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Ricetrasmettitore digitale 433 MHz - 2

Ricetrasmettitore digitale 433 MHz

L’unità centrale, cioè quella che controlla il funzionamento e interroga la periferica (o le periferiche) è composta chiaramente dal modulo RTX, da una logica di codifica e da un comando di chiamata, oltre che da un semplice convertitore frequenza/tensione; capiremo analizzando l’unità ricevente a cosa serve il convertitore.

Vediamo adesso di analizzare il funzionamento della centrale: per procedere alla lettura del valore di temperatura misurato dalle periferiche occorre prima di tutto effettuare la chiamata, cioè trasmettere a queste ultime il codice di attivazione. La chiamata consiste semplicemente in un impulso di radiocomando operato tramite un semplice ed arcinoto codificatore basato sull’integrato UM86409 (equivalente all’MM53200) della National Semiconductors. Questo codificatore/ decodificatore dispone di 4096 combinazioni, ridotte a 1024 per ciascuno dei canali indirizzabili: queste combinazioni si decidono impostando ad 1 o zero logico i 10 bit di codifica controllati dai dip-switch del DS1, e i 2 bit finali mediante i 4 pulsanti (2 alla seconda dà infatti 4 possibilità) e la matrice di diodi D1÷D8.

ricetrasmettitore_digitale_schema_elettrico_modulo_controllo

La codifica è indispensabile per poter attivare con precisione le unità riceventi che chiaramente non possono essere comandate soltanto con un segnale RF: in tal caso, infatti, basterebbe qualunque portante radio per attivare le periferiche, con il risultato di renderle indisponibili. Con una chiamata codificata è possibile far rispondere le periferiche solo quando vengono eccitate dal rispettivo codice.

Per poter interrogare fino a 4 diverse periferiche, una per volta senza fare confusione, abbiamo diviso in due parti il codice di attivazione: i primi 10 bit costituiscono il codice valido per tutte (1024 combinazioni) mentre gli ultimi due determinano i codici per attivare individualmente le 4 periferiche.

modulo_controllo_cablaggio

Notiamo quindi che il collegamento dei diodi D1÷D8 permette di ottenere per ciascuno dei 4 pulsanti altrettante combinazioni logiche ai piedini 11 e 12 dell’U4. Pigiando P1 si ottiene la combinazione 11, con P2 si ottiene 01, con P3 si ottiene 10 e con P4 si ottiene la combinazione logica 00: infatti nel primo caso il tasto non coinvolge alcuno dei piedini 11-12, tenuti a livello alto (5V) dalle resistenze di pull-up (R2-R3) mentre premendo P2 si trascina a massa (0 logico) il piedino 11 tramite D5; pigiando P3 è il D7 a mettere a zero logico il piedino 12, e pigiando P4 i diodi D6 e D8 portano a zero logico i piedini 11 e 12. Notate che premendo uno dei 4 tasti si attiva anche il meccanismo di chiamata, che prevede lo sblocco del canale dati dell’encoder: infatti i diodi D1÷D4 permettono di portare a zero logico il pin 13 della NAND U6a qualunque sia il tasto premuto; in tal caso il piedino 11 della stessa assume l’uno logico e la U6b può commutare lo stato della propria uscita in funzione del codice prodotto (sempre, dato che l’encoder è sempre alimentato) dall’uscita dell’U4.

modulo_remoto_schema_blocchi

La U6c provvede a invertire il segnale logico riportandolo uguale a come esce dall’MM53200, e con esso pilota l’ingresso dati dell’RTX Aurel: quest’ultimo passa in trasmissione e irradia, mediante la sua antenna, il segnale a 433,92 MHz modulato dagli impulsi contenenti il codice d’attivazione della periferica.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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