Schemi elettrici di progetti elettronici raccolti in questa categoria. Una selezione di progetti open source con relativo schema elettrico. Moltissimi schemi e progetti da visionare, ma anche risorse su come disegnare schemi elettrici
In Italia si vendono ogni anno tantissimi impianti antifurto in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di sicurezza. Tutte queste apparecchiature, seppure diverse tra loro per prestazioni e costo, segnalano l’intrusione nei locali protetti nello stesso modo: mediante un avvisatore acustico (sirena).
Come si vede nelle illustrazioni, per il montaggio di questo amplificatore abbiamo fatto uso di un circuito stampato appositamente disegnato sul quale sono montati tutti i componenti. La piastra misura 140 x 190 millimetri. Per realizzare questa basetta consigliamo di utilizzare la fotoincisione, sistema col quale è possibile ottenere una basetta perfettamente uguale a quella da noi utilizzata per il montaggio del prototipo.
Sincronizzatore di fase con NE567: Quello che presento non e’ un’applicazione finalizzata ma un dispositivo d’adottare in caso di specifiche esigenze d’apparecchi piu’ complessi, quando serve un riconoscimento ed aggancio di una particolare frequenza.
Partendo dal circuito suggerito dall’Harris abbiamo realizzato il finale di potenza il cui schema è riportato alle pagine 36/37. Come si vede, il nostro circuito non si discosta molto da quello applicativo. Il cuore dell’amplificatore è rappresentato dal driver PWM U1 che pilota direttamente i quattro mosfet connessi a ponte.
L’efficienza alla massima potenza è dell’ordine del 94% con una produzione di calore di appena 12 watt, calore che viene dissipato da quattro piccoli radiatori per TO220. La disponibilità della scatola di montaggio elimina qualsiasi problema di reperibilità dei componenti consentendo a chiunque di portare a termine questo progetto.
Grazie all’elevatissimo rendimento (oltre il 94%), questo finale di potenza non necessita dei soliti ingombranti dissipatori di calore. Potenza di uscita di oltre 200 watt, alimentazione singola, distorsione inferiore all’uno per cento, banda passante di 30 KHz. Disponibile in scatola di montaggio. Quando si parla di amplificatori di bassa frequenza, il pensiero corre immediatamente alla classe di funzionamento da cui dipendono le caratteristiche del circuito.
Terminata la conversione, la stringa viene inviata al PC. Successivamente vengono azionati, per circa mezzo secondo, il buzzer ed il led: la lettura è terminata con esito positivo. Ultimata così l’analisi del software, non resta che procedere con la realizzazione della scheda. La basetta va realizzata con il metodo della fotoincisione utilizzando la traccia rame riportata nell’articolo.
Il circuito prevede poi un buzzer BZ e un led LD1 quali retroazioni dell’avvenuto passaggio della tessera. Il buzzer viene controllato dal pin 2 (PB1) del micro attraverso il transistor T1. Il led risulta invece collegato al pin 1 (PB0) del micro. Per poter funzionare, il driver della Maxim necessita di 4 condensatori esterni da 1 µF siglati C4, C5, C6 e C7.
La scheda prevede due connettori, uno a 25 poli per il collegamento al Personal Computer ed un secondo a 5 poli per la connessione con il lettore a strisciamento. A proposito di quest’ultimo, precisiamo subito che il circuito utilizza come elemento sensibile un lettore commerciale prodotto dalla KDE, precisamente il tipo KDR1121. Questo dispositivo è composto da un contenitore plastico munito di fessura dentro la quale viene fatto passare il badge.
Un lettore di tessere magnetiche da collegare al PC per realizzare sistemi di controllo accessi e presenza completamente automatizzati. L’uscita della scheda si collega direttamente alla porta seriale del Computer. Il termine “badge” indica una particolare tessera dotata di una banda magnetica in grado di memorizzare dei dati.
In funzione della tensione disponibile va modificato il valore della resistenza connessa in serie al circuito. Ad esempio, volendo rilevare la presenza della tensione di rete, dovremo utilizzare una resistenza da 150 Kohm; così facendo, in assenza di tensione, il led del fotoaccoppiatore sarà spento mentre in presenza dei 220 volt alternati il led risulterà illuminato correttamente.
Il dispositivo può essere alimentato da una sorgente continua a 12 volt collegata ai punti “± 12V” oppure da una sorgente alternata a 9÷ 12 volt (tipicamente il secondario di un trasformatore di alimentazione) collegata ai punti “Vac”. Nel secondo caso la tensione alternata viene raddrizzata dal ponte di diodi PT1 e resa perfettamente continua dai condensatori di filtro C1 e C13.
I toni vengono riconosciuti e convertiti in un segnale digitale dall’apposito decoder DTMF le cui uscite sono connesse al micro. Se la sequenza è corretta risulta possibile conoscere lo stato logico degli otto ingressi digitando semplicemente i toni dall’uno all’otto. Ad esempio, per conoscere lo stato del secondo ingresso, dovremo inviare il tono n. 2 premendo il corrispondente numero sulla tastiera telefonica.
