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Radiocomando con modulo 400mW - 2

Radiocomando con modulo 400mW

Il funzionamento può essere riassunto così: attivando il pulsante o comunque la logica di ingresso viene eccitato il relè RL1, il quale, mediante il proprio scambio, alimenta il codificatore e il modulo ibrido; il codificatore produce il proprio codice (secondo l’impostazione dei dip-switch di DS1 e DS2) seriale, con il quale pilota l’ingresso dati (piedino 2) del modulo trasmettitore U3.
Quest’ultimo irradia mediante la propria antenna il segnale RF corrispondente al codice ricevuto. Nei dettagli, possiamo notare la particolare logica di comando, che non si limita al pulsante ed al relè ma prevede l’attivazione mediante un impulso di tensione: abbiamo infatti previsto un ingresso di comando, identificato dai punti “IN”, adatto a ricevere una tensione continua di valore compreso tra 5 e circa 20 volt; applicando tensione ai punti d’ingresso (la polarità deve essere positiva verso la resistenza R1; in ogni caso D3 blocca le tensioni inverse, evitando danni al fotoaccoppiatore) si polarizza il diodo emettitore interno al fotoaccoppiatore FC1, e di conseguenza va in conduzione il fototransistor collegato tra i piedini 4 e 5 di tale componente.

radiocomando_modulo_400mw_costruzione_ricevitore

Immediatamente il piedino 5 assume un potenziale uguale a quello di massa, ricreando la condizione ottenuta normalmente pigiando il pulsante P1: si trascina a livello basso R3 la quale, mediante R4, forma un partitore di tensione capace di polarizzare fino alla saturazione il transistor PNP T1; quest’ultimo conduce e la corrente che scorre nel suo collettore alimenta la bobina del relè RL1, il cui scambio dà tensione al trasmettitore vero e proprio.

Tutto ciò avviene finché si mantiene il livello di tensione ai punti “IN” oppure si tiene premuto il pulsante P1; la condizione è evidenziata dall’accensione del diodo luminoso LD1. Quanto al trasmettitore vero e proprio, il codificatore viene alimentato con la tensione ridotta e stabilizzata a 5 volt dal regolatore integrato U2, mentre il modulo radio funziona ovviamente con i 12V (che permettono di ottenere i 400 mW in antenna...) portati dal relè e prelevati dalla linea di alimentazione del circuito. Il codificatore funziona a 5V perché il modulo richiede all’ingresso segnali di tipo TTL (0/5V).

LA CODIFICA UTILIZZATA

Sempre a proposito del codificatore, si tratta di un UM86409 (equivalente UMC dell’MM53200 National Semiconductors) cioè di un integrato reversibile funzionante come encoder (se il suo piedino 15 è a livello logico alto) o come decoder (se il pin 15 è a zero logico); sono disponibili 4096 differenti combinazioni impostabili mediante 12 switch collegati ad altrettanti piedini. Nel nostro circuito abbiamo utilizzato due dip-switch, uno a 10 vie e l’altro a 2, per impostare i 12 bit dell’U1; notate che questi bit possono assumere 1 o zero logico, e ciò a seconda dello stato degli switch. Notate anche l’assenza di resistenze di pull-up, dovuta essenzialmente al fatto che l’UM86409 contiene già la rete resistiva per il pull-up dei suoi 12 ingressi di codifica. Il codificatore U1 inizia a produrre il codice seriale da quando viene alimentato, e lo manda, tramite il proprio piedino 17, all’ingresso dati del trasmettitore ibrido U3; ora va notato che, come tutti i moduli trasmettitori per radiocomandi, il TX-SAW funziona in modo on/off a modulazione d’ampiezza: in pratica irradia la RF a 433,92 MHz quando il suo ingresso dati si trova a livello logico alto e si spegne se il medesimo ingresso viene posto a zero logico.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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