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Ricaricatore per bici elettrica - 3

Ricaricatore per bici elettrica

IL RICARICATORE IN PRATICA

La realizzazione del ricaricatore non presenta alcuna difficoltà. Tutti i componenti sono stati montati su un circuito stampato appositamente realizzato per questo progetto. A sua volta la basetta è stata alloggiata all’interno di un contenitore metallico sul frontale del quale sono stati fissati i due led; sul retro trovano posto il cavo di alimentazione, il fusibile, l’interruttore generale ed il cavo di collegamento al pacco batterie. Per realizzare il circuito stampato è consigliabile fare ricorso alla fotoincisione che consente di ottenere una basetta del tutto simile a quella utilizzata per realizzare il nostro prototipo.

trasmissione_moto

Durante il montaggio vero e proprio è consigliabile tenere costantemente sott’occhio sia il piano di cablaggio che lo schema elettrico. Eventuali dubbi possono essere sciolti dando un’occhiata anche allo schema elettrico. Si consiglia di iniziare il montaggio saldando dapprima i componenti caratterizzati da un minore profilo proseguendo man mano con quelli di profilo superiore. Prestate la massima attenzione al corretto orientamento dei numerosi diodi e degli altri elementi polarizzati; per il montaggio dell’unico integrato utilizzato fate ricorso ad un apposito zoccolo ad 8 pin. Durante la ricarica la resistenza R10 produce una discreta quantità di calore; per migliorare lo scambio termico è consigliabile montare questo elemento leggermente rialzato rispetto al piano della piastra.

Anche il transistor T3 produce una discreta quantità di calore durante la ricarica e per questo motivo va munito di un adeguato dissipatore. Il caricabatterie presenta il seguente funzionamento: nella fase di carica rimane acceso il led rosso mentre quello verde è spento; successivamente si accenderanno alternativamente i due led a segnalare che la carica si sta per concludere, quindi resterà acceso stabilmente solamente il led verde a significare che le batterie sono completamente cariche. Durante questa fase il circuito assorbe una potenza irrisoria (un paio di watt).

COME RICARICARE LE BATTERIE

Le batterie non debbono mai essere lasciate a riposo per lunghi periodi quando sono scariche. Dopo una scarica profonda (fine autonomia) è importante ricaricarle immediatamente per evitare il processo di solfatazione che le può danneggiare. E’ buona regola lasciare collegate le batterie al caricabatterie quanto più è possibile. Se non è possibile lasciare costantemente collegato il caricabatterie, sarà necessario provvedere ad una ricarica periodica. Questa ricarica avverrà in funzione della temperatura ambiente; con temperature inferiori a 25 gradi sarà sufficiente una ricarica mensile di 4/5 ore; con temperature superiori occorreranno ricariche settimanali. Nel caso di guasto al caricabatterie appena descritto, potrete utilizzare in emergenza un caricabatterie normale, ma solo per lo stretto tempo necessario alla ricarica. A proposito di batterie, ricordiamo che quelle esaurite non vanno disperse nell’ambiente ma riconsegnate al rivenditore. Conclusa così l’analisi del caricabatterie, non resta che occuparci delle operazioni relative alle modifiche di natura meccanica. Come abbiamo detto in precedenza, col sistema da noi messo a punto è possibile elettrificare qualsiasi bicicletta (da uomo o da donna) con ruote del diametro di 26 o 28 pollici. L’elemento più importante necessario per la trasformazione è il gruppo di trazione comprendente un motore in corrente continua a magneti permanenti della potenza di 120 watt previsto per funzionare con una tensione di 24-30 volt, una puleggia (dentata a scatto libero) ed una cinghia dentata di trazione.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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