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Programmatore universale per micro ST62xx - 2

Programmatore universale per micro ST62xx

Pertanto se operate nel settore o se vi interessa l’argomento, anche solo per studio o sperimentazione elettronica, continuate a leggere queste pagine e scoprirete qualcosa di interessante, ovvero il circuito programmatore, che andiamo ora a descrivere, e il relativo programma di gestione che è di Pubblico Dominio e può essere “scaricato” dal sito internet della SGS-Thomson (indirizzo http://www.st.com).

Per cominciare dobbiamo dire che abbiamo potuto realizzare e mettere insieme una sola scheda per varie famiglie di microcontrollori sfruttando il fatto che pur avendo un diverso numero di pin (contenitore a 20 oppure a 28 pin) e anche una diversa piedinatura gli integrati ST6 si programmano tutti secondo lo stesso algoritmo. Il problema del diverso contenitore è stato aggirato disponendo sullo stampato uno zoccolo TEXTOOL del tipo a doppio passo, ovvero un 28 pin dip con i contatti stretti, che può quindi ospitare integrati sia a passo 7,5 mm (i 10+10 pin) che a passo 15 mm (quelli a 14+14 pin).

Benché il “core” dei micro ST6 sia lo stesso, le evidenti differenze di pin-out tra le varie famiglie impongono di adattare la scheda, di volta in volta, a ciascuna di esse, e ciò viene fatto impiegando adeguatamente tre serie di dip-switch a 10 poli, che sono nello specifico DS1, DS2, e DS3.

Questi dip-switch servono principalmente perché, pur avendo le medesime linee di comando, i vari dispositivi le hanno ciascuno in una posizione diversa: ad esempio il RESET si applica al piedino 7 degli ST6210, all’11 di ST6215 ed ST6225, al 16 nell’ST6260, ed al 22 nell’ST6265.

I tre gruppi di switch andranno impostati, integrato per integrato, secondo la tabella illustrata nel corso di questo articolo, in modo da attribuire i segnali fissi (OSCOUT, Vpp, OSCIN, TROMIN, Reset, TM2, SDOP) e l’alimentazione (Vdd, Vss) ai piedini giusti: la corretta impostazione dei dip è importante non solo per assicurare il buon funzionamento del programmatore e del micro, ma anche per evitare danni a quest’ultimo. Notate che per il modo di funzionamento voluto, a parte le predette linee di controllo non viene connesso alcun altro piedino del microcontrollore: infatti dovendo soltanto servire per la programmazione, ovvero per il caricamento del software nella memoria dei chip, è necessario gestire esclusivamente alcuni segnali senza curarsi della maggior parte dei pin di I/O, non utilizzati e in buona parte disabilitati (eccetto quelli che hanno doppio uso, e che in programmazione servono ad esempio per la Vpp o per altri controlli).

Con riferimento allo schema elettrico possiamo vedere come è stato pensato il nostro programmatore per micro ST6. Innanzitutto diciamo che è stato previsto per essere interfacciato e gestito con un Personal Computer IBM o compatibile, tramite un collegamento realizzato con la porta parallela (LPT1 o LPT2) ed un apposito software che è poi lo stesso fornito dalla SGSThomson, con l’aggiunta di qualche modifica per adattarlo al nostro circuito, e reperibile anche su Internet, essendo di Pubblico Dominio.

 

 

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