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Regolatore switching 5V - 4

Regolatore switching 5V

Oltre conviene avere un piccolo radiatore, ovvero realizzare piste che complessivamente abbiano una superficie di 100 cm2, cosa peraltro sconveniente perché richiederebbe una basetta troppo grande ed ingombrante, anche più del dissipatore stesso.

Bene, vediamo adesso come si costruisce il riduttore di tensione, fermo restando che il circuito qui proposto è il medesimo indipendentemente dalla versione dell’LM2576; insomma va bene anche per quello da 3,3 volt, per il 12V e per il 15V, fermo restando che il condensatore C2 va scelto della tensione più appropriata (25Vl è l’ideale per tutti): una bella comodità, perché una sola basetta può servire per diverse applicazioni, così da poter realizzare magari un regolatore da 5V ed uno da 12 volt, partendo dalla stessa tensione d’ingresso, montandoli nella stessa apparecchiatura.

Ad ogni modo abbiamo previsto un circuito stampato del quale trovate in queste pagine la traccia del lato rame in scala 1:1, che dovrete seguire per preparare la basetta; dopo l’incisione e la foratura, si provvede a montare il diodo Schottky ed i condensatori, badando per tutti alla polarità indicata nella disposizione componenti visibile in queste pagine.

Rammentate che D1 è in contenitore TO220 e deve stare con la parte metallica rivolta all’induttanza. Inserite e saldate l’integrato, tenendolo in piedi e ad un’altezza che permetta di fissarlo ad un dissipatore di calore (tipo Elbomec ML33) con una piccola vite, quindi infilate l’induttanza nei rispettivi fori e saldatela con abbondante stagno. Il valore della L1 deve essere circa 100 µH, perciò sceglietela in base a questa indicazione; naturalmente deve essere fatta con filo di sezione adatta a reggere 3÷5 ampère di corrente, quindi circa 1 mm di diametro.

Trovandola in commercio è tutto più facile, ma volendo è possibile autocostruirla avvolgendola in aria o su nucleo di ferrite toroidale; in quest’ultimo caso sono sufficienti 10÷15 spire di filo smaltato da 1 mm ed il toroide può essere da circa 25x10 mm. Prima di procedere alla saldatura dell’induttore ricordate di liberare i suoi capi dallo smalto, raschiandoli con una limetta o con un paio di forbici.

Per terminare il montaggio infilate e saldate due morsettiere bipolari a passo 5 mm nei fori riservati alle piazzole di ingresso ed uscita, così da semplificare le connessioni. Una volta terminato e controllato il tutto potete già provarlo applicando ai morsetti IN + e - una tensione appropriata,prelevandola da una batteria o da un alimentatore: nel nostro caso, prevedendo l’uso dell’LM2576 a 5 volt, bastano 8÷12 volt, mentre la corrente sarà in funzione di quella erogata, ovvero andrà calcolata sulla base della potenza che dovrete prelevare dall’uscita calcolando il rendimento.

Per fare un esempio, volendo far funzionare il converter a 12 volt, con 5V e 2 ampère di uscita, si ha una potenza di 10 watt; con un rendimento dell’88% all’ingresso vengono erogati circa 11,5W (10:0,88) che, a 12V corrispondono a poco meno di 1A. Pertanto in questo caso al circuito vanno forniti 12V ed 1 ampère.

 

 

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