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Radiocomando a quattro canali - 2

Radiocomando a quattro canali

Senza perdere altro tempo andiamo subito a vedere lo schema elettrico che ci mostra la struttura del ricevitore 4 canali: uno schema abbastanza semplice, tanto più se si pensa a quello che fa il circuito. La sezione di ingresso, cioè la parte radioricevente indispensabile a captare il segnale radio trasmesso dal TX portatile, è ancora una volta affidata ad un modulo dell'Aurel: il popolare RF290A in versione a 433,92 MHz, versione ormai standardizzata dal momento che i radiocomandi, secondo le attuali normative, dovranno operare tutti a 433,92 MHz, e non in altre bande.

L'ibrido (U2) contiene il solito ricevitore RF superrigenerativo accordato a tale frequenza, uno stadio demodulatore AM, ed un circuito squadratore che restituisce tra il piedino 14 e massa il segnale in arrivo dal minitra-smettitore: in pratica il codice a 12 bit inviato dal TX a base MM53200/ UM3750 ed ogni altro segnale ricevuto a 433,92 MHz. Tramite la resistenza R1 questo segnale giunge al piedino 6 (ingresso dati) del microcontrollore U4 (il PIC16C54) che nel nostro circuito



funge anche da decoder per i trasmettitori a standard MM53200/UM3750. Il micro acquisisce per intero ogni codice che riceve, quindi ne verifica la corrispondenza con quello che si trova nella memoria EEPROM U3, collegata serialmente ad esso tramite i piedini 1, 17 e 18. Ovviamente in partenza, cioè dopo aver messo in funzione per la prima volta il dispositivo, il microcontrollore non ha codici memorizzati, e nella EEPROM si trovano 12 bit tutti a zero.

Prima di far funzionare il sistema occorre far apprendere al microcontrollore il codice del trasmettitore: allo scopo bisogna prima di tutto portare per un istante il suo piedino 13 a massa, cosa fattibile semplicemente aprendo e richiudendo il dip-switch S3; per l'esattezza questo microinterruttore va chiuso fino all'accensione del led rosso LD1 (comandato dal piedino 2 del micro, che si porta da zero ad 1 logico) quindi va riaperto.

Il led rimane acceso, e si spegne quando, attivando il minitrasmettitore portatile, il ricevitore ibrido, e quindi il microcontrollore, ricevono il relativo codice. In sostanza, quando U4 riconosce un codice binario di 12 bit in sequenza, trasmesso con le temporizzazioni tipiche dell'MM 53200 / UM3750 (tre codici in sequenza, ciascuno della durata di circa 100 millisecondi spaziati di circa 300 millisecondi), fa spegnere il led indicando che ha acquisito il codice inviatogli dal minitrasmettitore; questo codice viene inviato serialmente alla EEPROM esterna U3, tramite il canale dati relativo al piedino 3 di quest'ultima (pin 17 del micro) scandendo la comunicazione tramite il segnale di clock dal piedino 18 del micro al pin 2 della EEPROM stessa.

U3 è una memoria elettricamente programmabile ad accesso seriale (microwire) tipo 93AA56, della capacità di 2 Kbit, che può essere organizzata in byte di 8 o 16 bit, a seconda del livello logico al quale si trova il suo piedino 6 (ORG): con quest'ultimo posto a zero la suddivisione è ad 8 bit, come serve per lavorare con il PIC16C54, mentre se lo stesso pin viene posto a livello alto (5 volt), la suddivisione è a 16 bit.

 

 

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