Schemi elettrici di progetti elettronici raccolti in questa categoria. Una selezione di progetti open source con relativo schema elettrico. Moltissimi schemi e progetti da visionare, ma anche risorse su come disegnare schemi elettrici
Notiamo quindi che tutto il circuito è basato su un microcontrollore PIC16F84, preferito al più popolare 16C84 perché dispone di una maggiore capacità di memoria, indispensabile per elaborare i dati in arrivo dal radiocomando; il PIC svolge praticamente tutte le funzioni, provvedendo a leggere i codici ed a convertirli in combinazioni di led accesi.
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, il servizio Inmarsat non è particolarmente costoso: un terminale costa in media 7 milioni di lire + IVA, ed il traffico viene addebitato a circa 5.000 lire + IVA al minuto; il canone di abbonamento costa 400÷500 mila lire l’anno.
Consente di visualizzare l’impostazione dei bit di codifica e quindi il codice dei trasmettitori basati su MM53200 National Semiconductors ed MC1450xx Motorola, operanti sia a 300 che a 433,92 MHz. L’indicazione avviene su due file di diodi luminosi che consentono di identificare gli stati logici 1, 0 e open.
L’unica vera limitazione dell’apparecchio portatile è data dal fatto che deve funzionare all’aperto, cioè che la sua antenna deve essere piazzata come le parabole, altrimenti il debolissimo segnale (tenete conto della distanza media da un satellite: oltre 41300 Km) non la raggiunge con sufficiente intensità.
Per queste ragioni, dove è necessario un telefono ma non ci sono né le reti cablate, né i ponti-radio, il satellite evidenzia tutte le sue potenzialità, realizzando quel collegamento terra-spazioterra altrimenti impossibile.
Se pensate che il telefono senza fili sia solamente il cordless, il Tacs o il Gsm, leggete questo articolo e scoprirete una nuova realtà, pronta a dilagare, che consente di comunicare, già da oggi, da qualsiasi parte del globo sfruttando la rete satellitare Inmarsat. Ma Iridium e Globalstar sono ai nastri di partenza e tutto lascia prevedere un nuovo boom di prodotti e servizi, questa volta provenienti dal ... cielo.
Il software in questione permette l’utilizzo dell’interfaccia seriale di qualunque Personal Computer IBM o compatibile; funziona sotto MS-DOS o comunque sotto Windows usato in prompt del DOS, ed è stato concepito in maniera modulare per permetterne l’inserimento in altri programmi più complessi.
Per quel che riguarda la preparazione delle unità ricetrasmittenti non c’è molto da dire, trattandosi di circuiti estremamente semplici e fatti di pochi componenti: ciascuna si può realizzare su una basetta stampata che si può preparare seguendo la traccia del lato rame illustrata a grandezza naturale in questi articoli.
Quando il piedino 8 dell’ibrido commuta ed assume il livello basso (zero volt), T1 viene lasciato interdire, e la resistenza R1 lascia scorrere corrente dal positivo di alimentazione (+3V) alla basetta dell’altro transistor (T2) che va in saturazione ponendo il proprio collettore a circa il potenziale di massa: ora va notato che, essendo la linea GND del circuito in realtà a -12V della seria
Giunti a questo punto e sulla base delle nozioni finora apprese, potete comprendere come funziona ciascuna unità ricetrasmittente e guardare lo schema di queste pagine (che ne illustra una: l’altra è uguale...) da un punto di vista certamente più favorevole.
In alternativa, per l’LCD, è possibile saldare due pezzi di 20 pin tagliati da uno zoccolo tipo quello usato per l’integrato. Passate quindi ad inserire e saldare i condensatori, badando alla polarità dell’unico elettrolitico (C6) e non dimenticate il trimmer R3 da 1 Kohm; fatto questo il circuito è pronto.
