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Programmatore universale per micro ST62xx. Seconda parte - 1

Programmatore universale per micro ST62xx

Un solo sistema di sviluppo per le tre principali famiglie di chip della SGS-Thomson: ST621x, ST622x, ST626x; semplice ed economico, consente un notevole risparmio e la massima flessibilità d’uso. Si collega alla porta parallela del PC. Ultima parte.

Volendo lavorare con i microcontrollori della SGSThomson è necessario disporre di appositi sistemi di sviluppo denominati Starter Kit che la ST fornisce a prezzi relativamente contenuti che si aggirano attorno al mezzo milione. Il problema è che per lavorare con l’intera famiglia di microcontrollori ST6 bisogna acquistare almeno due o tre Starter Kit poiché la ST fornisce un sistema di sviluppo specifico per ogni sottofamiglia di micro ST6. Per questo motivo, abbiamo ritenuto interessante proporre un programmatore universale, o comunque utilizzabile per lavorare con la maggior varietà possibile di microcontrollori ST62.

Per la precisione, il nostro circuito, che è sostanzialmente un kit di sviluppo semplificato (è praticamente solo un programmatore, non funziona anche da demoboard), consente di mettere a punto un programma, assemblarlo, testarlo e caricarlo nei micro delle famiglie ST621x (ST6210 e ST6215), ST622x (ST6220 e ST6225), ed ST626x (ST6260 e ST6265).

Bene, dopo questa breve premessa entriamo subito nel vivo del nostro circuito analizzandone la realizzazione pratica; rammentiamo che la descrizione dello schema elettrico e dei segnali di controllo per la programmazione sono già stati illustrati nella prima parte dell’articolo.

Ricordiamo anche che benché il “core” dei micro ST6 sia lo stesso, le evidenti differenze di pin-out tra le varie famiglie impongono di adattare la scheda, di volta in volta, a ciascuna di esse, e ciò viene fatto selezionando opportunamente tre serie di dip-switch a 10 poli, che sono nello specifico denominati DS1, DS2, e DS3. Questi dip-switch servono principalmente perché, pur avendo le medesime linee di comando, queste sono presenti in una posizione diversa: ad esempio il RESET si applica al piedino 7 degli ST6210, all’11 di ST6215 ed ST6225, al 16 nell’ST6260, ed al 22 nell’ST6265.

I tre gruppi di switch andranno impostati, integrato per integrato, secondo la tabella illustrata nel corso di questo articolo, in modo da attribuire i segnali fissi (OSCOUT, Vpp, OSCIN, TROMIN, Reset, TM2, SDOP) e l’alimentazione (Vdd, Vss) ai piedini giusti: la corretta impostazione dei dip è importante non solo per assicurare il buon funzionamento del programmatore e del micro, ma anche per evitare danni a quest’ultimo. Notate che per il modo di funzionamento voluto, a parte le predette linee di controllo, non viene connesso alcun altro piedino del microcontrollore: infatti dovendo soltanto servire per la programmazione, ovvero per il caricamento del software nella memoria dei chip, è necessario gestire esclusivamente alcuni segnali senza curarsi della maggior parte dei pin di I/O, non utilizzati e in buona parte disabilitati (eccetto quelli che hanno doppio uso, e che in programmazione servono, ad esempio, per la Vpp o per altri controlli).

REALIZZAZIONE PRATICA
Vediamo adesso gli accorgimenti principali necessari per costruire e mettere in funzione il dispositivo. Al solito i componenti prendono posto su di un circuito stampato che potrete preparare per fotoincisione usando, come pellicola, una fotografia su acetato o una fotocopia su carta da lucido della traccia lato rame visibile in queste pagine. Inciso e forato lo stampato si parte con il montaggio inserendo e saldando le resistenze e i diodi al silicio (attenzione alla fascetta sul corpo, che ne indica l’elettrodo di catodo) quindi gli zoccoli per i CMOS, da posizionare con le tacche di riferimento come mostrato dalla disposizione componenti illustrata in queste pagine.

 

 

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