rendere possibile l’economia di scala. La Distinta Base (DIBA, o BOM in inglese, Bill of Materials) rappresenta solo una fetta del costo totale dei dispostivi elettronici, quindi per una simile analisi occorre considerare altri costi, come quelli di fabbricazione di PCB, di assemblaggio, del controllo di qualità e della distribuzione.

L’analisi è rivolta a quelle aziende che, al contrario di quelle più grandi, non dispongono di capitali e persone per attuare i processi di ottimizzazione della produzione. Utilizzando il database Octopart è possibile comparare la cosiddetta ‘ripidezza’ dei price break per categoria. Un modo per interpretare i dati delle politiche di prezzo (pricing) è quello di considerare il markup (cioè il rapporto tra un bene, o servizio, e il suo costo), ad un dato volume, paragonato al prezzo più basso per unità (per il volume più grande). Per esempio, se un distributore vende un IC a 0.14$ per unità, in una quantità di 10.000, e a 0,42$ per quantità 10 e 0.18$ per quantità 1.000, allora c’è un markup del 200% a quantità 10 e del 29% a quantità 1.000. Questo rappresenta un’enorme differenza a livello di prezzo.

La figura in alto rappresenta le curve di markup per centinaia di segmenti. L’asse delle X (quantità) ha una scala logaritmica e la colorazione indica l’ampia categoria del segmento. Si stanno comparando Microcontrollori, connettori D-Sub e resistori individuali. La prima cosa che balza agli occhi è che queste curve sono dappertutto; differenti distributori sono alla ricerca di differenti ripidezze dei price break. In generale, i resistori hanno i markup più alti e i microcontrollori quelli più bassi, ma in realtà dipende tutto dal segmento e dal distributore individuale.

È importante notare come la maggior parte dei microcontrollori raggiunge un markup quasi 0 a quantità 100, mentre molti connettori e resistori si comportano allo stesso modo intorno a quantità 1.000. Molte DIBA (BOM) avranno più di un dato componente; se una DIBA ha 10 resistori identici, allora le curve del prezzo ‘per unità’ vengono slittate di una posizione a sinistra nella scala logaritmica. Vediamo ora come tutte queste parti contribuiscono al prezzo totale della DIBA di un dispositivo, quando i segmenti vengono creati in modo aggressivo.

La figura mostra il markup unitario per un dispositivo che include un microcontrollore, alcuni connettori, un ricetrasmettitore Ethernet, componenti passivi, ecc. Accade che il microcontrollore e i connettori, che dominano i costi della DIBA, raggiungono markup bassi rapidamente, e i markup dei componenti passivi, fino a quantità di migliaia, producono solo una piccola differenza al markup totale. Entro una quantità di circa 200, il markup DIBA totale è solo del 9% oltre il costo di quantità di 10.000 unità (vedremo in seguito questi dati).

Gli schemi di finanziamento

Spostarsi verso volumi di produzione più grandi abbassa quindi il costo DIBA per unità; ma come si può aumentare il capitale per finanziare uno scaling di questo tipo? Vediamo alcune opzioni:

Metterlo su carta di credito

Se un’organizzazione possiede una carta di credito e il costo DIBA totale rientra nei limiti della carta, si possono prendere dei rischi e caricare su di essa l’intero costo della DIBA. Si può finire nei guai perché si potrebbero non vendere tutte le unità prodotte, o qualcosa può andar storto, e quindi si resterebbe con una poco confortevole pila di debiti. Più tempo ci vuole per ricevere i pagamenti dalla vendita dei dispositivi e più si deve pagare per gli interessi; inoltre, se si accettano pagamenti su carta di credito, bisogna anche pagare i costi operativi per ogni pagamento ricevuto.

Prevendite

È possibile accettare pagamenti anticipati per un ciclo di produzione (possibilmente ottenendo impegni dagli utenti per assicurarsi di essere in grado di coprire i costi prima di ricevere i pagamenti), oppure si può utilizzare un servizio ‘escrow’ (accordo scritto fra due soggetti, in cui un titolo di proprietà o somme di denaro vengono depositati presso terzi a titolo di garanzia) come Kickstarter, per avere un aiuto nella gestione di tutti i dettagli. Kickstarter presenta una commissione del 5% più un 3,2% di costi operativi per l’utilizzo di pagamenti Amazon. Kickstarter presenta anche molto benefici, come una comunità affidabile e una pagina di progetto centrale ben realizzata. Con un servizio come questo, tuttavia, ci si può sempre trovare in pericolo se ci sono dei problemi durante la produzione, e resta da pagare un costo overrun.

Prestito bancario

Diciamo che l’azienda è in grado di ottenere un prestito business ad un tasso annuale dell’8%, e che può restituirlo in sei mesi. Se l’azienda ha un buon track-record, è possibile pagare molto meno rispetto al tasso della carta di credito. Si può anche negoziare un prestito maggiore o un prestito in due parti per coprire i costi in caso ci fossero problemi durante la produzione. Resta sempre il rischio, nel caso non si trovassero persone che paghino per il dispositivo, ma almeno gli interessi sarebbero più bassi se ci volesse più tempo per spingere il prodotto.