Prima di far funzionare il dispositivo è tuttavia necessario prepararlo e montare il tubo di gomma necessario per creare la pressione sulla capsula microfonica: in linea di massima non ci sono limiti per le dimensioni e per il materiale da usare, tuttavia sarebbe buona cosa impiegare un tubo di quelli in gomma trasparente avente il diametro interno uguale o leggermente inferiore a quello esterno
Dopo la forte amplificazione la radiofrequenza viene rivelata direttamente, senza procedere alla conversione tipica del circuito supereterodina; va dunque detto che la tecnologia ASH permette di ottenere la selettività di quest’ultima, e la sensibilità di un circuito a superreazione: davvero un bel vantaggio, perché unisce semplicità e prestazioni, garantendo componenti di dimensioni minime.
Oltre non conviene praticamente salire. Quanto alle misure in alternata, è possibile usare il modulo anche per esse avendo l’accortezza di farlo precedere da un raddrizzatore a singola semionda e da un piccolo condensatore di livellamento, del valore di 100÷220 nF..
Ad ogni modo lo scambio può essere usato per comandare l’ingresso di una centralina di allarme (il ponticello non va fatto), sia esso normalmente chiuso o normalmente aperto, oppure di un controllo per apricancello elettrico.
Due unità perfettamente identiche realizzate con un paio di nuovi moduli radio RTX prodotti dalla RFM, operanti a 433,92 MHz e studiati proprio per comunicazioni digitali fino a 4800 bps.
Per poter selezionare diversi campi di misura e diverse risoluzioni (ovvero cifre decimali) abbiamo anche previsto il montaggio di due resistenze, R7 ed R8, una in alternativa all’altra: queste permettono di collegare a massa i contatti dei due punti decimali corrispondenti alle cifre di destra del display, in modo da mettere la “virgola” dopo uno o due digit, ottenendo letture con precision
A proposito di queste ultime funzioni vanno notati i seguenti dettagli: innanzitutto con il lettore da noi proposto, fatto per la traccia ISO 2, si possono usare le opzioni relative alla Track 2: le prime tre voci si riferiscono al funzionamento manuale, mentre le altre sono per quello automatico.
Con i valori attuali dei componenti, la frequenza di taglio è intorno ad 1 Hz, il che significa che già a tale valore il guadagno scende di 3 dB, portandosi da oltre 200 volte a circa 200x0,707=141,42 volte; a 10 Hz si abbassa più o meno a 20, e a 100 Hertz a 2 volte soltanto.
Internamente è presente un generatore di tensione di riferimento che fornisce 2,8V in meno rispetto al potenziale applicato al piedino di alimentazione positiva (VCC pin 1). La tensione di riferimento è disponibile al piedino COMMON, ovvero al 32, che è poi il nodo di riferimento per le tensioni applicate agli ingressi.
Un completo scrittore e lettore di carte magnetiche per la banda ISO2, adatto per preparare i badge usati in molti dei nostri progetti e non solo; è una novità perché consente di magnetizzare i badge senza ricorrere a costosi sistemi motorizzati. Il sistema funziona in abbinamento a qualsiasi computer IBM o compatibile.
Può funzionare anche a pile e dispone di tre fondo scala in continua da 200 mV a 200V; visualizza la lettura con grande precisione tramite un display LCD a 3 ½ digit. L’ideale per ogni applicazione di laboratorio, nonché per alimentatori stabilizzati ed altri apparati elettrici ed elettronici.
Oltre conviene avere un piccolo radiatore, ovvero realizzare piste che complessivamente abbiano una superficie di 100 cm2, cosa peraltro sconveniente perché richiederebbe una basetta troppo grande ed ingombrante, anche più del dissipatore stesso.
Chiave elettronica antifurto a microcontrollore monozona. Come la IperKey ma con un circuito elettronico più piccolo. Questa chiave elettronica ad autoapprendimento antifurto, ha solo 1 relè di uscita, più che sufficiente per applicazioni di chiave antifurto.
Nel nostro caso l’applicazione dell’integrato è la tipica, consigliata dalla Casa costruttrice: U1 riceve la tensione di alimentazione tra la massa (piedino 3) e l’ingresso Vin (pin 1) quindi restituisce gli impulsi dovuti allo switcher interno tramite il piedino 2, lasciandoli filtrare dall’induttanza L1 e dal condensatore elettrolitico C2;