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RTX dati per PC - 2

RTX dati per PC

Dopo la forte amplificazione la radiofrequenza viene rivelata direttamente, senza procedere alla conversione tipica del circuito supereterodina; va dunque detto che la tecnologia ASH permette di ottenere la selettività di quest’ultima, e la sensibilità di un circuito a superreazione: davvero un bel vantaggio, perché unisce semplicità e prestazioni, garantendo componenti di dimensioni minime.

E infatti le misure esterne dell’ibrido parlano chiaro. All’uscita dell’RX1010 il segnale demodulato viene squadrato e sono quindi disponibili impulsi digitali: siccome il componente richiede un’alimentazione tipica di 3,3 volt i livelli sono in proporzione, ma comunque vengono ben tollerati da tutta la logica TTL funzionante a 5 volt, poiché lo zero è inteso sotto 1 volt e l’1 al disopra di tale soglia. Per le connessioni i contatti sono sul fondo del chip, che nel nostro caso è già saldato alla basettina del modulo RTX.

I due piccoli chip sono coordinati da una semplice rete logica fatta da componenti discreti, sempre a montaggio superficiale, visibili sulla basettina del modulo RTX: normalmente, cioè a riposo, è attivo il ricevitore e all’uscita si trovano gli impulsi eventualmente inviati da un trasmettitore operante sulla stessa frequenza; inviando impulsi a livelli RS232-C sull’ingresso DataIn (pin 1) si disattiva il ricevitore e viene acceso il trasmettitore, che invia nell’etere i segnali.

Bene, per comprendere il circuito elettrico che andiamo ad analizzare dobbiamo prima di tutto fare alcune precisazioni circa la struttura ed il funzionamento del modulo da noi utilizzato: per prima cosa sappiate che il componente SMD si presenta come una basetta le cui connessioni con l’esterno sono 8 piedini in fila (S.I.L.) a passo 2,54 mm, tra i quali non vi è l’antenna; infatti questa è realizzata con una pista opportunamente sagomata.

Poi, tutto quanto funziona a tensione continua di 3 volt, applicata dai punti di alimentazione ai pin 2, 4, 7, rispetto a massa (pin5-GND-comune). L’ingresso dati per accendere e modulare il trasmettitore (ovviamente solo in modo on/off) sta al piedino 1 (DIn) e va eccitato con livelli TTL, anche se tollera bene le tensioni negative dell’RS232-C: infatti nel nostro circuito viene pilotato direttamente con il TXD, limitando la sola ampiezza positiva e lasciando inalterata quella negativa.

Bisogna notare che avendo a che fare con interfacce con segnali RS232C il trasmettitore viene attivato quando al piedino 1 si presenta lo zero logico, ovvero un livello negativo; con 3÷5 volt il TX viene spento ed il modulo resta in ricezione.

Quanto all’uscita dei dati, lo stadio finale della ricevente è accoppiato con il piedino 8 (DOut) dal quale evidentemente (vista la tensione di alimentazione) escono impulsi in formato TTL/compatibile, ovvero del tipo 0/3V. Il pin 3 (PTT) corrisponde alla funzione di attivazione forzata del trasmettitore: ponendolo a livello logico alto disattiva l’RX e accende il TX; messo a zero (massa) lascia che la commutazione trasmissione/ricezione venga effettuata in base alla situazione dell’ingresso DIn, ovvero che il TX sia attivato se l’ingresso dei dati riceve segnali, e sia spento (modulo in ricezione) in caso contrario, ovvero con 3÷5V al pin 1.

 

 

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