Schemi elettrici di progetti elettronici raccolti in questa categoria. Una selezione di progetti open source con relativo schema elettrico. Moltissimi schemi e progetti da visionare, ma anche risorse su come disegnare schemi elettrici
Anche il micro, un ST6265 della SGSThomson, necessita di un quarzo, questa volta da 6 MHz, per far “girare” il proprio oscillatore. Tale quarzo, siglato Q1, va connesso tra i piedini 20 e 21 unitamente a due condensatori da 22 pF. La rete R5/C3 serve per resettare il micro all’atto della prima accensione. I due relè RL1 e RL2 sono controllati, tramite l’interposizione di un transistor, dalle porte PA5 (pin 17) e PA4 (pin 16) di U3.
La nostra chiave DTMF funziona in abbinamento con i telefoni cellulari ETACS della seconda generazione che presentano tutti lo stesso tipo di connettore di input/output. Nello schema elettrico della chiave vengono indicate le sigle di ciascun terminale di tale connettore, per un totale di otto linee di collegamento. I poli “+8V” e “massa” servono per alimentare il cellulare.
La sezione di uscita della chiave è rappresentata da due relè alimentati a 12 volt e controllati da due linee di I/O del micro. Attraverso un dip-switch a tre poli è possibile selezionare le varie modalità di funzionamento della scheda. Il dip 1 attiva nella EEPROM del micro il codice di accesso di default mentre il dip 2 seleziona il modo di funzionamento dei relè: astabile o bistabile.
Chiave DTMF 2 canali: per controllare a distanza, tramite la rete di telefonia cellulare, l’attivazione e lo spegnimento di qualsiasi circuito elettrico o elettronico. Codice di accesso riprogrammabile a distanza, due canali, segnalazione acustica dello stato delle uscite. Disponibile in scatola di montaggio. A cosa serve il cellulare? Questa domanda può far sorridere, ma è alla base di tutti i progetti della serie “cellular line”.
Il preamplificatore microfonico con compressore mantiene costante il livello di uscita anche in presenza di segnali di ingresso di notevole ampiezza. Impedisce che si verifichino sovramodulazioni o saturazioni nei trasmettitori radio e nei sistemi di registrazione. Uno dei problemi più sentiti in campo radio è quello della sovramodulazione; anche in altri settori, come quello della registrazione audio, capita spesso che un suono di ampiezza eccessiva provochi la saturazione del segnale con conseguente distorsione più o meno accentuata.
Se quest’ultimo viene rilevato, il software deve leggere i successivi cinque digit, memorizzarli in RAM e ripetere l’operazione per 9 volte. In sintesi, dunque, il programma legge e memorizza 9 caratteri in formato ISO 2. A questo punto, occorre attendere sia il carattere di End Sentinel che il distacco della tessera dalla testina di lettura: il Card Load Signal deve ritornare alto.
In pratica, l’RCL rappresenta il clock di uscita del lettore; esso assume valore logico basso quando rileva un bit sul badge. Il segnale RDP rappresenta il dato: in concomitanza con il fronte di discesa del clock (RCL) occorre leggere il segnale RDP per sapere se il bit memorizzato è alto o basso. Se RDP è allo stato logico basso significa che il bit letto è un “1”, al contrario se RDP è alto, il bit letto è uno “0”.
Bene, procediamo con ordine e occupiamoci subito della tessera magnetica, ricordando che di quest’ultima ci siamo già ampiamente occupati nel numero precedente della rivista. Riassumendo, il badge dispone di una banda magnetica atta a memorizzare permanentemente dei dati. Questi ultimi vengono incisi su tre diverse “tracce” che risultano indipendenti tra loro e che sono caratterizzate da un differente protocollo di utilizzo.
La prima realizzazione pratica con i badge: un lettore ad autoapprendimento che si attiva solamente se l’utente possiede una tessera magnetica abilitata. Utilizzabile come serratura di sicurezza ma anche come sistema di attivazione per antifurti e impianti di qualsiasi tipo. Il mese scorso abbiamo analizzato dal punto di vista teorico il funzionamento delle tessere magnetiche, i cosiddetti “badge”.
Un generatore casuale di eventi a dieci combinazioni da utilizzare in abbinamento a numerosi giochi di società. Un’applicazione un po’ diversa per alcuni tra i più noti integrati digitali. Dopo tanti circuiti ad elevato contenuto tecnologico, concediamoci un momento di pausa, un ritorno alle origini, con questo semplice progetto di generatore casuale a 10 uscite con visualizzatore a led. A cosa può servire un circuito del genere?
Alimentatore dalla rete luce appositamente studiato per fornire la tensione continua necessaria al funzionamento dei puntatori laser. Dopo la pubblicazione della barriera laser, progetto presentato sul fascicolo di febbraio di quest’anno, abbiamo ricevuto numerose richieste riguardanti gli alimentatori da rete per puntatori e diodi laser allo stato solido.
Come si vede nelle illustrazioni, per il montaggio dell’interfaccia abbiamo utilizzato una basetta stampata appositamente realizzata sulla quale sono montati tutti i componenti. Per i collegamenti tra la basetta ed il cellulare bisogna utilizzare un apposito cavo ad otto terminali con spina tipo Motorola ad un capo e plug telefonico ad 8 pin dall’altro. Il circuito è disponibile in scatola di montaggio: non esiste quindi alcun problema di reperibilità dei componenti.
