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Radiocomando a 220 Volt - 1

Radiocomando a 220 Volt

Ricevitore monocanale per radiocomandi a codifica Motorola MC14502X realizzato interamente con moduli ibridi Aurel e caratterizzato dall’alimentatore che ricava la bassa tensione direttamente dalla rete, mediante resistenze e condensatori. Pur essendo relativamente giovane (abbiamo da poco compiuto un anno...) la nostra rivista ha visto tra le sue pagine tanti bei circuiti e nuove idee; tra questi, tanti sono stati i radiocomandi, primo tra tutti l’esclusivo modulo bicanale realizzato con il Dynacoder dell’Aurel.

In questo articolo, sempre restando nell’ambito dei prodotti Aurel, vogliamo proporre un nuovo radiocomando; cioè un nuovo tipo di ricevitore, perché il trasmettitore rimane il solito a 300 MHz mono o bicanale, e ciò anche e soprattutto per mantenere la compatibilità con il sistema di codifica che abbiamo utilizzato finora, vale a dire quello basato sull’integrato encoder Motorola MC145026. Questo nuovo ricevitore per radiocomando è composto sostanzialmente dai moduli ibridi che siamo ormai abituati a vedere, tuttavia presenta una novità interessante, una soluzione tecnica niente male: funziona alimentato dalla tensione di rete (la solita sinusoidale a 220Veff.) però non ha il trasformatore riduttore in quanto ricava la bassa tensione continua per l’alimentazione dei moduli sfruttando le proprietà in alternata dei condensatori; anzi, di un condensatore in particolare, che presentando evidentemente una certa reattanza in alternata determina la giusta caduta di tensione senza scaldarsi come farebbe una resistenza.

Ma riordiniamo le cose, e facciamo le dovute considerazioni avendo davanti lo schema elettrico del radiocomando, cioè del ricevitore: se escludiamo l’alimentazione questo schema è quello del tipico radiocomando monocanale realizzato con i moduli ibridi dell’Aurel; troviamo infatti il modulo RF290A (U1) impiegato come ricevitore radio di ingresso e, alla sua uscita, il decodificatore ibrido D1MB, basato sul decoder MC145028 Motorola. Il decoder è al solito appoggiato ad una serie di dip-switch a 3 stati indispensabili per impostare il codice. Altri due dip-switch permettono di selezionare con quale delle due uscite disponibili (bistabile e monostabile) si deve pilotare il relè di uscita. Entriamo ora nei particolari, e lo facciamo proprio andando a guardare quella parte del circuito che inizialmente abbiamo volutamente trascurato: l’alimentatore da rete.

radiocomando_220v_schema_elettrico

Dunque, il circuito normalmente si collega alla rete elettrica domestica dalla quale riceve i 220 volt alternati. Per ricavare 12 volt in continua (tale è la tensione che serve ai moduli e al relè) si utilizza un trasformatore riduttore che provvede a ricavare 12÷15 volt c.a. che poi, tramite un ponte raddrizzatore, vengono resi continui e livellati mediante un condensatore elettrolitico di valore opportuno. Nel nostro caso abbiamo preferito abbassare la tensione direttamente, impiegando un’impedenza composta da due resistenze e un condensatore: nel circuito questi componenti sono R1, R4, C2. In pratica facciamo cadere la tensione in eccesso su questa impedenza, quindi la raddrizziamo mediante D1, D2 e D6, per poi livellare le tensioni ottenute mediante i condensatori elettrolitici C1 (per i moduli) e C5 (per il relè). Notate che la vera impedenza di caduta è il bipolo R1-C2; in esso la gran parte della tensione cade sul condensatore, e ciò l’abbiamo voluto in fase di progetto principalmente per un motivo: con una resistenza si ha la caduta necessaria, però si determina inevitabilmente una perdita di potenza, dissipata in calore dalla resistenza stessa, che quindi deve essere dimensionata di conseguenza.

moduli_aurel

Ad esempio, se occorre far cadere 290 volt (ottenendone circa 20 ai capi del condensatore di livellamento: già, infatti va considerato il valore massimo della sinusoide, che è 220 x 1,41V = 310V) e nel carico circola una corrente di 20 milliampère, la resistenza deve poter dissipare una potenza di circa: 290V x 0,02A x 0,02A = 11W.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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