Realizziamo applicazioni IoT con il Raspberry Pi 3

In questa seconda puntata del corso sull'IoT per Raspberry Pi esamineremo strategie alternative di soluzioni, utilizzando diversi linguaggi di programmazione. Inoltre, finalmente, scopriremo il modo di utilizzare le nostre applicazioni non solamente nell'ambito della singola rete locale ma di tutta la Wan. Vedremo come da qualsiasi parte del mondo sarà possibile attivare un carico dislocato nella nostra abitazione.

 

Applicazione a livello mondiale

Una applicazione IoT può essere realizzata in mille modi diversi. Non esiste una regola restrittiva sul linguaggio di programmazione da utilizzare oppure sulla tipologia di interfaccia utente da adottare. Il fatto che conta è quello di mettere in contatto, tra di loro, degli oggetti intelligenti (Things) dotati di un  proprio indirizzo IP che si scambino dati senza l'intervento umano.

In questo articolo affronteremo la problematica con una diversa strategia, probabilmente più semplice della precedente. Utilizzeremo, infatti, altri linguaggi di programmazione per la realizzazione di una semplice applicazione "manuale". Ma, soprattutto, l'interfaccia di comando che andremo a creare sarà "realmente" visibile su Internet, da qualsiasi PC o dispositivo mobile presente in tutto il mondo. Scoprirete quanto sia emozionante accendere una lampada, situata in Italia, da una postazione remota, mobile o fissa, dislocata in Australia. Il tutto solamente con un tocco dello schermo tramite un dito.

Vogliamo ancora sottolineare che gli esempi riportati sono ancora da considerarsi propedeutici alla realizzazione di "vere" applicazioni IoT, più avanti nel corso, nelle quali esse saranno dotate di sensori finalizzati all'attivazione automatica dei processi e per lo scambio autonomo di dati tra gli oggetti.

Diagramma logico

Quello che vediamo in figura 1 costituisce un po' la logica dell'intero sistema esaminato in questo articolo. Si tratta di tanti tasselli che interagiscono tra di loro in modo da generare una complessa struttura funzionante su Internet.

Figura 1: Diagramma a blocchi dell'applicazione.

Figura 1: Diagramma a blocchi dell'applicazione.

 

Schema elettrico

Lo schema elettrico è uguale a quello della puntata precedente. Esso è composto dal Raspberry Pi 3, dal transistor di potenza (BD243), da una lampada di potenza a 12V. e da una batteria di pari tensione, come visibile nello schema elettrico di cui in figura 2. La massa comune dell'attuatore risulta elettricamente collegata a quella del Raspberry Pi.

 

Figura 2: Lo schema elettrico.

Figura 2: Lo schema elettrico.

 

In figura 3 è possibile osservare il cablaggio dei componenti.

 

 

Figura 3: Cablaggio.

Figura 3: Cablaggio.

 

Il Web Server

Anche in questo caso occorre utilizzare un web server, Apache2 per questo progetto, per condividere le pagine in HTML e PHP. Abbiamo visto le istruzioni per l'installazione nella prima parte del corso. Ricordiamo, in questa sede, quali sono le operazioni da compiere.
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2 Commenti

  1. Giovanni Di Maria Giovanni Di Maria 2 maggio 2017
  2. Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio Di Paolo Emilio 2 maggio 2017

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