Il led LD5 visualizza lo stato del relè. Lo stadio di alimentazione fa capo agli stabilizzatori a tre pin U1 e U2; quest’ultimo, un 7808, fornisce al telefono gli 8 volt continui necessari al suo funzionamento. Ricordiamo, a questo proposito, che il cellulare collegato non deve essere dotato di batterie proprie. Il regolatore U1, un 7805, eroga una tensione di 5 volt necessaria al funzionamento di tutti gli integrati digitali utilizzati nel circuito. Al transistor T1 ed al led LD2 è affidato il compito di segnalare la presenza o meno del cellulare: quando il telefono è presente il transistor si trova in conduzione e LD2 risulta acceso, in caso contrario il led è spento.
Il segnale di bassa frequenza disponibile all’uscita dell’ISD1420 (pin 14) viene miscelato con quello proveniente dal preamplificatore microfonico ed applicato all’ingresso invertente del secondo operazionale contenuto in U5 (U5a). Questo stadio provvede ad amplificare in maniera differente i due segnali in modo da ottenere un segnale audio di livello uniforme; l’uscita dell’operazionale è connessa all’ingresso di BF del cellulare tramite la rete RC composta da C13 e R13.
La scheda comunica con il telefono tramite le tre linee di dato TRV (trasmissione dati dal cellulare al terminale remoto), CMP (clock di sincronismo per trasmissione e ricezione dati) e RTN (trasmissione dati dal terminale remoto al cellulare). Per questi dati viene utilizzato un protocollo molto complesso che consente di simulare dall’esterno tutte le funzioni disponibili sulla tastiera: comporre numeri, iniziare ed interrompere la comunicazione, accedere alle memorie, eccetera.
L’altro sistema di funzionamento (dip normalmente aperto) prevede che il telefono sia sempre acceso. In questo modo è possibile (a prescindere dal fatto che il sistema sia entrato in allarme) “metterci in contatto” in qualsiasi momento con la nostra vettura, attivare il relè e, soprattutto, il sistema microfonico ambientale.
Dopo la pubblicazione dell’antifurto auto collegato ad un telefono cellulare (il primo di una lunga serie di circuiti che abbiamo messo a punto), su questo argomento abbiamo ricevuto centinaia di richieste di anticipazioni sui progetti futuri, suggerimenti riguardanti nuove possibili applicazioni ed anche offerte per la commercializzazione su larga scala di questi dispositivi.
Vediamo adesso come funziona e come è fatto un lettore di badge. Una prima classificazione viene fatta in funzione del sistema di lettura della tessera. Possiamo distinguere il lettore ad “inserzione” il cui principio di funzionamento si basa sull’inserzione del badge in una bocchetta di lettura, il lettore a “strisciamento”, che si attiva strisciando manualmente il badge all’interno di una fessura, ed infine, il lettore motorizzato cioè provvisto di un motore che tramite un attuatore meccanico “inghiotte” il badge e lo trasporta sulla testina di lettura.
Secondo le ultime stime di Fairchild, l’amplificatore RF misura un impiego energetico del 30% del terminale mobile W-Cdma, con picchi che arrivano anche fino al 60% nelle zone caratterizzate da una scarsa copertura. Le cause sono in parte relative proprio alle caratteristiche dello standard W-Cdma, il quale opera in modalità full-duplex, ossia facendo funzionare contemporaneamente trasmettitore e ricevitore.
La riproduzione, ovvero la lettura delle informazioni di un badge, avviene strisciando la banda magnetica su un particolare sensore (testina magnetica). Analizzando il segnale in uscita possiamo verificare che la discriminazione tra “0” e “1” avviene modulando un segnale audio in frequenza (FM). Poiché le informazioni da rappresentare possono assumere due soli livelli, troviamo solo due frequenze.
Come funzionano i lettori di tessere magnetiche e come si scrivono e leggono i dati sulla banda magnetica dei badge. Una serie di articoli teorici e pratici dedicati alle tessere magnetiche ed alle loro applicazioni. Chissà quanti di voi hanno acquistato una carta telefonica o sono titolari di una tessera Bancomat o Carta Sì: tutte queste tessere, meglio note come “badge”, dispongono di una banda magnetica per la registrazione dei dati.
La resistenza R7 e il condensatore C7 determinano il tempo di settaggio del monostabile. I valori di R7 e di C7 indicati nella lista dei componenti permettono di ottenere un tempo di eccitazione del relè di un paio di secondi circa. Sarà possibile cambiare tale tempo variando C7 o R7 o entrambi; ovviamente, si raccomanda di non eccedere nei valori di R7 e di considerare debitamente che la soglia di scatto dell’ingresso di Reset del CD4013 non è costante.
La tensione di alimentazione viene filtrata dal condensatore elettrolitico C6 e dal condensatore multistrato C5. Quest’ultimo è indispensabile per sopprimere i disturbi ad alta frequenza che non verrebbero fermati dal solo C6; infatti, i condensatori polarizzati hanno un comportamento tutt’altro che ottimale se sollecitati con segnali temporalmente limitati.
Consente di controllare a distanza, via radio, l’accensione e lo spegnimento di qualsiasi apparato elettrico nel modo più semplice ed economico. Il sistema (trasmettitore più ricevitore) lavora a 433,92 Mhz garantendo una portata di circa 100 metri. Comandare a distanza un apparato elettrico è da sempre un’affascinante applicazione dell'elettronica a radiofrequenza.
Caricabatterie per moto elettrica - lo scopo di questo progetto è di prendere confidenza con le problematiche relative alla trazione elettrica e realizzare un veicolo ecologico da utilizzare tutti i giorni per andare al lavoro o a scuola. Proseguiamo nella descrizione del nostro ciclomotore a trazione elettrica occupandoci questo articolo delle modifiche meccaniche.