Refrigerio dall’acqua – come?

Refrigerare l'acqua

È ancora estate. Le cronache tragiche e le lamentele della gente si cominciano ad attenuare. Però ogni tanto il caldo umido dà ancora noia. Ecco breve pezzo in cui racconto modi per utilizzare (poca) acqua per abbassare la temperatura nelle nostre immediatissime vicinanze. C’è da progettare un condizionatore ad personam – economico ed efficiente. Regalo l’idea a giovani che trovino come realizzarla.

Nell’estate del 1957 andai a Phoenix, Arizona a discutere certi problemi con Herb Grosch che dirigeva la divisione computer della General Electric. Feci amicizia con i suoi collaboratori, fra cui Joe Weizenbaum e Dan McCracken. La temperatura superava spesso i 45°C, ma nei bungalow in cui abitavano si stava bene.
I condizionatori erano costituiti da una struttura fatta di persiane di legno installata sul tetto e bagnata da un flusso continuo di acqua. Sotto quelle torrette un ventilatore aspirava l’aria esterna che faceva evaporare l’acqua, raffreddandosi e diventando più umida. Senza bisogno di compressori, la temperatura delle stanze si manteneva sui 20°C. Il sistema funzionava perchè l’aria calda era secca: l’umidità relativa era spesso inferiore al 35%. Non funzionerebbe da noi con umidità relative del 60-70% e anche più.

Quando fa molto caldo si fanno con piacere docce fresche (ad alcuni di noi piacciono gelate). Se poi non ti asciughi completamente, provi il piacere di avere addosso un’umidità pulita (invece di quella sgradevole del sudore): la fai evaporare a la tua pelle si raffredda. Il processo è più efficace della doccia.
Se ti bagni con un litro d’acqua alla temperatura di 18°C, al massimo asporti dal tuo corpo 18.000 calorie. Se fornisci col tuo corpo il calore di evaporazione a un litro d’acqua, ti togli di dosso 540.000 calorie (30 volte di più). [Il calore latente di evaporazione dell’acqua è 540 calorie/grammo]

Il processo è anche troppo efficace: se stai a lungo bagnato ed esposto al vento, puoi andare in ipotermia. È quello che succede ai giovanotti che d’estate fanno lunghi percorsi in motocicletta a torso nudo. Il sudore evapora, perdono troppo calore e possono riportare gravi danni alla salute.

Dunque non bisogna eccedere nello sfruttare il calore che l’acqua porta via quando evapora. Però se riusciamo a calibrarlo e a sottrarlo alla zona immediatamente circostante al nostro corpo, realizziamo un condizionatore individuale molto efficace e che costa pochissimo. Sembra ragionevole impiegare una tuta con intercapedine piena di aria: per tenere fresca una persona, basta abbassare la temperatura dei pochi litri d’aria che contiene. Il sistema userebbe migliaia di volte meno energia di quanta se ne consuma adesso per condizionare interi ambienti. Risolveremmo il problema degli assorbimenti estivi di elettricità dovuti al sovraccarico dei condizionatori, che causano sprechi enormi e attentano anche alla stabilità delle reti elettriche.

L’idea del controllo della temperatura di un ambiente minimo immediatamente circostante al corpo di ciascuno non è nuova. L’hanno sempre adottata gli eschimesi coi loro vestiti di pelliccia e i cinesi con i giacconi di cotone imbottito di ovatta.

La crisi economica e la carenza energetica ci ispireranno sempre più a emularli.

Docce calde o fredde prolungate possono produrre variazioni della pressione arteriosa. Non sono esperto del campo e non dò consigli. Ho sperimentato, però, che la mia pressione arteriosa non cresceva dopo una breve doccia fredda. Diminuiva, invece, di 10 o 15 mmHg dopo un bagno molto caldo o dopo essere stato al sole d’estate per oltre un’ora.
A proposito di docce, consiglio, invece, di asciugarsi me-ti-co-lo-sa-men-te la pelle fra le dita dei piedi
[curioso che non ci sia in italiano una parola per designarle: in inglese si chiamano “toes”].
È necessario farlo perchè sulla pelle umida e calda di quegli interstizi allignano bene certi funghi – i trychophyton.. Causano il così detto “piede d’ atleta”: prurito, arrossamento e anche rottura della pelle. Se, invece, i piedi sono bene asciutti, i funghi non attaccano. È un’affezione noiosa, ma non grave e si cura facilmente con prodotti ben noti.

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2 Comments

  1. Emanuele 2 settembre 2012
  2. Piero Boccadoro 4 settembre 2012

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