Proteggere i dispositivi di illuminazione a LED dal surriscaldamento

Murata protegge i dispositivi di illuminazione a LED da surriscaldamento

LED, dispositivi ad emissione luminosa bassi costi, l’illuminazione ad alta efficienza e basso consumo energetico ma anche surriscaldamento. Murata Manufacturing Co., Ltd mette a punto un metodo molto semplice per ridurre i rischi di surriscaldamento dei diodi LED.

Il mercato dei diodi ad emissione luminosa, detti più comunemente LED, è in rapida espansione soprattutto negli ultimi anni. Grazie infatti al miglioramento delle prestazioni del prodotto e a dei prezzi significativamente inferiori rispetto a qualche anno fa, queste piccole sorgenti luminose trovano applicazione in svariati campi.

Nonostante queste caratteristiche i dispositivi di illuminazione a LED mostrano anche qualche pecca in ambito di surriscaldamento del dispositivo rispetto alle comuni lampade ad incandescenza e alle lampade fluorescenti; a causa dei problemi di sicurezza che derivano dal loro utilizzo in determinati ambienti vengono spesso accantonati optando per la vecchia soluzione.

In particolare contemporaneamente alle loro caratteristiche eccellenti come l’illuminazione ad alta efficienza e il basso consumo energetico i dispositivi LED “high brightnes” soffrono enormemente il surriscaldamento e possono diventare estremamente caldi. Di certo una grave pecca in termini di sicurezza, in quanto le temperature elevate raggiunte dai diodi LED possono provocare danni al dispositivo che li ospita e pregiudicarne il funzionamento.

Murata protegge i dispositivi di illuminazione a LED da surriscaldamento

Questo articolo introduce un metodo molto semplice per implementare la protezione dal surriscaldamento dei dispositivi di illuminazione a LED con il POSISTOR, un coefficiente di temperatura positivo (PTC) grazie ad un termistore in ceramica prodotto da Murata Manufacturing Co., Ltd. Questo metodo può migliorare la sicurezza dei dispositivi di illuminazione a LED a basso costo riducendone appunto il surriscaldamento e aumentandone la di conseguenza la sicurezza.

Grazie ad un pratico esempio portato a conoscenza da Murata Manufacturing Co., Ltd potremo infatti osservare il funzionamento dei diodi LED con il Posistor.

Osservando la prima figura noteremo la dimostrazione LED esibita da Murata al CEATEC GIAPPONE 2009 tenutasi lo scorso ottobre. Questa scheda dimostrativa monta ben cinque LED. Un riscaldatore compatto in ceramica è installato immediatamente sotto al LED sulla parte inferiore della scheda. I monitor LCD utilizzati per visualizzare la temperatura sono piazzati sulla scheda vicino al LED corrispondente.

La foto in basso a destra mostra il surriscaldamento forzato dei LED con il riscaldatore installato in basso. Grazie alle immagini possiamo facilmente osservare che quando la temperatura si avvicina agli ottanta gradi Centigradi, con conseguente surriscaldamento del LED, la luminosità ne risente abbassandosi notevolmente. Questi risultati indicano che la corrente che scorre all’interno del LED è controllata dal termistore PTC Posistor, ovvero quel chip montato vicino al LED.

Utilizzando il chip POSISTOR la luminosità del LED viene abbassata se il LED stesso produce calore anomalo o se un fattore esterno provoca un aumento anomalo della temperatura.

Come risultato otteniamo che il LED è non ha la possibilità di continuare a generare calore con la sua attività, impedendo che si bruci o che crei ulteriori danni al dispositivo che lo ospita e all’ambiente circostante.

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13 Comments

  1. Fabrizio87 15 aprile 2011
  2. Antonio Mangiardi 15 aprile 2011
  3. FlyTeo 16 aprile 2011
  4. Ser_gio 11 maggio 2011
  5. ernenek37 20 aprile 2011
  6. ernenek37 20 aprile 2011
  7. FlyTeo 20 aprile 2011
  8. Giovanni Giomini Figliozzi 15 aprile 2011
  9. Giovanni Giomini Figliozzi 15 aprile 2011
  10. fra83 15 aprile 2011
  11. matrobriva 15 aprile 2011
  12. Andres Reyes 15 aprile 2011
  13. FlyTeo 15 aprile 2011

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