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Radiocomando a quattro canali - 3

Radiocomando a quattro canali

Nel nostro caso la 93AA56 è organizzata come una 256x8 Byte. Bene, chiuso il discorso sull'autoapprendimento del codice torniamo ora al funzionamento del radiocomando, riprendendolo da dove l'abbiamo interrotto: una volta ricevuto e riconosciuto il codice di base arrivato da un minitrasmettitore, il micro U4 va a leggere lo stato dei bit 11 e 12, ovvero degli ultimi due di ogni trasmissione, ed attiva una delle quattro uscite corrispondenti al valore binario espresso dai bit ricevuti; in sostanza attiva l'uscita che corrisponde alla combinazione logica degli ultimi due bit di codifica.

Normalmente i trasmettitori portatili considerano il primo canale con la combinazione dei bit 11 e 12 del tipo 01, il secondo con 10, il terzo con 11, ed il quarto con 00: il microcontrollore è programmato secondo questa tabella di verità , ed abilita rispettivamente l'uscita del canale 1, quella del 2, quella del canale 3 e quella del 4, ricevendo un codice valido con gli ultimi due bit corrispondenti alle combinazioni logiche 01, 10, 11, 00. Nel microcontrollore PIC16C54 abbiamo assegnato i piedini 7, 8, 9, 10, rispettivamente alle uscite dei canali 1, 2, 3, 4.

Ciascuna delle uscite è normalmente a livello alto, e commuta a zero logico ciascuno le modalità di due canali; in pratica S1 permette di scegliere il modo di funzionamento dei canali 1 e 2, ovvero dei relè RL1 ed RL2, mentre S2 vale per i canali 3 e 4, ovvero per RL3 e RL4. Per entrambi i microinterruttori la posizione ON (dip chiuso) ovvero il livello logico basso sul corrispondente piedino del micro U4, corrisponde al funzionamento impulsivo delle rispettive uscite, mentre l'OFF (dip aperto, ovvero 1 logico sul rispettivo piedino del PIC16C54) se il trasmettitore è omologato


La scheda proposta in queste pagine è un ricevitore per radiocomando a 433,92 MHz con decodifica standard MM53200 National Semiconductors o UM3750/UM86409 UMC: per attivarla bisogna quindi utilizzare un trasmettitore con codifica di questo genere, il che non è affatto un problema perché quasi tutti i TX portatili per radiocomando funzionano con tale encoder. I nostri prototipi sono stati collaudati con i minitrasmettitori a 433,92 MHz quarzati disponibili presso la ditta Futura Elettronica di Rescaldina (MI) v.le Kennedy 96, tel. 0331/576139, che oltretutto sono omologati dal ministero P.T. italiano e da quello tedesco (BZT) e rispondono alle normative CE riguardanti l'emissione delle spurie nei dispositivi a bassa potenza. Il trasmettitore deve necessariamente funzionare a 433,92 MHz perché nel ricevitore usiamo una sezione RF ibrida sintonizzata proprio a tale frequenza. L'attribuzione dei canali sul nostro ricevitore è stata fatta in modo abbastanza intuitivo: abbiamo cioè assegnato il canale 1 al relè 1, il 2 al RL2, e cosi via. La corrispondenza tra i tasti e i canali del ricevitore è la seguente: il pulsante in alto a sinistra attiva RL1, ovvero il canale 1 (pin 7 del microcontrollore) quello in alto a destra comanda RL2 (ovvero il pin 8 del micro) e quindi il canale 2, quello in basso a sinistra agisce su RL3, canale 3 (piedino 9 del micro) e, infine, il pulsante in basso a destra controlla RL4 (pin 10 del solito microcontrollore) e quindi il quarto canale.


quando viene attivata, ovvero quando il micro identifica un codice base valido e la relativa combinazione negli ultimi bit. Tramite il line-driver ULN2803 della SGS-Thomson possiamo pilotare le bobine dei relè¨ di uscita con i livelli logici forniti dal micro: ogni driver interno all'ULN2803 è non-invertente e pilota uno dei relè in modo sin, ovvero ne collega a massa la bobina seguendo la commutazione 1/0 logico alla rispettiva uscita del PIC16C54. A proposito di uscite va notato che queste (come già detto...) possono lavorare in modo impulsivo o a livello: il tipo di funzionamento dipende dall'impostazione dei dip-switch S1 ed S2, che condetermina il funzionamento bistabile, cioè a livello.

Tradotto in termini pratici questo significa che con S1 chiuso i relè RL1 e RL2 scattano in seguito alla ricezione di un comando dal minitrasmettitore (l'uno o l'altro, a seconda del comando) e tornano a riposo dopo circa 1 secondo; nel funzionamento bistabile, invece, i relè scattano, attivandosi, alla ricezione del relativo comando, per ricadere solo all'arrivo di un successivo comando. Quanto ad S2, si applica lo stesso ragionamento, riguardo però ai relè RL3 ed RL4. Visto da chi usa il radiocomando ciò significa che nel modo astabile (ad impulso) premendo un pulsante del minitrasmettitore il relativo relè scatta e resta eccitato per un tempo definito di circa 1 secondo, allorché ricade tornando a riposo; invece nel modo bistabile (a permanenza, ovvero a livello) premendo il solito pulsante del TX portatile il rispettivo relè scatta e resta eccitato a tempo indeterminato: ricade, tornando a riposo, quando si ripreme lo stesso pulsante del TX.

 

 

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