Acquisizione dati via telefono per verificare a distanza lo stato (acceso/spento) di qualsiasi apparecchiatura elettrica o di qualunque sensore a soglia. La scheda funziona in abbinamento ad una normale linea telefonica commutata o ad un apparato radio con controllo del PTT. Il sistema prevede l’utilizzo di otto canali. Essere presenti sempre ed ovunque. Questa sembra essere una delle esigenze fondamentali della vita moderna.
Ultimata anche questa fase troverete numerose piazzuole libere nelle quali dovrete inserire degli spezzoni di conduttore da saldare da entrambi i lati della piastra. Non resta ora che inserire nei rispettivi zoccoli i quattro integrati (occhio alla polarità!) ed effettuare i collegamenti con i controlli esterni. In questo caso tutti i collegamenti sono interessati da segnali di tipo digitale per cui non è necessario effettuare collegamenti particolarmente corti o con l’ausilio di conduttori speciali
Questo stadio fa capo al PLL contenuto in U2 ed all’operazionale U5. L’uscita di questo dispositivo controlla in corrente il pin 8 del MAX038 che, come abbiamo visto in precedenza, consente una regolazione fine della frequenza generata. La scelta del tipo di forma d’onda generata avviene tramite i pin 3 e 4 del MAX038 a cui corrispondono i terminali Q e R.
Sinusoidale, triangolare, quadra: da 0 a 16 MHz con la massima precisione e stabilità grazie all’impiego di un PLL con frequenza di riferimento quarzata. E’ l’evoluzione del generatore sinusoidale realizzato con l’integrato MAX038. In un altro articolo abbiamo presentato un semplice progetto di generatore sinusoidale basato sull’integrato MAX038 della Maxim.
Occorre poi effettuare i collegamenti elettrici tra le lampade e la scheda di alimentazione. Con due spezzoni di filo collegate il morsetto “LP” (indifferentemente uno dei due disponibili) ai due terminali di uno dei due connettori della prima lampada. Cortocircuitate i due terminali del connettore presente sull’altro lato della prima lampada e con un filo elettrico collegateli ai due terminali di uno dei due connettori della seconda lampada, che andranno anch’essi cortocircuitati.
Durante la realizzazione del trasformatore è indispensabile contrassegnare, per ciascun avvolgimento, il terminale di inizio e quello di fine in modo da poter successivamente collegare correttamente il trasformatore rispettando le fasi, così come indicato nelle illustrazioni.
Come realizzare in maniera economica un piccolo bromografo col quale approntare i circuiti stampati utilizzando il sistema della fotoincisione. Il dispositivo utilizza due lampade UV-A da 8 watt. Lo stadio di alimentazione è disponibile in scatola di montaggio. Il bromografo viene utilizzato in campo elettronico per realizzare i circuiti stampati in modo semplice e veloce.
La portata in aria libera dovrebbe aggirarsi attorno ai 100 metri mentre con la centralina montata all’interno della vettura la portata dovrebbe scendere a 20÷30 metri per effetto dello schermo introdotto dalla carrozzeria metallica della vettura. Ultimata così l’analisi dello schema elettrico, non resta che occuparci degli aspetti pratici relativi alla costruzione di questo impianto d’allarme.
La commutazione del flip-flop determina il passaggio da 0 a 1 dell’uscita relativa (pin 1) con conseguente attivazione del relè di allarme controllato da T1. Il relè può essere collegato ad una sirena, al clacson ma anche all’impianto di accensione della vettura che viene così - durante il periodo di attivazione dell’allarme - immobilizzata.
A proposito di auto, torniamo a “bomba” al progetto di questo mese. Gli immobilizzatori elettronici, per quanto validi, non ci avvisano del tentativo di furto e non si attivano se qualcuno tenta di entrare nella vettura per rubare la stessa o qualcosa al suo interno (tipicamente l’autoradio o il telefono). Gli impianti di tipo tradizionale, invece, oltre a bloccare la vettura, attivano una sirena che dovrebbe convincere il ladro a scappare dandoci allo stesso tempo la possibilità di intervenire.
Utilizzando un nuovissimo sensore ad ultrasuoni dell’Aurel, abbiamo realizzato un antifurto volumetrico per auto di grandi prestazioni, sicuro, sensibilissimo e facilmente installabile. Attivazione mediante radiocomando. Disponibile in scatola di montaggio. Negli ultimi tempi si è fatta strada la tendenza di dotare le automobili nuove di fabbrica di alcuni accessori che fino a poco tempo fa erano considerati di scarsa importanza.
Anche il micro, un ST6265 della SGSThomson, necessita di un quarzo, questa volta da 6 MHz, per far “girare” il proprio oscillatore. Tale quarzo, siglato Q1, va connesso tra i piedini 20 e 21 unitamente a due condensatori da 22 pF. La rete R5/C3 serve per resettare il micro all’atto della prima accensione. I due relè RL1 e RL2 sono controllati, tramite l’interposizione di un transistor, dalle porte PA5 (pin 17) e PA4 (pin 16) di U3.