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Radiocomando a quattro canali - 4

Radiocomando a quattro canali

Va notato che la programmazione del modo di funzionamento delle uscite viene dettata dai dip-switch S1 ed S2, e dipende dalla loro condizione, ovvero dai livelli logici ai piedini 11 e 12 del microcontrollore U4: non viene quindi memorizzata nella EEPROM esterna, perché lo stato dei dip-switch rimane fisso in base alla loro posizione, che ovviamente non cambia togliendo e rimettendo l'alimentazione del circuito.

Terminiamo la descrizione dello schema elettrico analizzando la sezione di alimentazione; il nostro circuito funziona a 12·14 volt applicati tra il punto +V e massa, tensione con la quale (passato il diodo di protezione D1) funzionano le bobine dei quattro relè e la sezione di uscita dell'ibrido U2; il solito regolatore integrato 7805 (U1) ricava poi 5 volt stabilizzati per far funzionare la logica, cioè parte dell'ibrido U2, il microcontrollore e la EEPROM. L'integrato line-driver ULN2803 è invece alimentato a 12 volt, pur avendo gli ingressi TTL-compatibili.

REALIZZAZIONE PRATICA


Bene, lasciamo la descrizione del circuito, almeno per quanto riguarda la teoria, e passiamo a vedere come si costruisce e si mette in funzione il radiocomando: parliamo ovviamente del ricevitore, perché il trasmettitore lo potete acquistare montato in qualunque forma, purché sia codificato a base MM53200/UM3750, e operi a 433,92 MHz; vanno benissimo quelli prodotti dalla Futura Elettronica di Rescaldina (MI), giacché il ricevitore è stato collaudato con uno di essi. Per poter costruire il radiocomando occorre prima di tutto realizzare la basetta stampata seguendo la traccia del lato rame visibile (in scala 1:1) in queste pagine: inciso e forato lo stampato dovete procedere montando su di esso i componenti che occorrono, a partire dalle resistenze e dai diodi al silicio (cioè 1N4148 e 1N4007); questi ultimi vanno posizionati come illustrato nei disegni.

Proseguendo inserite e saldate gli zoccoli per la EEPROM, il microcontrollore e il line-driver: il primo deve essere da 4+4 pin, e gli altri due da 9+9 piedini, sempre dual-in-line; per tutti raccomandiamo di posizionarli con le tacche orientate come indica la disposizione componenti, in modo da avere il riferimento per quando innesterete i rispettivi chip. Montate ora il dip-switch che contiene S1, S2, S3, ovvero uno da 4 elementi (il quarto non verrà usato) ed i condensatori, badando di rispettare la polarità di quelli elettrolitici; inserite e saldate il transistor BC557, avendo cura di tenerlo con il lato piatto rivolto allo zoccolo dell'U4. Montate quindi il quarzo da 4 MHz ed il led rosso, rammentando che per quest'ultimo il catodo sta dalla parte smussata del contenitore. Procedete inserendo e saldando i quattro relè miniatura (del tipo ITT-MZ a 12V, o equivalente) che entreranno nei rispettivi fori solo in un verso; sistemate infine il modulo ibrido RF290A/433, che entrerà anch'esso solo nel verso giusto, evitando ogni possibile errore.

Non dimenticate il regolatore 7805, U1, che va montato in piedi tenendone il lato metallico rivolto verso lo zoccolo dell'U5. Per le connessioni di uscita dei canali, ovvero degli scambi dei relè, e per quelle dell'alimentazione, conviene montare delle morsettiere per c.s. a passo 5,08 mm in corrispondenza delle rispettive piazzole. Sistemate anche le morsettiere potete ultimare il lavoro saldando uno spezzone di filo di rame rigido lungo 17·18 cm in corrispondenza della piazzola riservata all'antenna dell'ibrido (piedino 3) che servirà appunto da antenna ricevente.

Inserite dunque gli integrati, avendo cura di far coincidere le loro tacche con i riferimenti dei rispettivi zoccoli, e verificando che comunque stiano rivolti come indicato nella disposizione componenti visibile in queste pagine. Ricordiamo che il microcontrollore PIC16C54 (versione XT) deve essere preventivamente programmato con il software MF205, e va quindi acquistato già pronto dalla ditta Futura Elettronica. Montati gli integrati, il circuito è completo ed è pronto per essere utilizzato.

Per l'alimentazione basta qualunque dispositivo in grado di fornire da 12 a 14 volt in continua, ed una corrente di circa 300 milliampere: va bene quindi un alimentatore da rete o una batteria da 12V 500mA/h almeno. Batteria o alimentatore, la tensione va applicata tra il punto +V (anodo del diodo D1) e radiofrequenza irradiata dall'oscillato-re del TX blocchi il funzionamento del circuito o alteri l'attività del microcontrollore. Ad una certa distanza attivate uno qualsiasi dei canali del trasmettitore e verificate che il led su stampato (LD1) si spenga; se non si spegne allontanatevi un po', oppure mettete il TX dietro la schiena e trasmettete.

Quando si spegne il led, il ricevitore ha identificato e memorizzato in EEPROM il codice, quindi il sistema è pronto all'uso. Per verificarlo basta premere uno dei pulsanti e sentire quale relè scatta; se non volete andare ad orecchio collegate un led (con in serie una resistenza da 1 Kohm) in parallelo alla bobina di ciascun relè (connettete il bipolo led-resistenza in


la massa, badando di rispettare la polarità . Una volta alimentato il ricevitore e procurato il minitrasmettitore, è possibile abbinare i due dispositivi in modo che l'RX risponda solo ai comandi del TX: per l'abbinamento bisogna far entrare il ricevitore in autoapprendimento, il che si ottiene semplicemente chiudendo il dip-switch S3 fino a veder accendersi il led LD1; quando questo si accende riportate in OFF l'S3, perché il circuito è pronto a ricevere il segnale.



IL COLLAUDO


Prendete il trasmettitore e allontanatevi di un paio di metri dal ricevitore, perché stando troppo vicino è probabile che la modo che l'anodo sia rivolto al positivo di alimentazione e il catodo verso il rispettivo piedino d'uscita dell'ULN2803); così facendo ogni volta che si attiva un relè, ovvero un'uscita, il relativo led si illumina. Potete lasciare i led anche dopo aver terminato il collaudo: serviranno per darvi l'indicazione immediata dello stato di ciascun canale.

 

 

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