Non aumentare la produzione e investire semplicemente il denaro che si possiede al momento

Questo accade se si ha a disposizione un certo capitale. C’è il rischio per ogni problema relativo alla produzione e alla vendita, ma non ci sono da pagare interessi sui ritardi, quindi c’è meno pressione e la somma di denaro eventualmente persa sarebbe inferiore rispetto agli altri casi visti. Lo svantaggio consiste nel prezzo per unità più alto. Come influisce il costo di gestione, dovuto all’interesse di questi schemi di finanziamento, sul prezzo unitario che l’utente finale dovrà pagare per il dispositivo che abbiamo esaminato?

La tavola sopra sintetizza i costi unitari per differenti scale, utilizzando gli schemi di finanziamento sopra esposti. Con questo particolare dispositivo, se si fa riferimento a Kickstarter per portare il margine di prezzo vicino allo 0% sul prezzo di 5.000 unità, il costo unitario regolato sarà pari a 16.72$ una volta che l’azienda esercita il factoring con un tasso dell’8.2%.

Questa situazione è quasi la stessa del prezzo unitario base di 16.74$ per un volume di 175, con un costo totale di soli 2.930$. Se si riesce ad evitare il tasso della carta di credito e avere 3.000$ di capitale disponibile, è possibile avviare un ciclo di produzione di 175 dispositivi, disponibile allo stesso costo di un ciclo più grande.

I numeri sopra riportati e gli specifici price break coprono solo la porzione DIBA del costo totale di un dispositivo: costi di fabbricazione della PCB, di testing e di assemblaggio possono spesso applicare un’ulteriore pressione ad aumentare la produzione fino a centinaia o migliaia di unità, quindi è necessario controllare le cifre per ogni progetto, individualmente.

Conclusioni e consigli

- Non dimenticate di ordinare un 10% extra in componenti per coprire le perdite di produzione

- Quando riordinate dei componenti elettronici preparatevi al peggio; anche se scegliete segmenti mainstream, con più di una dozzina di componenti su una DIBA, c’è una buona probabilità che qualcosa non sia disponibile o fuori produzione, che i prezzi siano rialzati e che quindi diventi necessario acquistare da un diverso distributore

- Eseguite un controllo dei prezzi e del controllo per la producibilità subito dopo la fase di prototipizzazione. Cercate i prezzi dei componenti per centinaia o migliaia, non per costo unitario; la variazione nei price break può essere sorprendente

- Siate particolarmente attenti quando provate a tagliare i costi di componenti ‘non importanti’ sembra difficile commettere degli errori con un tasto, un LED base o cose del genere, ma un malfunzionamento di questi componenti che può causare complicati errori intermittenti. Ognuno di essi deve risultare tanto robusto quanto l’utente si aspetta che sia.

Fonte

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Perchè compro il 90% dei componenti a catalogo

3Domande a Pino Cosenza Managing Director @Rutronik

 

 

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ritratto di Anonimo2

Interessante analisi, in

Interessante analisi, in particolare la tabella riassuntiva con la differenza sostanziale tra 10 e 100 pezzi e la non differenza tra 5000 e 10000 pezzi. Ottimo articolo.

ritratto di IC2

concordo

L'analisi è veramente interessante ed utile sia per una startup che per una analisi dei lotti di produzione. Probabilmente la base è il mercato americano, considerata l'Europa e la nostra Italia andrebbero fatte le dovute considerazioni.

ritratto di Emanuele

"fare soldi" con la produzione elettronica

Casualmente oggi mi sono imbattuto anche in questo articolo su come "fare soldi"
http://blog.tagliaerbe.com/2011/12/come-diventare-ricchi.html

e mi sono venute subito in mente alcune considerazioni relative al credito, piuttosto che al denaro contante.

Assolutamente, per come è concepito al giorno d'oggi il concetto di "credito" e tutte le sue conseguenze negative nella società economica malata in cui viviamo, il rischio di avviare una produzione basata sul credito, è alto!
Ma veramente alto!

Penso che la tabella dei prezzi nell'articolo, sia veramente utile per comprendere quale è la soluzione per il proprio business, senza avere il cosiddetto "socio esterno" cioè il finanziatore!

Volete un esempio di vita reale? Bene:

svariati anni fa (molti purtroppo) ero Consigliere di Amministrazione di una società di produzione elettronica. Essendo, di fatto il numero 2 in Azienda, lavoravo a stretto contatto con L'Amministratore Delegato e quindi lo seguivo anche nei suoi frequenti (issimi) pellegrinaggi (non saprei come altro definirli) bancari!
Essendo io tecnico, a livello amministrativo la mia funzione era unicamente di "consigliere" nel senso stretto del termine, di "valvola di sfogo", di "spalla su cui piangere" in alcuni casi.....

Insomma avevamo 3 banche con relativi fidi.

Ed un meccanismo che mi è rimasto impresso era quello dell'anticipo fattura.

Quando emettevamo una fattura, ad esempio con pagamento a 60gg, la portavamo in banca per farci anticipare i soldi contanti (pagando delle spese bancarie). Poi emettevamo ricevuta bancaria al cliente (altre spese bancarie) per essere più sicuri. alla scadenza, spesso il cliente ritardava il pagamento. La ricevuta bancaria tornava indietro (altre spese bancarie ancora) la banca ci addebbitava i soldi che ci aveva anticipato sulla fattura e noi andavamo in extra-fido, quindi ENNESIME spese bancarie sia per lo "sforamento del fido" sia come interessi maggiorati per l'extra-fido.

Fate voi......

 

 

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