Schemi elettrici di progetti elettronici raccolti in questa categoria. Una selezione di progetti open source con relativo schema elettrico. Moltissimi schemi e progetti da visionare, ma anche risorse su come disegnare schemi elettrici
Dopo aver studiato attentamente la documentazione fornita dal costruttore abbiamo messo a punto lo schema che vedete in queste pagine, scegliendo, come unità di gestione e supervisione, un microcontrollore interessante ed attuale: lo Z86E04 della Zilog; questo microcontrollore è stato programmato per gestire le principali operazioni di funzionamento del sintetizzatore vocale, limitatamente alla registrazione e alla lettura di un messaggio vocale.
L’evoluzione tecnologica non si arresta e coinvolge giorno dopo giorno tutti i campi della tecnica e delle costruzioni, specialmente quelle elettroniche; nel campo della componentistica attiva assistiamo quasi quotidianamente alla nascita e all’affinamento di circuiti integrati sempre più sofisticati, sempre più completi e compatti.
Il dispositivo è stato montato su un circuito stampato di potenza realizzato tramite innovative tecnologie di fotoincisione su materiale metallico ad elevatissima conducibilità, facilmente saldabile a stagno, che oltretutto resiste benissimo alla corrosione ed all’ossidazione. In pratica i vari componenti sono saldati a tre particolari metallici realizzati in fotoincisione che rappresentano altrettante piste di potenza garantendo nel contempo una buona resistenza meccanica.
Nell‘ultimo decennio, l’evoluzione elettronica ha indubbiamente influenzato in modo determinante la nostra era inserendosi in ogni oggetto di uso quotidiano, rendendo accessibile alla quasi totalità delle persone, sofisticate apparecchiature ad elevato contenuto tecnologico.
ome prima cosa bisogna sostituire il mozzo anteriore (o la ruota) e montare la puleggia di trasmissione con la relativa cinghia dentata. Le asole di fissaggio vanno leggermente allargate così come la forcella. La qualità del mozzo è fondamentale per ottenere una buona trazione: se il mozzo o la ruota non girano in modo equilibrato si ottiene un cattivo funzionamento del sistema.
La realizzazione del ricaricatore non presenta alcuna difficoltà. Tutti i componenti sono stati montati su un circuito stampato appositamente realizzato per questo progetto. A sua volta la basetta è stata alloggiata all’interno di un contenitore metallico sul frontale del quale sono stati fissati i due led; sul retro trovano posto il cavo di alimentazione, il fusibile, l’interruttore generale ed il cavo di collegamento al pacco batterie.
In serie alla batteria da ricaricare è presente il transistor di potenza T3, a sua volta controllato da T2. In questo caso T3 funge da interruttore: quando la batteria deve essere ricaricata il transistor viene posto in saturazione, in caso contrario il transistor viene interdetto. Per meglio comprendere il funzionamento del circuito immaginiamo di collegare una batteria scarica e di attivare il transistor T3.
In questa seconda e ultima puntata ci occupiamo di tutte le modifiche di natura meccanica da apportare alla bicicletta per trasformarla in un veicolo a trazione elettrica. Presentiamo inoltre il progetto del ricaricatore da rete. Dopo il progetto del chopper, presentato sul fascicolo di giugno di quest’anno, concludiamo la descrizione della nostra bicicletta elettrica presentando il circuito del caricabatterie e descrivendo tutte le operazioni relative al montaggio del motore e degli altri organi di trasmissione.
In realtà l’ampiezza è superiore in quanto l’operazionale presenta anche un guadagno in tensione. Ad ogni buon conto con un segnale di tale ampiezza, la durata degli impulsi generati è massima e la cella eroga tutta la potenza di cui è capace. Immaginiamo ora che la temperatura scenda a 10 gradi; conseguentemente anche la tensione calerà a 100 mV e la differenza a 50 mV: gli impulsi generati avranno una durata inferiore e la cella verrà attivata per un periodo di tempo più limitato.
Come anticipato, presentiamo in questo articolo il primo di una serie di progetti pratici realizzati con le celle di Peltier. In considerazione della stagione, questo progetto non poteva che riguardare la realizzazione di un piccolo frigorifero da viaggio alimentato tramite una sorgente a 12 volt continui. In macchina tale tensione può essere prelevata dalla presa per accendino mentre tra le mura domestiche è sufficiente fare uso di un alimentatore da rete.
Di conseguenza, il micro assorbirà una corrente tale da far cadere notevolmente la tensione di ingresso dello stabilizzatore (a causa della R1) e la relativa tensione stabilizzata scenderà a circa 2 volt. In tali condizioni l’ST6 non può funzionare ma anzi entra in una condizione di “stallo” che non può essere risolta neanche inserendo la batteria.
Fondamentale è la presenza del condensatore C2 che permette all’intero circuito di “accendersi”: all’atto dell’inserimento della batteria, il micro è spento così come lo è T2 e solo grazie al condensatore C2, che dà uno spunto di accensione a T1, l’intero circuito può funzionare.
