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Radiocomando monocanale low cost 2/3

Radiocomando monolocale low cost

La tensione di alimentazione viene filtrata dal condensatore elettrolitico C6 e dal condensatore multistrato C5. Quest’ultimo è indispensabile per sopprimere i disturbi ad alta frequenza che non verrebbero fermati dal solo C6; infatti, i condensatori polarizzati hanno un comportamento tutt’altro che ottimale se sollecitati con segnali temporalmente limitati. Attraverso lo zener DZ1 da 5,1 volt si ricava una tensione ben stabilizzata per alimentare la parte a radiofrequenza del modulo Aurel BC-NB.

adiocomando_monolocale_schema_ricevitore

Dal piedino 14 di quest’ultimo esce il segnale codificato che giunge all’ingresso della decodifica, rappresentata dall’integrato MC145028, siglato U2 nello schema. Il dip-switch S1, a nove poli, è di tipo three-state e consente di selezionare una delle 19.683 possibili combinazioni (cioè 3, che è il numero di posizioni assumibili dal singolo interruttore, elevato alla 9, che è il numero di interruttori). L’elevato numero di combinazioni garantisce l’unicità del comando, rendendo improbabile l’attivazione del ricevitore da parte di estranei. L’integrato U2 confronta il codice in arrivo dalla sezione a radiofrequenza con quello impostato sul dip-switch e, qualora i due coincidano, porta la sua uscita, cioè il pin 11, a livello logico alto. In funzione dello stato dei tre ponticelli J1, J2 e J3, il segnale decodificato proveniente da U2 dà luogo a tre diversi modi di funzionamento del relè RL1.

Con il ponticello J3 chiuso e i ponticelli J1 e J2 aperti si ottiene il funzionamento “elementare” del dispositivo. In questo caso, l’uscita della decodifica viene collegata direttamente al transistor T1 (pilota del relè RL1) e l’eccitazione del relè avviene per tutto il tempo in cui si tiene premuto il pulsante del trasmettitore. Chiudendo il ponticello J1 e lasciando aperti gli altri due ponticelli otteniamo il funzionamento bistabile di RL1. In quest’ultimo caso l’uscita della decodifica viene collegata al piedino di clock di un flip-flop tipo D contenuto all’interno dell’integrato CD4013 (U3). Il flip-flop è configurato come divisore di frequenza poiché la sua uscita negata risulta collega direttamente all’ingresso del dato mentre l’uscita non invertita comanda il transistor e quindi il relè. In questa configurazione, premendo il pulsante del telecomando otteniamo l’eccitazione del relè se prima era disattivo o la sua disattivazione se, al contrario, era attivo.

Il gruppo di derivazione formato da C4 e R4, collegato al piedino 10 (reset) del flip-flop, serve per fornire l’impulso di Reset all’atto dell’alimentazione del circuito, ovvero consente di avere la certezza che il relè risulti spento dopo l’alimentazione del circuito. Il nostro ricevitore permette un terzo modo di funzionamento che si ottiene chiudendo il ponticello J2 e aprendo i ponticelli J1 e J3. In questo caso, quando l’uscita della decodifica si attiva (valore logico alto) viene settata anche l’uscita di un secondo flip-flop presente nell’integrato CD4013. Quest’ultimo ha il piedino del dato (pin 5) ancorato al positivo di alimentazione, ovvero permanentemente in condizione logica alta. In questi caso, il relè rimarrà eccitato fino a quando il piedino di Reset (pin 4 di U3) non raggiungerà una opportuna tensione positiva. Una seconda pressione del pulsante del trasmettitore non influenzerà il sistema a meno che non avvenga quando il flipflop si è già resettato.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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