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Rilevatore di gas con autodiagnosi - 6

Rilevatore di gas con autodiagnosi

Passate quindi allo zoccolo per il microcontrollore (da 10+10 piedini) cercando di posizionarlo con la tacca di riferimento rivolta come illustrato nel disegno di disposizione componenti. Montate quindi il doppio dip-switch bipolare DS1, avendo cura di metterlo con il primo elemento rivolto al modulo sensore di gas.

Procedete inserendo i condensatori, in ordine di altezza e badando alla polarità degli elettrolitici; quindi i due transistor, orientandoli ciascuno come indicato dalla disposizione componenti visibile in queste pagine: nei dettagli, il lato piatto del T2 deve guardare verso la mezzaluna del T1, la cui parte piatta deve stare rivolta ad R8. Sistemati i transistor montate il cicalino piezo BZ1, che deve essere del tipo con oscillatore e va posizionato rispettando la polarità indicata, quindi passate ai tre led (attenzione al lato smussato: indica il terminale di catodo) che sono nell’ordine rosso (LD1) giallo (LD2) e verde (LD3) quindi il relè (tipo FEME MZP001 o equivalente) ed il regolatore di tensione 7805, che va posizionato con il lato metallico rivolto al corpo del relè.

Quest’ultimo è bene sia del tipo a chiusura stagna, sigillato (quale ad esempio il Taiko RKTM-12) altrimenti lo scambio potrebbe produrre pericolose scintille, soprattutto se inserito in circuiti con carichi induttivi quali potrebbero essere le bobine delle elettrovalvole. Restano quindi da saldare il ponte a diodi PT1 (attenzione alla polarità, altrimenti il circuito non funziona) ed il plug di alimentazione (facoltativo) che deve essere del tipo di medio diametro; se non volete il plug potete sempre saldare due spezzoni di filo alle sue piazzole e dare l’alimentazione con essi: tanto non occorre badare ad alcuna polarità in quanto il ponte provvede a mantenere il giusto verso della tensione interna al circuito.

Quanto al modulo sensore, per montarlo consigliamo di infilare e saldare una striscia di 6 contatti a passo 2,54 mm o un pezzo di zoccolo dip da 6 poli, nel quale inserire poi il componente a montaggio ultimato. Per agevolare le connessioni di uscita, ovvero quelle dello scambio del relè, conviene saldare alle rispettive piazzole dello stampato una morsettiera a tre vie a passo 5 mm. Finite le saldature e controllato il circuito, dopo esservi procurati il microcontrollore già programmato inseritelo nel relativo zoccolo facendo in modo da far coincidere la tacca di riferimento con quella di quest’ultimo. Quindi, se ancora non l’avete fatto, inserite pure il modulo del sensore di gas.

Ultimata anche questa operazione il dispositivo è pronto per l’uso, dato che non richiede alcuna operazione di taratura preliminare; basta alimentarlo con un alimentatore a parete provvisto di spina e di cavetto con spinotto plug per l’uscita, adatto alla presa che avete sullo stampato; in alternativa basta un alimentatore con due morsetti, che connetterete con altrettanti spezzoni di filo agli estremi del ponte raddrizzatore PT1.

Ancora, potete attaccare al plug o al ponte direttamente il secondario di un trasformatore con primario da rete (220V/50Hz) capace di fornire 9 o 10 volt, ed una corrente di circa 300 milliampère, valore che deve poter erogare l’eventuale alimentatore in continua.

 

 

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