Qualsiasi altro tasto premuto non viene considerato. Occorre inoltre osservare che per permettere all’utente di procedere in questa fase con tutta calma, all’interno del menu di programmazione il time-out di 15 secondi sul tasto premuto viene disattivato: in ogni caso, è sconsigliabile rimanere a lungo all’interno di questo menu per evitare di scaricare inutilmente la batteria.
Ovviamente, esiste un primo codice di default per poter entrare nel menu (tale codice coincide con i tasti “#3”) che potrete cambiare a vostro piacimento allo scopo di rendere sicura e inviolabile la procedura di programmazione. Il nuovo codice di accesso può essere composto da un minimo di una ad un massimo di cinque cifre mentre la prima cifra di tale codice risulta sempre uguale a quella del codice di default e coincide con il tasto “#”.
Se siete titolari di azienda o responsabili di reparto e non potete permettervi di controllare tutti i vostri dipendenti in ogni momento e sapete che questi effettuano un utilizzo “allegro” del telefono, questo circuito capita proprio a “fagiolo”. Infine, non possiamo non far notare l’esiguità della spesa che si deve sostenere per realizzare tale circuito rispetto all’eventualità di vederci recapitare una bolletta “salatissima” che saprà anche di beffa, perché una volta letto questo articolo varrà il detto “uomo avvisato ...”.
Finalmente un circuito capace di impedire l’accesso non solo alle linee telefoniche a pagamento (144 e 00) ma anche a qualunque prefisso o specifico numero. L’alimentazione è fornita da una batteria a 9 volt che garantisce un’autonomia di oltre un anno.
Questi dispositivi, meglio noti come celle di Peltier, consentono di raffreddare qualsiasi elemento agendo come pompa di calore statica sfruttando un principio fisico noto da oltre un secolo. In questo primo articolo ci occupiamo delle caratteristiche funzionali di questi elementi mentre sul prossimo numero presenteremo il primo di una serie di progetti pratici.
Di questo progetto non sono riuscito a trovare ne lo schema elettrico :) ne il sorgente firmware! Ma volevo segnalarlo lo stesso per l'idea avuta. Nella custodia di un CD è stato inserito un microcontrollore ATMEL, un jack audio e la batteria....
Per alcuni istanti, in corrispondenza della parte inferiore dell’onda a dente di sega presente sul pin 5, l’uscita del comparatore presenterà un livello basso provocando la conduzione - tramite l’inverter U1 - del mosfet MSF1. In pratica il motore verrà controllato da un treno di impulsi ad 8 KHz di brevissima durata e pertanto girerà con un basso numero di giri.
Per realizzare il nostro prototipo abbiamo utilizzato una bicicletta da donna con ruote del diametro di 26 pollici. Il circuito elettronico è formato essenzialmente da un chopper ovvero da un regolatore switching che genera un’onda quadra della frequenza di circa 8 KHz. Il duty-cycle può essere regolato tra lo 0 ed il 100% consentendo di variare la velocità del motore da zero al massimo numero di giri.
Come trasformare una comune bicicletta in un veicolo a trazione elettrica. Ecologica, silenziosa, economica, sicura: una valida alternativa agli spostamenti in auto o in moto. Il forte calore del sole ci ricorda che siamo ormai in piena estate e che è tempo, se ancora non lo abbiamo già fatto, di riprendere ad usare la bicicletta per i nostri spostamenti.
Allo scopo, dovremo applicare ai morsetti “220VAC” la tensione di rete e, successivamente, con un tester, verificare la presenza delle tensioni continue nei vari punti del circuito, soprattutto sul morsetto “+8V” del cellulare. Se le tensioni sono esatte, potremo togliere alimentazione, inserire il micro nello zoccolo, collegare il cellulare al Plug della basetta, predisporre un ponticello tra il morsetto “A SENSORE” e “SENSORE” e ridare alimentazione.
In primo luogo per informare il sistema della presenza del cellulare; infatti, sulla linea ON, è presente una tensione di circa 5 volt quando il telefonino è collegato (transistor T4 in conduzione e led LD2 acceso). In secondo luogo questa linea serve per accendere e spegnere il cellulare. A tale scopo abbiamo previsto il circuito composto dal transistor T5 e dalle resistenze R12, R16 e R17, circuito che è controllato dall’uscita PB5 (pin 7) del micro.
La durata della nota è di circa 3 minuti, periodo durante il quale il micro controlla anche se dalla sezione RF arriva un impulso di disattivazione. Trascorsi i tre minuti, il software interrompe la generazione della nota PWM, apre il relè di allarme e invia al cellulare il comando di END (disimpegno linea).
La sezione di attivazione/disattivazione via radio è realizzata con moduli SMD già montati, tarati e collaudati. La scheda può essere abbinata a qualsiasi sensore volumetrico con fili funzionante a 12 volt, tensione che viene fornita dalla centrale stessa. Il funzionamento del circuito viene controllato dal software contenuto nella memoria programma del micro utilizzato nella logica di controllo.