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Il ritorno del Commodore 64

ritorno del commodore 64

Quanto hanno sognato il ritorno del Commodore 64? Quanti si emozionano ancora ripensando al mitico computer degli anni ’80 che ci ha accompagnato con le sue uniche imperfezioni? Ecco allora una buona notizia per tutti coloro che si rispecchiano nella descrizione sopra: una compagnia americana, che ha preso il nome di Commodore USA, promette ai nostalgici ammiratori un ritorno in grande stile del vecchio pc ma in una veste rivisitata in chiave moderna entro qualche mese, per innamorarsi di nuovo di questa icona dell’informatica.

Vediamo allora più da vicino i dettagli di questa notizia.

Il nuovo Commodore 64

La prima premessa importante riguarda il nome. Il nuovo pc potrebbe infatti non chiamarsi più Commodore 64 (per via di vicende legali legate al diritto di utilizzo del nome che per il momento è stato concesso solo in via temporanea), ma lo stile e il design sono un richiamo inconfondibile al suo mitico predecessore. La pagina del sito della ditta Commodore USA rimanda ad uno stile retrò e introduce un’immagine del pc che è impossibile non associare all’originario modello.

Stando alle parole di Barry Atman, a capo della compagnia dietro al progetto, il nome e il logo del Commodore è stato usato in modo provocatorio senza diritti, per rintracciare il titolare e arrivare ad un accordo. Atman è stato poi contattato in un primo momento da Taco Van Sambeek, che rappresenta la divisione Commodore Gaming, una compagnia fondata nel 2005 con l’obiettivo di rilanciare la piattaforma. Ma nessuno dei due ha in realtà pieno diritto sul nome.

Stando alle loro dichiarazioni i diritti spetterebbero in realtà ad una terza compagnia, la Commodore Licensign BV, ovvero ciò che è rimasto dell’originaria Commodore International (nata nel 1982, che ha dichiarato bancarotta nel 1994). Da questa data i diritti sono passati alternativamente a diverse compagnie a livello europeo e la situazione non è al momento perfettamente chiara. Ma la linea del prodotto non lascia dubbi sull’ispirazione: regolare e retrò, in perfetto stile anni 80. Come appare facilemente intuibile, è stata necessaria una rilettura in chiave moderna dei requisiti hardware per adeguare il prodotto alle esigenze del mercato attuale.

Dal punto di vista della configurazione hardware nel nuovo modello si distinguono infatti un processore quad-core 64 bit, un hard disk da 500 Gb e un DVD-RW drive.

Nuovo Commodore: quando sarà disponibile

L’annuncio del prodotto è stato fatto on line circa un mese fa e il lancio è previsto per il mese di Giugno di quest’anno: Atman ha confermato più volte la data approssimativa, con o senza concessione del nome. Che sia una questione di soldi, di marketing o di “rispolverare” le icone del pc è discutibile ma siamo certi che l’idea ha suscitato interesse e curiosità. Tra qualche mese i risultati a livello di vendite confermeranno o meno la validità del progetto.
I fan del Commodore 64 non dovranno aspettare quindi molto: ma riuscirà il nuovo pc a farsi voler bene come l’originale?

 

 

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ritratto di Anonimo1q2

sara' un buco nell'acqua

i mitici anni 80 sono finiti, morti e sepolti. eravamo ragazzi, siamo uomini: il passato non torna.

ritratto di Edi82

sono d'accordo ma...

Lo so, la tecnologia non torna indietro e forse queste proposte sono trovate di marketing.. ma, forse da nostalgica, penso che sia bello trovare l'occasione per ricordare i tempi i cui aspettavamo che la cassetta del videogioco caricasse : )

ritratto di slovati

ci siamo fatti le ossa...

Per chi negli anni '80 ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della programmazione, macchine come il C64 (o il VIC20!, o i vari Sinclair) erano una manna. Le risorse hw erano a dir poco esigue, e, nonostante fossero disponibili linguaggi come il Basic, si poteva sfruttare al massimo le potenzialità della macchina con l'assembler. Hanno fatto scuola x molti, tra cui il sottoscritto. Oggi, i nuovi ingegneri conoscono per lo più i linguaggi object oriented (anche il C "classico" non è noto a tutti), che richiedono molta memoria e capacità di elaborazione. E' giusto così, il progresso deve fare evolvere tutto, però se si comprendono le cose dalla "radice", si riuscirà anche a capire meglio le strutture più evolute e avanzate che su essa sono state create e la programmazione non avrà più segreti.

 

 

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