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Radiocomando intelligente 2/4

radiocomando dynacoder rolling code

Radiocomando intelligente seconda parte. Per evitare che il sistema esca dal sincronismo nel caso si prema inavvertitamente uno dei tasti del trasmettitore ad una distanza maggiore di quella coperta dal ricevitore, è stato previsto un campo di valori, ovvero codici, comunque valido: consiste in 256 combinazioni.

In pratica dall’ultima trasmissione valida il ricevitore accetta come buone le seguenti trasmissioni fino alla 256esima (ovviamente con codice a 32 bit diverso) effettuate dal TX il cui codice fisso è riconosciuto come valido. Infatti il decoder si sincronizza con la trasmissione del TX e riconosce la successiva; per evitare che si perda facilmente il sincronismo, il decoder (che conosce la sequenza di variazione del codice di 32 bit del TX) tollera fino ai 256 codici seguenti l’ultimo identificato.

Se si trasmette per più di 256 volte fuori dalla portata del ricevitore (e ci vuole tutta...) o si cambia la batteria al TX, il sistema perde il sincronismo ed il ricevitore non può più essere attivato. E’ ovviamente possibile rimettere in passo codificatore (TX) e decodificatore (RX) ma ciò va fatto agendo sul ricevitore e non sul trasmettitore: altrimenti che sicurezza avrebbe il sistema?

Per capire bene come funziona il Dynacoder dovete conoscere ancora gli ultimi dettagli: del trasmettitore, ad esempio, che ogni volta che viene privato della batteria genera, oltre ai 24 bit impostigli in fase di costruzione (stanno nella PROM del µC PIC16C54), un codice di 32 bit che corrisponde al primo passo in assoluto; in tal caso il LED rosso resta acceso finché rimane premuto il pulsante, invece di spegnersi dopo 2 secondi come accade normalmente.

radiocomando-trasmettitore

Del ricevitore invece va detto che riconosce fino a due canali distinti (nel caso di TX a due canali è lo stato logico dell’ultimo bit del codice fisso a determinare quale canale è attivato) e che può riconoscere come validi fino a due distinti trasmettitori solo dopo aver appreso i loro codici fissi; l’apprendimento va forzato in fase di programmazione (installazione) del radiocomando, dopodiché il ricevitore Dynacoder tiene in memoria i codici anche in mancanza della tensione di alimentazione: risiedono infatti in una piccola EEPROM montata sullo stesso modulo RX. Risiede in EEPROM anche il codice di sincronismo che indica a quale punto è la sequenza pseudo-casuale di variazione del codice a 32 bit dei due trasmettitori abilitati: in pratica gli ultimi 8 bit. Questo spiega perché anche spegnendo e riaccendendo l’RX non si può perdere il sincronismo, cosa che invece è molto facile (abbiamo già visto in che caso non si perde...) togliendo l’alimentazione al TX.

Che dire quindi? Il Dynacoder è effettivamente uno dei migliori sistemi di codifica intelligente che si possano avere tra le mani; e merita senz’altro la nostra attenzione ed un circuito ed un articolo tutti per sé. L’articolo lo state leggendo, il circuito invece ve lo illustriamo adesso. Con il sistema Dynacoder abbiamo realizzato la cosa che è più ovvio realizzare: un radiocomando a due canali (tanti sono quelli disponibili in un ricevitore) con uscite a relè (portata fino ad 1 A, elevabile usando relè più robusti) e possibilità di funzionamento come monostabile o come bistabile. Trovate in queste pagine lo schema elettrico del ricevitore e quello semplificato del trasmettitore; quest’ultimo è composto dal solito oscillatore RF funzionante però alla frequenza di 433,92 MHz.

La trasmissione avviene ad una frequenza molto stabile grazie all’impiego di un oscillatore quarzato (SAW). La parte RF è modulata in modo on/off dal segnale digitale uscente dal microcontrollore PIC 16C54, che presiede tutte le funzioni e le temporizzazioni. Il µC del trasmettitore funge da codificatore e, premendo un pulsante, si attiva (il µC è sempre sotto tensione per non perdere la sequenza pseudo-casuale del codice a 32 bit) mandando in uscita il codice di 65 bit in sequenza.

radiocomando-pcb

Il codice viene generato e ripetuto per 20 volte ad ogni pressione del pulsante; complessivamente la trasmissione dura poco meno di 1,5 secondi. I 65 bit accendono e spengono l’oscillatore a 433,92 MHz a seconda che siano 1 oppure zero logico.

Il ricevitore

Il modulo ricevitore è anch’esso tutto d’un pezzo: comprende un ricevitore radio alla stessa frequenza del trasmettitore (433,92 MHz) un microcontrollore PIC 16C54 in funzione di decoder, e una piccola EEPROM 24LC01. Tutto su un solo ibrido SMD a 20 pin in linea. Il ricevitore funziona come tutti i moduli Aurel che certo avrete visto all’opera: la parte RF riceve il segnale radio (il sistema garantisce un funzionamento perfetto entro 50/100 metri), quindi lo demodula in AM estraendo il codice digitale (a livelli TTL: 0 e 5 volt) di 65 bit. Il codice se lo lavora il PIC, che provvede a mettere in memoria, quando serve, gli 8 bit di sincronismo e i 24 bit dei codici fissi relativi ai due TX abilitati. Notate che per abilitare un TX occorre, a modulo RX spento, portarne a massa il piedino 16 (autoprogrammazione); quindi, acceso l’RX, si attende un paio di secondi e si trasmette con il TX da abilitare per circa 2 secondi.

Ma questo lo vedremo più dettagliatamente in seguito. Alla ricezione di ogni codice il µC lo controlla e se è valido attiva due delle uscite del modulo RX: la Vt (trasmissione valida) per circa 2 secondi e quella corrispondente al canale a cui si riferisce il codice in arrivo. Notate che quest’ultima resta attivata finché non giunge un codice che attiva l’altra uscita. Il microcontrollore PIC 16C54 è programmato in modo da attendere 2 secondi dall’inizio di ogni ricezione (viene attivato dal primo dei 65 bit del codice) prima di accettare altre trasmissioni. Perciò si può dargli un comando ogni due secondi o poco più, non con maggior frequenza. Considerando questo modo di funzionamento abbiamo realizzato un ricevitore bicanale in grado di soddisfare le nostre esigenze.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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